{"id":1558,"date":"2019-02-17T14:17:36","date_gmt":"2019-02-17T14:17:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pophistory.it\/?p=1558"},"modified":"2019-02-19T15:55:21","modified_gmt":"2019-02-19T15:55:21","slug":"il-nome-della-rosa","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/popreview\/il-nome-della-rosa\/","title":{"rendered":"Il nome della rosa"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section bb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;section&#8221;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_post_title admin_label=&#8221;Titolo del Post&#8221; title=&#8221;on&#8221; meta=&#8221;on&#8221; author=&#8221;off&#8221; date=&#8221;off&#8221; categories=&#8221;on&#8221; comments=&#8221;off&#8221; featured_image=&#8221;on&#8221; featured_placement=&#8221;below&#8221; parallax_effect=&#8221;off&#8221; parallax_method=&#8221;on&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; text_color=&#8221;dark&#8221; text_background=&#8221;off&#8221; text_bg_color=&#8221;rgba(255,255,255,0.9)&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; title_font=&#8221;|on||on|&#8221; meta_font_size=&#8221;20&#8243; meta_text_color=&#8221;#e09900&#8243; title_font_size=&#8221;35px&#8221; \/][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: center; font-size: small;\"><strong>Omaggio del pittore <span class=\"mw-mmv-title\">italiano <\/span> <a class=\"extiw\" title=\"w:it:William Girometti\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/it:William_Girometti\">William Girometti<\/a> al romanzo di Umberto Eco (<span class=\"mw-mmv-title\">1982, olio su tela, cm. 80&#215;100 &#8211; propriet\u00e0 della figlia<\/span>) <span class=\"int-own-work\">Fotografia autoprodotta<\/span>, <a title=\"Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0\" href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/3.0\">CC BY-SA 3.0<\/a>, <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?curid=31307455\">Collegamento<\/a><\/strong><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<h4><strong>di Gabriele Sorrentino<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p><em>Il nome della rosa<\/em><br \/>\n(Umberto Eco, 1980)<\/p>\n<p>Insieme al <em>Pendolo di Foucault <\/em>(1988) <em>Il Nome della Rosa <\/em>(1980) \u00e8, forse, il pi\u00f9 famoso romanzo di Umberto Eco. Il romanzo ha vinto Il Premio Strega (1981) e Prix M\u00e9dicis (1982). Nel 1983 il romanzo entr\u00f2 nell'&#8221;Editors&#8217; Choice&#8221; del The New York Times, nel 1999 fu selezionato tra &#8220;I 100 libri del secolo&#8221; dal quotidiano francese Le Monde e nel 2009 fu inserito nella lista dei &#8220;1000 romanzi che ognuno dovrebbe leggere&#8221; dal quotidiano inglese &#8220;The Guardian&#8221;. Nel 2013, con 50 milioni di copie vendute, il romanzo era diciassettesimo, primo tra gli italiani, nella classifica stilata da <em><a href=\"https:\/\/libreriamo.it\/curiosiamo\/qual-e-il-libro-piu-venduto-ecco-la-classifica-dei-101-best-selling-di-tutti-i-tempi-2\/\">Ranker.com<\/a><\/em> Un successo planetario che ne fece, grazie anche al film del 1986 diretto da Jean Jacques Annaud con Sean Connery e un giovanissimo Christian Slater, un vero e proprio fenomeno di costume. Eco stesso si stup\u00ec del successo del libro e arriv\u00f2 a commentare:<\/p>\n<blockquote><p><em>Io odio questo libro e spero che anche voi lo odiate. Di romanzi ne ho scritti sei, gli ultimi cinque sono naturalmente i migliori, ma per la legge di Gresham, quello che rimane pi\u00f9 famoso \u00e8 sempre il primo<\/em>. <a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>A parte i dubbi del suo autore, la maggior parte della critica lo considera un capolavoro, nonostante alcune imprecisioni storiche. Nel romanzo, ambientato nel 1327, si menziona una ricetta per la &#8220;<em>carne di pecora con salsa cruda di peperoni<\/em>&#8221; quando i peperoni non erano stati ancora importati dall\u2019America. A esigenze di semplificazione, invece, si pu\u00f2 ascrivere la citazione della zucca \u2013 anche questa di origine americana \u2013 invece della cicerbita, menzionata in un erbario dell&#8217;epoca. Durante il settimo giorno-notte, Jorge dice a Guglielmo che Francesco d&#8217;Assisi &#8220;<em>imitava con un pezzo di legno i movimenti di chi suona il violino<\/em>&#8220;, strumento che non esisteva prima dell&#8217;inizio del XVI secolo. Tra gli scettici, spicca la voce di R\u00e9gine Pernoud che lo defin\u00ec \u201c<em>Mini-museo antireligioso posto dall&#8217;altra parte di una cortina di ferro sempre presente\u201d <\/em>(30 giorni, 1987).