{"id":1494,"date":"2019-01-08T17:33:55","date_gmt":"2019-01-08T17:33:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pophistory.it\/?p=1494"},"modified":"2019-01-08T17:32:21","modified_gmt":"2019-01-08T17:32:21","slug":"il-novecento-e-gli-albi-illustrati","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/popreview\/il-novecento-e-gli-albi-illustrati\/","title":{"rendered":"Il Novecento e gli albi illustrati"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section bb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;section&#8221;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_post_title admin_label=&#8221;Titolo del Post&#8221; title=&#8221;on&#8221; meta=&#8221;on&#8221; author=&#8221;off&#8221; date=&#8221;off&#8221; categories=&#8221;on&#8221; comments=&#8221;off&#8221; featured_image=&#8221;on&#8221; featured_placement=&#8221;below&#8221; parallax_effect=&#8221;off&#8221; parallax_method=&#8221;on&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; text_color=&#8221;dark&#8221; text_background=&#8221;off&#8221; text_bg_color=&#8221;rgba(255,255,255,0.9)&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; title_font=&#8221;|on||on|&#8221; meta_font_size=&#8221;20&#8243; meta_text_color=&#8221;#e09900&#8243; title_font_size=&#8221;35px&#8221; \/][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: center; font-size: small;\"><strong>Immagine tratta dal sito www.amazon.com (<a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/portinaia-Apollonia-Lia-Levi\/dp\/8889025301\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.amazon.it\/portinaia-Apollonia-Lia-Levi\/dp\/8889025301<\/a>)<\/strong><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<h4><strong>di Silvia Lotti<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p><em>\u201cSono indietro con il programma\u201d<\/em>, da decenni un mantra degli insegnanti, tanto che tutti ormai credono che essere indietro sia una condizione imprescindibile della scuola italiana. <strong>Vi svelo un segreto:<\/strong> i programmi ministeriali non esistono pi\u00f9, bens\u00ec ci sono le Indicazioni Nazionali, un documento ministeriale di ampio respiro, che regala a noi docenti una libert\u00e0 inaspettata. Ma si sa, la libert\u00e0 bisogna sapersela conquistare.<\/p>\n<p>Poi, per\u00f2, i programmi scolastici finiscono per non andarsene mai perch\u00e9 ci vengono riproposti, sempre uguali, sui manuali e sui libri di testo, dalla scuola primaria alla secondaria di II grado; entit\u00e0 sacre e immutabili come i tortellini in brodo il giorno di Natale.<\/p>\n<p><strong>Vi svelo un secondo segreto:<\/strong> i libri scolastici si possono non acquistare e si pu\u00f2 optare per l\u2019adozione alternativa, dando sfogo a quell\u2019agognata libert\u00e0 di cui sopra nella scelta dei materiali da utilizzare con bambini e ragazzi. Nella bellezza di questa libert\u00e0, capita di inciampare e ruzzolare in mezzo a un mucchio di albi illustrati.<\/p>\n<p>Gli albi illustrati sono piccole perle che, con poche parole e bellissime illustrazioni, riescono a sprigionare significati densi e pieni. Tra i loro mille pregi ci sono il fatto che rappresentano la prima galleria d\u2019arte che un bambino pu\u00f2 visitare, per cui sono un potente strumento di alfabetizzazione visiva ed emotiva, di apprendimento del linguaggio come organizzatore della propria esperienza soggettiva e intersoggettiva, oltre che a una molla per la creativit\u00e0. Sono un oggetto che va oltre l\u2019essere un libro per bambini piccoli.<\/p>\n<p>Proprio per la loro connaturata delicatezza, si possono permettere di affrontare grandi temi filosofici e profondamente umani. Anzi, si permettono addirittura di affrontare temi storici del Novecento, garantendo a noi maestre che guardiamo alla storia contemporanea con molta attenzione, un esercizio di libert\u00e0 che vada al di l\u00e0 dei soliti argomenti scolastici (usciamo dal programma!).<\/p>\n<p>Negli ultimi anni la produzione editoriale ha avuto un netto salto di qualit\u00e0, andando a tracciare un percorso che si snoda lungo tutto il Novecento, dando la possibilit\u00e0 ai bambini di conoscere eventi, processi e movimenti storici fin da piccoli, in modo tale che li inizino a masticare, inghiottire, tentare di digerirli, per poi arrivare al manuale di storia meno annoiati e appiattiti. La storia si veicola con il linguaggio naturale, per cui, in fondo, tra un saggio accademico e un albo illustrato, la differenza sostanziale tra nella scelta delle parole. E le parole servono per costruire belle storie, soprattutto se le si pu\u00f2 leggere ad alta voce.<\/p>\n<p>Le storie narrate sono quelle che preparano il cuore e la mente ad aprirsi al mondo e a conoscere se stessi; Umberto Eco ha detto che \u00abChi non legge, a 70 avr\u00e0 vissuto una sola vita: la propria! Chi legge, avr\u00e0 vissuto 5000 anni: c\u2019era quando Caino uccise Abele, quando Renzo spos\u00f2 Lucia, quando Leopardi ammirava l\u2019infinito\u2026 perch\u00e9 la lettura \u00e8 un\u2019immortalit\u00e0 all&#8217;indietro\u00bb. Del resto, i libri migliori sono quelli che possono essere letti sia dai piccoli che dai grandi.<\/p>\n<p>Ecco quindi alcuni suggerimenti per un viaggio storico narrativo lungo il Novecento.