{"id":1516,"date":"2019-02-07T18:46:09","date_gmt":"2019-02-07T18:46:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pophistory.it\/?p=1516"},"modified":"2019-02-07T18:46:09","modified_gmt":"2019-02-07T18:46:09","slug":"mestre-m9-e-il-museo-del-900-quando-il-novecento-e-riduttivo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/placetobepop\/mestre-m9-e-il-museo-del-900-quando-il-novecento-e-riduttivo\/","title":{"rendered":"Mestre, M9 e il Museo del \u2018900: quando il Novecento \u00e8 riduttivo!"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section bb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;section&#8221;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_post_title admin_label=&#8221;Titolo del Post&#8221; title=&#8221;on&#8221; meta=&#8221;on&#8221; author=&#8221;off&#8221; date=&#8221;off&#8221; categories=&#8221;off&#8221; comments=&#8221;off&#8221; featured_image=&#8221;off&#8221; featured_placement=&#8221;below&#8221; parallax_effect=&#8221;off&#8221; parallax_method=&#8221;on&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; text_color=&#8221;dark&#8221; text_background=&#8221;off&#8221; text_bg_color=&#8221;rgba(255,255,255,0.9)&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; title_font_size=&#8221;40px&#8221; title_text_color=&#8221;#8300e9&#8243; \/][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; text_font=&#8221;|||on|&#8221; text_font_size=&#8221;18&#8243; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p>di Giorgio Uberti<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p>Da un paio di mesi Mestre non \u00e8 pi\u00f9 solo la porta d\u2019accesso alla Regina dell\u2019Adriatico. Visitare e conoscere il distretto M9 \u00e8 un valido motivo per fermarsi e scoprire questa storica localit\u00e0 dell\u2019entroterra veneziano. A gennaio, il consiglio direttivo dell\u2019Associazione Italiana di Public History ha incontrato il direttore Marco Biscione e il nostro socio Giorgio Uberti, membro di quel direttivo, ha avuto l\u2019occasione di visitare M9 accompagnato dai curatori del Museo del \u2018900, Michelangela di Giacomo e Livio Karrer. In questo articolo, senza pretesa di esaustivit\u00e0, si riportano alcune chiavi di lettura pensate per chi desidera approcciarsi all\u2019opera urbana.<\/p>\n<p>Prima di tutto M9 \u00e8 una <em>smart city<\/em>, ovvero un distretto multifunzionale di nuova concezione, al cui interno \u00e8 inserito il Museo del \u2018900. Si tratta, in estrema sintesi, di un innovativo progetto di rigenerazione urbana della Fondazione di Venezia e realizzato da Polymnia Venezia. Un progetto da 110 milioni di euro che ha trasformato profondamente una superficie di novemila metri quadrati situata nel centro storico di Mestre. L\u2019intervento ha interessato sette corpi di fabbrica, quattro antecedenti e tre di nuova edificazione. Uno di questi ospita appunto il Museo del \u2018900. Anche parlare genericamente di Museo del \u2018900 rischia per\u00f2 di generare incomprensioni ed \u00e8 quindi necessario dettagliare ulteriormente.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_gallery admin_label=&#8221;Galleria&#8221; show_title_and_caption=&#8221;off&#8221; show_pagination=&#8221;on&#8221; gallery_ids=&#8221;1519,1517,1520,1534&#8243; fullwidth=&#8221;off&#8221; orientation=&#8221;landscape&#8221; hover_overlay_color=&#8221;rgba(255,255,255,0.9)&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; auto=&#8221;off&#8221; \/][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p>Lo spazio museale, suddiviso su quattro livelli, comprende a sua volta pi\u00f9 sezioni. Al suo interno troviamo infatti un auditorium, una sala eventi con funzioni didattiche, un bookshop, un punto ristoro, biglietteria, guardaroba e servizi. L\u2019edificio \u00e8 perfettamente intergrato nel contesto urbano riprendendo la tradizione architettonica locale con mattonelle sulle tonalit\u00e0 del rosso veneziano. I passaggi interni sono caratterizzati da un\u2019architettura in cemento a vista e una scalinata che, attraversando l\u2019edificio, collega tra loro le sezioni chiave di quest\u2019opera. Tra il primo e il secondo piano si estende la mostra permanente e al terzo piano \u00e8 stato collocato lo spazio riservato alle mostre temporanee.