<\/p>\n<p>Dal punto di vista narrativo, il romanzo ha la struttura di un vero e proprio thriller, ambientato nel 1327 e raccontato dal punto di vista di Adso, discepolo di Frate Guglielmo di Baskerville, impegnato a indagare su alcuni omicidi in un\u2019Abbazia benedettina dove \u00e8 in corso un delicato convegno che vedr\u00e0 protagonisti i francescani \u2014 sostenitori delle tesi pauperistiche e alleati dell&#8217;imperatore Ludovico \u2014 e i delegati della curia papale, insediata a quei tempi ad Avignone. Guglielmo si dovr\u00e0 scontrare col gretto e retrivo Bernardo Gui, inquisitore realmente esistito, e col fanatico padre Jorge. Come nota Vittorio Messori, quindi, \u201c<em>L<\/em>&#8216;<em>eccellente riuscita de Il nome della rosa \u00e8 proprio nella felicit\u00e0 narrativa, nella consumata astuzia del mestiere, che permette anche alla casalinga di arrivare alla fine appassionandosi alla trama, assorbendone gli umori maliziosi senza neppure accorgersene. In questo senso, perfetto strumento di massa<\/em>\u201d (<em>Inchiesta sul Cristianesimo<\/em>, Milano 2003, p. 33). \u00c8 opinione di molti critici, tra cui Franco Cardinim che Umberto Eco fosse perfettamente conscio che dietro ai francescani, agli spirituali, agli eretici e pure dietro gli inquisitori c\u2019era una moralit\u00e0 ben pi\u00f9 sofferta di quella che lui sceglie di raccontare. Allo stesso modo sapeva che \u201c<em>certi mali che il sentire popolare etichetta come medievali (e che quindi fanno considerare tenebroso il Medioevo) sono in realt\u00e0 Tre-Quattrocenteschi, figli proprio della dissoluzione della societ\u00e0 organica e solidaristica propria del Medioevo<\/em> (F. Cardini, <em>Clericus in Labyrintho<\/em>, in Saggi sul Nome della Rosa, Bompiani, Milano 1985).<\/p>\n<p>Il romanzo \u00e8 una consapevole sfida nei confronti del Lettore Medio Colto e per questo \u00e8 ambientato nel Medioevo che, negli anni Ottanta, era il luogo ove, per la Cultura Media, albergavano tutti i mostri. \u00c8 questo l\u2019obiettivo che ha spinto l\u2019autore a scegliere cosa tramandare e cosa dimenticare della sua ambientazione, cosa mantenere fedele e cosa stressare (R. Mordenti, <em>Adso da Melk. Chi era costui?).<\/em> <em>Il nome della Rosa<\/em> non \u00e8 un testo semplice che, per\u00f2, gioca con maestria con la curiosit\u00e0 morbosa nei confronti del Monastero, uno dei cardini di quella zona grigia della cultura di massa che \u00e8 il Medioevo (A. Burgess, <em>Sherlock Medievale<\/em>, in Saggi sul Nome della Rosa, Bompiani, Milano 1985, pp. 185-189). Eco \u00e8 quindi abilissimo a sfiorare le giuste corte dell\u2019interesse di un lettore main stream, nascoste dietro la sua articolata e dettagliata ambientazione medievalista, non medievista. Il medioevo di Eco, infatti, \u00e8 una rappresentazione dell\u2019epoca, vista con gli occhi di un moderno. Guglielmo, infatti, \u00e8 tutto tranne che un personaggio medievale, e quindi la raffigurazione del Trecento che il racconto di Adso fa al lettore, \u00e8 fortemente deformata da questa scelta narrativa. Abbone da Fossanova, abate del monastero \u00e8 modellato sul personaggio di Sugerio di Saint &#8211; Denis, consigliere di due re di Francia vissuto dal 1081 al 1151, ben due secoli prima dei fatti in cui \u00e8 ambientato il romanzo e che quindi appaia come una figura anacronistica, che serve a Eco per rinforzare il senso di decadenza che si respira nel monastero (G. Zecchini, <em>Il Medioevo di Umberto Eco<\/em>, in Saggi sul Nome della Rosa 1985, pp. 322-370). \u00a0Ancora, Eco descrive Bernardo Gui come un uomo perfido, antagonista del progressista Guglielmo da Baskerville. Adso giudica attraverso gli occhi di Bernardo che \u00e8 l\u2019autore stesso, un uomo moderno e quindi il suo giudizio \u00e8 impietoso.