{"id":1575,"date":"2019-02-26T18:59:09","date_gmt":"2019-02-26T18:59:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pophistory.it\/?p=1575"},"modified":"2019-05-21T18:44:29","modified_gmt":"2019-05-21T18:44:29","slug":"il-primo-re","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/popreview\/il-primo-re\/","title":{"rendered":"Il Primo Re"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section bb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;section&#8221;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_post_title admin_label=&#8221;Titolo del Post&#8221; title=&#8221;on&#8221; meta=&#8221;on&#8221; author=&#8221;off&#8221; date=&#8221;off&#8221; categories=&#8221;on&#8221; comments=&#8221;off&#8221; featured_image=&#8221;on&#8221; featured_placement=&#8221;below&#8221; parallax_effect=&#8221;off&#8221; parallax_method=&#8221;on&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; text_color=&#8221;dark&#8221; text_background=&#8221;off&#8221; text_bg_color=&#8221;rgba(255,255,255,0.9)&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; title_font=&#8221;|on||on|&#8221; meta_font_size=&#8221;20&#8243; meta_text_color=&#8221;#e09900&#8243; title_font_size=&#8221;35px&#8221; \/][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: center; font-size: small;\"><strong>Immagine di <a title=\"Utente:RedDead720\" href=\"\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Utente:RedDead720\">Utente:RedDead720<\/a> &#8211; <a class=\"external text\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=0s9p8xHpTng\" rel=\"nofollow\">Secondo trailer ufficiale del film<\/a> su <a title=\"YouTube\" href=\"\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/YouTube\">YouTube<\/a>, <a title=\"Questa immagine \u00e8 uno screenshot relativo a un film protetto da copyright.\" href=\"\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Primo_re_Borghi.png\">Copyrighted<\/a>, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?curid=7784714\">Collegamento<\/a><\/strong><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<h4><strong>di Igor Pizzirusso e Gabriele Sorrentino<\/strong><\/h4>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p><em>\u201cIl Primo Re\u201d<\/em><br \/>\n(Italia-Belgio, 2019, regia di Matteo Rovere)<\/p>\n<p>Mettere in scena oggi il mito fondativo di Roma, tra pulsioni nazionaliste e<em> revansciste<\/em>, poteva risultare un\u2019operazione sdrucciolevole. Non a caso Pietrangelo Buttafuoco da un lato e Furio Colombo dall\u2019altro, sulle colonne del Fatto Quotidiano, non hanno lesinato valutazioni politiche sulla pellicola: il primo si \u00e8 lanciato in una entusiastica esaltazione (\u201c<em>oggi con questo re, con Roma che \u2013 va ricordato \u2013 preesiste al cristianesimo, ci si restituisce alla fonte del sacro\u201d<\/em>), mentre il secondo ne ha addirittura fatto un film fascista (\u201c<em>ll primo re nasce in un gruppo di uomini nudi che si massacrano senza sosta. Istinto e forza animale guidano a scartare il peggio\u201d<\/em>) giungendo a chiedersi \u201c<em>se attribuire a Romolo o a Rovere la fondazione contestuale del sovranismo\u201d<\/em><a name=\"_ftnref1\"><\/a><a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><em>. <\/em>Dal punto di vista storico, in verit\u00e0, entrambe le posizioni sono di un anacronismo disarmante e dispiace leggere articoli del genere da \u201cpenne\u201d note e capaci come Buttafuoco e Colombo.<\/p>\n<p>Al contrario, <em>Il Primo Re<\/em> non presta troppo il fianco a strumentalizzazioni di questo tipo (al netto di un finale dagli echi vagamente patriottici), anche per alcune scelte di fondo che rendono il film forse meno appetibile al grande pubblico, ma pi\u00f9 efficace nel restituire la dimensione dell\u2019Italia (o meglio, del Lazio) dell\u2019VIII secolo a.C. Una dimensione che \u00e8 ben lontana non solo dai fasti della Roma imperiale, immortalata in svariati affreschi di mollezza e opulenza nelle pellicole hollywoodiane, ma anche da quelli dell\u2019Urbe di epoca repubblicana, che sia lo <em>Spartacus<\/em> di Kubrick o quello (decisamente meno storico) di DeKnight.<\/p>\n<p>Proprio con quest\u2019ultimo, <em>Il Primo Re<\/em> condivide lo sfoggio di una violenza fisica esagerata, truculenta e selvaggia. Sin dalle prime sequenze, infatti, si vede che <em>Il Primo Re non \u00e8 fatto per giocare in difesa ma anzi per buttarsi all\u2019attacco<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><strong>[2]<\/strong><\/a><\/em>. Questa considerazione \u00e8 gi\u00e0 sorprendente per una pellicola italiana e l\u2019avvicina alle produzioni statunitensi che hanno fatto di una regia \u201ccon l\u2019acceleratore pigiato\u201d un marchio di fabbrica. Se, per\u00f2, con lo <em>Spartacus<\/em> di DeKnight siamo di fronte al mero gusto della spettacolarizzazione in pieno stile Frank Miller (<em>300<\/em>), nel film di Matteo Rovere l\u2019intento somiglia pi\u00f9 a quello \u201cgibsoniano\u201d de <em>La Passione di Cristo<\/em> e \u2013 soprattutto \u2013 <em>Apocalypto<\/em>, ovvero mostrare la brutalit\u00e0 primitiva dell\u2019uomo e del mondo da cui proviene ANCHE attraverso immagini forti, grondanti sangue e furia animalesca.