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Giulia Malavasi

Giulia Malavasi

Sono nata a Firenze nel 1982, mescolando l’anima sarcastica della fiorentinità con lo spirito gioviale e concreto della parte modenese della famiglia. Mi sono appassionata alla storia con le parole dei nonni, che in sporadici preziosi momenti intrattenevano i nipoti con i racconti del “tempo di guerra”.

Durante la stesura della tesi per la laurea magistrale in Storia contemporanea mi sono avvicinata allo studio dei movimenti della società civile, alla scoperta di archivi dei movimenti sociali, e alla narrazione di memorie: il risultato è stata una ricerca sul Movimento di quartiere fiorentino ad inizio anni Settanta.

La passione per lo studio dei movimenti del ‘900 mi ha portata in seguito a ricostruire la storia dei comitati dei disabili fiorentini e di Gabriella Bertini, paraplegica, poetessa e figura di primo piano delle mobilitazioni per i diritti e la dignità delle persone con lesione midollare.

Dal 2016 ho integrato lo studio dei movimenti con alcune tematiche di storia ambientale, collaborando al recupero della memoria storica della comunità di Manfredonia, segnata da una devastante catastrofe prodotta dall’industria petrolchimica. Fare storia con le persone coinvolte nel progetto multidisciplinare “Ambiente Salute Manfredonia” ha consentito di valorizzare la loro memoria e la loro conoscenza del territorio, e di restituire una molteplicità di sguardi su una vicenda studiata e narrata in maniera collettiva.

Più di recente, un progetto analogo di coinvolgimento dei cittadini nel recupero della memoria storica locale, sempre in relazione alle dinamiche di industrializzazione del territorio, sta muovendo i suoi primi passi in Garfagnana.

Collaboro con l’associazione Sgabuzzini Storici, impegnata nel territorio del Chianti nella valorizzazione della storia locale attraverso progetti ed iniziative ludico-didattiche, ricreative, e di promozione culturale; e con la rivista Epidemiologia&Prevenzione e l’associazione Medicina Democratica.

Tra le mie passioni, viaggiare e trovare forme sempre diverse per dare espressione creativa alle emozioni e alla mia curiosità per il mondo: amo dipingere e scrivere, e complice una bravissima artista fiorentina, nonché cara amica, Letizia Fuochi, cimentarmi in laboratori di scrittura teatrale; tra questi, una meravigliosa esperienza di racconto dell’alluvione di Firenze del 1966, che ha trasformato uno sparuto gruppo di amici in cantastorie dei tempi moderni.