<\/p>\n<p>Per concludere, possiamo dire che il <em>Nome della Rosa <\/em> \u00e8 di certo un bel romanzo, con una storia avvincente e una prosa che riesce a coinvolgere pur mantenendo un registro alto e mai banale. Dal punto di vista della Public History, invece, il romanzo ci restituisce una visione distorta del Medioevo in alcuni suoi aspetti cardine \u2013 il monachesimo, l\u2019inquisizione, le dispute teologiche \u2013 una visione ulteriormente stressata dal film con Sean Connery. A un lettore poco attento, quindi, il romanzo trasmette inevitabilmente una versione scorretta e stereotipata del medioevo.<\/p>\n<hr \/>\n<h5><strong>Note:<\/strong><\/h5>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Il_nome_della_rosa#cite_note-genesi-6\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Il_nome_della_rosa#cite_note-genesi-6<\/a> [url consultata il 17\/02\/2019]<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Insieme al Pendolo di Foucault (1988) Il Nome della Rosa (1980) \u00e8, forse, il pi\u00f9 famoso romanzo di Umberto Eco. Gabriele Sorrentino lo ha recenito per noi<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1560,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"<p>Insieme al <em>Pendolo di Foucault <\/em>(1988) <em>Il Nome della Rosa <\/em>(1980) \u00e8, forse, il pi\u00f9 famoso romanzo di Umberto Eco. Il romanzo ha vinto Il Premio Strega (1981) e Prix M\u00e9dicis (1982). Nel 1983 il romanzo entr\u00f2 nell'\"Editors' Choice\" del The New York Times, nel 1999 fu selezionato tra \"I 100 libri del secolo\" dal quotidiano francese Le Monde e nel 2009 fu inserito nella lista dei \"1000 romanzi che ognuno dovrebbe leggere\" dal quotidiano inglese \"The Guardian\". Nel 2013, con 50 milioni di copie vendute, il romanzo era diciassettesimo, primo tra gli italiani, nella classifica stilata da <em><a href=\"https:\/\/libreriamo.it\/curiosiamo\/qual-e-il-libro-piu-venduto-ecco-la-classifica-dei-101-best-selling-di-tutti-i-tempi-2\/\">Ranker.com<\/a><\/em> Un successo planetario che ne fece, grazie anche al film del 1986 diretto da Jean Jacques Annaud con Sean Connery e un giovanissimo Christian Slater, un vero e proprio fenomeno di costume. Eco stesso si stup\u00ec del successo del libro e arriv\u00f2 a commentare:<\/p><blockquote><p><em>Io odio questo libro e spero che anche voi lo odiate. Di romanzi ne ho scritti sei, gli ultimi cinque sono naturalmente i migliori, ma per la legge di Gresham, quello che rimane pi\u00f9 famoso \u00e8 sempre il primo<\/em>. <a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p><\/blockquote><p>A parte i dubbi del suo autore, la maggior parte della critica lo considera un capolavoro, nonostante alcune imprecisioni storiche. Nel romanzo, ambientato nel 1327, si menziona una ricetta per la \"<em>carne di pecora con salsa cruda di peperoni<\/em>\" quando i peperoni non erano stati ancor importati dall\u2019America. A esigenze di semplificazione, invece, si pu\u00f2 ascrivere la citazione della zucca \u2013 anche questa di origine americana \u2013 invece della cicerbita, menzionata in un erbario dell'epoca. Durante il settimo giorno-notte, Jorge dice a Guglielmo che Francesco d'Assisi \"<em>imitava con un pezzo di legno i movimenti di chi suona il violino<\/em>\", strumento che non esisteva prima dell'inizio del XVI secolo. Tra gli scettici, spicca la voce di R\u00e9gine Pernoud che lo defin\u00ec \u201c<em>Mini-museo antireligioso posto dall'altra parte di una cortina di ferro sempre presente\u201d <\/em>(30 giorni, 1987).