<strong><u>\u00a0<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><u>Prima Guerra Mondiale <\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>La piccola grande guerra<\/em><\/strong>, S.Ruiz Mignone, D.Pintor, Lapis, Roma, 2015<\/p>\n<p>\u201cI bambini giocano a fare i soldati, ma perch\u00e9 i soldati giocano a fare i bambini?\u201d<\/p>\n<p>Da questa specie di paradosso si snoda l\u2019esperienza di Andrea, un bambino a cui il padre Walter ha regalato dei soldatini. Questo gioco, viene poi mostrato come vissuto in prima persona dal padre, durante la Prima Guerra Mondiale, soldato in trincea.<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><u>Shoah e Seconda Guerra Mondiale<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>La citt\u00e0 che sussurr\u00f2<\/em><\/strong>, J.Elvgren, F.Santomauro, Giuntina, Firenze, 2015<\/p>\n<p>\u00c8 ambientato in un villaggio sulla costa nord della Danimarca e racconta di una bambina, Annett, che, insieme alla sua famiglia, d\u00e0 ospitalit\u00e0 a un coetaneo ebreo e alla sua mamma. Questi ultimi devono riuscire ad arrivare sulla spiaggia in una notte senza luna, per poter salire su una barca e raggiungere cos\u00ec la Svezia e salvarsi: come fare, con i nazisti in giro?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>La portinaia Apollonia<\/em><\/strong>, L.Levi, E.Orciari, Orecchio Acerbo, Roma, 2005<\/p>\n<p>Daniel \u00e8 un bambino che abita in una borgata romana insieme alla sua mamma. Il palazzo in cui vivono ha una portinaia, la signora Apollonia, che viene vista da tutti i bambini come una cattiva strega con dei grandi e brutti occhiali da miope. Daniel e la sua mamma sono ebrei, devono lavorare di nascosto e portare una stella gialla sul cappotto quando fanno la fila per il pane. La citt\u00e0 \u00e8 piena di tedeschi. Un giorno, il 16 ottobre 1943, di ritorno dal fornaio, Daniel viene preso e portato nella stanza del carbone, guarda caso, proprio da Apollonia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><u>Secondo dopoguerra in Italia<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Tre in tutto<\/em><\/strong>, D.Cal\u00ec, I.Labate, Orecchio Acerbo, Roma, 2018<\/p>\n<p>La guerra \u00e8 appena finita e i bambini poveri del Sud vengono spediti in alta Italia dove ci sono delle famiglie (mangiatrici di bambini?) che li vogliono accogliere. Partono per un lungo viaggio in treno, che sembra non finire mai, tra la neve e la pianura infinita. Una volta arrivati vengono lavati, vestiti di nuovo e nutriti a paioli di polenta. In alta Italia scoprirono una realt\u00e0 diversa, tortellini compresi, ma soprattutto scoprirono l\u2019affetto di una mamma acquisita. Questa felicit\u00e0 dur\u00f2 due anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><u>Rivoluzione cinese<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Io e Mao<\/em><\/strong>, di C.Hong, Babalibri, Milano, 2010<\/p>\n<p>Autobiografico, racconta di come l\u2019autore viveva in un piccolo appartamento con la sua famiglia, genitori, nonni e due sorelle, di come si svolgeva la loro giornata e alcuni tratti della cultura cinese nei primi anni della Repubblica Popolare. Ma soprattutto si racconta di come la loro vita sia cambiata con l\u2019arrivo della Rivoluzione Culturale del 1966.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><u>Emigrazione italiana in Belgio<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Mio padre, il grande pirata<\/em><\/strong><em>, <\/em>D. Cal\u00ec, M. Quarello, Orecchio Acerbo, Roma, 2013<\/p>\n<p>Racconta la storia di un bambino, il cui padre deve stare lontano da casa per molti mesi per motivi di lavoro. Nei momenti in cui possono stare insieme, il padre racconta al figlio di essere un pirata, che affronta mille avventure per mare insieme ai suoi inseparabili amici pirati, nascondendo i tesori in posti sicuri, solcando i mari su una nave di nome Speranza. Nell\u2019estate del suoi nove anni, il bambino e la sua mamma devono prendere il treno per andare in un posto lontano chiamato Belgio, grigio e triste perch\u00e9 \u00e8 successo qualcosa di brutto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><u>Segregazione razziale negli Stati Uniti d\u2019America<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>L\u2019autobus di Rosa<\/em><\/strong>, di Fabrizio Silei, con illustrazioni di Maurizio A.C.Quarello<\/p>\n<p>Questa volta ci sono un nonno e un bambino, il primo che trascina il secondo dentro all\u2019Henry Ford Museum di Detroit, per lasciargli la sua fragile eredit\u00e0 di essere umano. In particolare, gli vuole mostrare un autobus, quello sui cui il 1\u00b0 dicembre 1955 Rosa Parks decise di non alzarsi per cedere il posto a un bianco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Dedicato ai monelli della classe 5A, scuola Ciro Menotti, Modena<\/em><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Silvia Lotti ci racconta di quanto gli albi illustrati siano piccole perle che, con poche parole e bellissime illustrazioni, riescono a sprigionare significati densi e pieni. <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1495,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":""},"categories":[65,72],"tags":[137,80,81,138,40],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v16.0.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Il Novecento e gli albi illustrati - 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