<\/p>\n<p>La mostra permanente \u00e8 certamente il cuore del Museo del \u2018900, ma la mostra non esaurisce la sua offerta. Affrontare il dibattito museologico e museografico in questo articolo ci porterebbe fuori strada e quindi si rimanda questo tipo di lettura ad altri contributi, in grado di esplicitare in dettaglio sia gli studi che ne hanno accompagnato la realizzazione, sia le indubbie criticit\u00e0 emerse. La prima impressione pu\u00f2 portare a farci pensare che l\u2019offerta museale coincida con la sola mostra permanente. Un museo \u00e8 per\u00f2 un luogo pi\u00f9 complesso e tra i suoi elementi devono essere comprese anche le sue iniziative, interne ed esterne, le sue rassegne, i suoi studi, le sue relazioni con i cittadini e le istituzioni della comunit\u00e0 locale e nazionale. Per valutare l\u2019opera nella sua complessit\u00e0 sar\u00e0 quindi necessario attendere che questo abbia compiuto almeno il primo anno di vita.<\/p>\n<p>La mostra, tra l\u2019altro, non nasce per ospitare, valorizzare e far conoscere una specifica collezione. Lungo il percorso non incontrerete manufatti che racchiudono in qualche modo il senso del Novecento. Solo nella sezione 3.3, intitolata proprio \u201coggetti e progetti\u201d, troverete esposti alcuni utensili d\u2019antiquariato recuperati appositamente per l\u2019allestimento. Questo elemento ha giocato un ruolo decisivo nella costruzione del percorso stesso.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_gallery admin_label=&#8221;Galleria&#8221; show_title_and_caption=&#8221;off&#8221; show_pagination=&#8221;on&#8221; gallery_ids=&#8221;1521,1522,1523,1524&#8243; fullwidth=&#8221;off&#8221; orientation=&#8221;landscape&#8221; hover_overlay_color=&#8221;rgba(255,255,255,0.9)&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; auto=&#8221;off&#8221; \/][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p><em>Last but non least,<\/em> la mostra permanente non ha un vero e proprio titolo. Sembra banale dirlo ma \u00e8 molto importante distinguere il contenitore dal contenuto. Le sezioni della mostra nella sua complessit\u00e0 non hanno l\u2019obiettivo di esaurire le problematiche del Novecento, quello compete al museo nella sua interezza. La mostra permanente ha scelto \u201csolo\u201d di raccontare, attualizzandoli, i cambiamenti della societ\u00e0 italiana attraverso il Novecento. Infatti non verrete accolti dallo scandalo della Banca Romana, dalla disfatta coloniale in Abissinia o dai moti del 1898. Non verrete condotti attraverso i due grandi conflitti globali, l\u2019ascesa e la caduta del fascismo, la ricostruzione e il Sessantotto. La vostra visita non terminer\u00e0 con tangentopoli, con le ultime stragi mafiose o con l\u2019inizio della cosiddetta Seconda Repubblica. Il percorso non \u00e8 cronologico ma tematico e il focus non sono i tempi della storia ma i molteplici aspetti della societ\u00e0 italiana. Certo, incontrerete la grande storia, ma sempre attraverso il filtro sociale. La mostra \u00e8 articolata in otto sezioni e, in estrema sintesi, queste hanno come protagonista la demografia, i costumi, le tecnologie, l\u2019economia, i paesaggi, le istituzioni, l\u2019educazione e l\u2019identit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p>Quanto detto in premessa vi sar\u00e0 chiaro subito dopo essere entrati nella prima sezione dedicata alla demografia e alle strutture sociali, intitolata: \u201ccome eravamo, come siamo\u201d. L\u2019impressione \u00e8 quella di essere stati accolti dalla sola proiezione circolare di fotografie di italiani in tre momenti della storia nazionale. In realt\u00e0 siete gi\u00e0 circondati dai tre elementi narrativi che caratterizzano tutta la mostra. Un livello emozionale, capace di stupire potenziando gli aspetti evocativi; uno narrativo, che valorizza in modo interattivo la storia nel suo divenire e infine uno informativo, per chi desidera approfondire i temi trattati. Ognuno di questi elementi trova sempre un posto specifico lungo il percorso espositivo. \u00c8 poi affidata al visitatore la capacit\u00e0 di non fermarsi solo sul lato emozionale o su quello narrativo di pi\u00f9 immediata fruizione.