<\/p><p>Dal punto di vista narrativo, il romanzo ha la struttura di un vero e proprio thriller, ambientato nel 1327 e raccontato dal punto di vista di Adso, discepolo di Frate Guglielmo di Baskerville, impegnato a indagare su alcuni omicidi in un\u2019Abbazia benedettina dove \u00e8 in corso un delicato convegno che vedr\u00e0 protagonisti i francescani \u2014 sostenitori delle tesi pauperistiche e alleati dell'imperatore Ludovico \u2014 e i delegati della curia papale, insediata a quei tempi ad Avignone. Guglielmo si dovr\u00e0 scontrare col gretto e retrivo Bernardo Gui, inquisitore realmente esistito, e col fanatico padre Jorge. Come nota Vittorio Messori, quindi, \u201c<em>L<\/em>'<em>eccellente riuscita de Il nome della rosa \u00e8 proprio nella felicit\u00e0 narrativa, nella consumata astuzia del mestiere, che permette anche alla casalinga di arrivare alla fine appassionandosi alla trama, assorbendone gli umori maliziosi senza neppure accorgersene. In questo senso, perfetto strumento di massa<\/em>\u201d (<em>Inchiesta sul Cristianesimo<\/em>, Milano 2003, p. 33). \u00c8 opinione di molti critici, tra cui Franco Cardinim che Umberto Eco fosse perfettamente conscio che dietro ai francescani, agli spirituali, agli eretici e pure dietro gli inquisitori c\u2019era una moralit\u00e0 ben pi\u00f9 sofferta di quella che lui sceglie di raccontare. Allo stesso modo sapeva che \u201c<em>certi mali che il sentire popolare etichetta come medievali (e che quindi fanno considerare tenebroso il Medioevo) sono in realt\u00e0 Tre-Quattrocenteschi, figli proprio della dissoluzione della societ\u00e0 organica e solidaristica propria del Medioevo<\/em> (F. Cardini, <em>Clericus in Labyrintho<\/em>, in Saggi sul Nome della Rosa, Bompiani, Milano 1985).<\/p><p>Il romanzo \u00e8 una consapevole sfida nei confronti del Lettore Medio Colto e per questo \u00e8 ambientato nel Medioevo che, negli anni Ottanta, era il luogo ove, per la Cultura Media, albergavano tutti i mostri. \u00c8 questo l\u2019obiettivo che ha spinto l\u2019autore a scegliere cosa tramandare e cosa dimenticare della sua ambientazione, cosa mantenere fedele e cosa stressare (R. Mordenti, <em>Also da Melk. 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Abbone da Fossanova, abate del monastero \u00e8 modellato sul personaggio di Sugerio di Saint - Denis, consigliere di due re di Francia vissuto dal 1081 al 1151, ben due secoli prima dei fatti in cui \u00e8 ambientato il romanzo e che quindi appaia come una figura anacronistica, che serve a Eco per rinforzare il senso di decadenza che si respira nel monastero (G. Zecchini, <em>Il Medioevo di Umberto Eco<\/em>, in Saggi sul Nome della Rosa 1985, pp. 322-370). \u00a0Ancora, Eco descrive Bernardo Gui come un uomo perfido, antagonista del progressista Guglielmo da Baskerville. Adso giudica attraverso gli occhi di Bernardo che \u00e8 l\u2019autore stesso, un uomo moderno e quindi il suo giudizio \u00e8 impietoso.<\/p><p>Per concludere, possiamo dire che il <em>Nome della Rosa <\/em>\u00e8 un di certo un bel romanzo, con una storia avvincente e una prosa che riesce a coinvolgere pur mantenendo un registro alto e mai banale. Dal punto di vista della Public History, invece, il romanzo ci restituisce una visione distorta del Medioevo in alcuni suoi aspetti cardine \u2013 il monachesimo, l\u2019inquisizione, le dispute teologiche \u2013 una visione ulteriormente stressata dal film con Sean Connery. A un lettore poco attento, quindi, il romanzo trasmette inevitabilmente una versione scorretta e stereotipata del medioevo.<\/p><hr \/><h5><strong>Note:<\/strong><\/h5><p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Il_nome_della_rosa#cite_note-genesi-6\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Il_nome_della_rosa#cite_note-genesi-6<\/a> [url consultata il 17\/02\/2019]<\/p>","_et_gb_content_width":""},"categories":[65,74,91],"tags":[151,152,150],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v16.0.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Il nome della rosa - PopHistory<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Insieme al Pendolo di Foucault (1988) Il Nome della Rosa (1980) \u00e8, forse, il pi\u00f9 famoso romanzo di Umberto Eco. 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