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_gallery admin_label=&#8221;Galleria&#8221; show_title_and_caption=&#8221;off&#8221; show_pagination=&#8221;on&#8221; gallery_ids=&#8221;1526,1527,1528,1524&#8243; fullwidth=&#8221;off&#8221; orientation=&#8221;landscape&#8221; hover_overlay_color=&#8221;rgba(255,255,255,0.9)&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; auto=&#8221;off&#8221; \/][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p>La visita non ha un ordine predefinito. Ogni visitatore, in base ai propri interessi e alle proprie curiosit\u00e0 \u00e8 libero di scegliere il percorso che preferisce. \u00c8 sufficiente tenere presente che, grosso modo, le quattro sezioni allestite al primo piano afferiscono alla sfera privata e le quattro sezioni del secondo piano a quella pubblica. La personalizzazione della visita alla mostra \u00e8 certamente uno degli aspetti pi\u00f9 affascinanti. Aiutati anche dall\u2019applicazione, liberamente scaricabile sul proprio <em>smartphone<\/em>, e inserendo alcuni dati come il tempo a disposizione e i propri interessi, ci verr\u00e0 suggerita una visita personalizzata. Sar\u00e0 poi l\u2019applicazione stessa a fornirci gli approfondimenti sugli elementi desiderati.<\/p>\n<p>Se proprio dobbiamo segnalare una criticit\u00e0, questa pu\u00f2 essere la scelta di rendere multimediale, a ogni costo, tutte le sezioni. L\u2019interattivit\u00e0, che gioca certamente un ruolo spettacolare della narrazione, tolti i benefici legati all\u2019apprendimento, ha purtroppo forse pi\u00f9 svantaggi. Innanzitutto \u00e8 facilmente ipotizzabile che il costo di manutenzione delle postazioni andr\u00e0 a incidere in maniera considerevole sui costi di gestione. Inoltre i diversi livelli tecnologici non sono adatti a tutti i tipi di pubblico. I pi\u00f9 anziani, ad esempio, avranno una difficolt\u00e0 maggiore a interagire con gli strumenti tipici dei pi\u00f9 innovativi progetti museali d\u2019Europa. Inoltre il continuo cambio di piattaforma rende l\u2019adattamento al software un\u2019operazione non immediata anche per un pubblico pi\u00f9 vasto. Per ovviare a questi problemi lo spazio della mostra \u00e8 disseminato di assistenti pronti a venire incontro a qualsiasi esigenza del visitatore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-1516 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/18_AUDITORIUM.jpg'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/18_AUDITORIUM-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/17_ULTIMO_PIANO.jpg'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/17_ULTIMO_PIANO-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/12_INCONVENIENTE.jpg'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/12_INCONVENIENTE-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t<\/div>\n\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p>Al termine della visita resta solo un quesito di fondo che per\u00f2 non riguarda la bont\u00e0 del progetto. Perch\u00e9 limitarsi al Novecento? Tutta l\u2019operazione \u00e8 giocata sul numero nove per\u00f2 la lettura della mostra permanente restituisce uno scenario molto pi\u00f9 profondo. Innanzitutto i riferimenti, anche solo statistici, all\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia sono molteplici eppure in tutto il percorso si \u00e8 voluto, sembra un po\u2019 forzatamente, dare sempre un confronto iniziale al 1901.<\/p>\n<p>Inoltre visitando la mostra si comprende la preoccupazione degli stessi curatori di attualizzare tutte le sezioni con il tempo presente. Questa missione, imprescindibile per lo storico, fa si che il vero protagonista siano i cambiamenti della societ\u00e0 italiana anche in un pezzo del Ventunesimo secolo. Una definizione temporale che dovr\u00e0 essere costantemente aggiornata, ma questo \u00e8 gi\u00e0 previsto nel catalogo ufficiale. Quello che manca allora \u00e8 forse un titolo alla mostra permanente, un titolo che, ripreso dal grande d\u2019Azeglio, potrebbe essere \u201cFatta l\u2019Italia, come si sono fatti gli italiani?\u201d.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_gallery admin_label=&#8221;Galleria&#8221; show_title_and_caption=&#8221;off&#8221; show_pagination=&#8221;on&#8221; gallery_ids=&#8221;1530,1531,1532,1533&#8243; fullwidth=&#8221;off&#8221; orientation=&#8221;landscape&#8221; hover_overlay_color=&#8221;rgba(255,255,255,0.9)&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; auto=&#8221;off&#8221; \/][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da un paio di mesi a Mestre \u00e8 stato inaugurato il distretto M9. 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