<\/p>\n<p><em>Il Primo Re<\/em> infatti \u00e8 la storia di un mondo molto lontano dall\u2019et\u00e0 ellenistica, proprio a sottolineare che la nascita dell\u2019Urbe appartiene a un\u2019epoca ben precedente a quella della Grecia classica (V-VI secolo prima di Cristo, mentre Roma viene fondata nel 753)<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>. L\u2019atmosfera \u00e8 calcata in modo forse eccessivo, ma aiuta comunque a confutare un immaginario popolare inflazionato, derivato dai miti, dalla pittura e dai <em>peplum<\/em> cinematografici. Perch\u00e9 \u2013 non dimentichiamolo \u2013 sono questi i riferimenti noti al grande pubblico, che <em>Il Primo Re<\/em> ha il merito di contribuire a smontare. E allora, mentre a sud prosperavano le colonie della Magna Grecia e poco pi\u00f9 a nord gli Etruschi avevano appena cominciato la loro ascesa, ecco la grande Albalonga &#8211; \u201cmetropoli\u201d del tempo \u2013 mostrarsi per quel che verosimilmente poteva essere<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>: una distesa di capanne di legno in una spianata fangosa e brulla. Gli stessi ritrovamenti sul Palatino d\u2019altro canto, ci parlano di uno scenario simile anche per il primo nucleo della stessa Roma.<\/p>\n<p>Una menzione va anche agli armamenti inseriti nel film, che sono quelli tipici dell\u2019Italia preromana. Tra essi, ad esempio, la spada ad antenne e il\u00a0<em>cardiophylax<\/em>,\u00a0una corazza formata da una piastra metallica (dal profilo circolare o quadrato) che, legata con delle strisce di cuoio, era posta a protezione del cuore.<\/p>\n<p>In questo mondo (concettualmente) primitivo, ha ancora pi\u00f9 significato il concetto che la suggestione di un potere spirituale e metafisico \u00e8 pi\u00f9 incisiva ed efficace di quella della tirannide e della violenza. Il trascendente vince sull\u2019immanente; per quanto quest\u2019ultimo possa apparire tremendo e spaventoso, non lo sar\u00e0 mai quanto la furia degli dei, sottoforma di castigo degli elementi o di maledizione ultraterrena e post-mortem. \u00c8 proprio grazie a questo <strong>[spoiler alert!] <\/strong>che una sacerdotessa di Albalonga riesce a tenere a bada con facilit\u00e0 un manipolo di guerrieri inferociti, paralizzati dalla superstizione suscitata in loro da un semplice anello formato da cinque fuocherelli poco pi\u00f9 grandi di una torta; ed \u00e8 sempre grazie a questo che Romolo si guadagna la stima e la fiducia del popolo: non con la spada, ma con la facolt\u00e0 di ridare vita a ci\u00f2 che viene creduto divino e ultraterreno (i tizzoni di un fuoco spento)<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. Diventando un tramite con l\u2019inconoscibile, egli acquista un potere mistico e sovrannaturale, che gli fa guadagnare obbedienza, stima e fiducia, pi\u00f9 di quanto non l\u2019abbiano fatto le braccia e la spada di suo fratello Remo. Ma anche se non viene mostrato (Romolo \u00e8 in tutto e per tutto un personaggio positivo, nella sua mitezza quasi \u201cgandhiana\u201d), \u00e8 verosimile intuire che il rispetto dei sudditi derivi anche dal sacro terrore nei confronti di quella parte misteriosa, che attiene all\u2019inconoscibile divino. D\u2019altro canto, basta pensare all\u2019antico Egitto, coevo \u2013 ad altre latitudini \u2013 dello stesso mito fondativo romano, per rendersene conto: laggi\u00f9, Faraone e Sacerdoti hanno mantenuto il potere per quasi 3 millenni; un gruppuscolo di uomini ha dominato su una massa sconfinata di schiavi proprio perch\u00e9 giudicati gli unici a poter interloquire con gli Dei (e il Faraone era giudicato egli stesso un Dio). In quest\u2019ottica, non \u00e8 casuale che a precedere la prima scena sia una frase di William Somerset Maugham: \u00abUn Dio che pu\u00f2 essere compreso non \u00e8 un Dio\u00bb.<\/p>\n<p>Una menzione a parte merita poi la lingua, perch\u00e9 \u00e8 emblematica del lavoro fatto in fase di stesura della sceneggiatura. Ancora una volta Rovere si collega apertamente al Mel Gibson de <em>La Passione di Cristo<\/em> e <em>Apocalypto<\/em>, facendo recitare i suoi attori in latino arcaico (o protolatino). Per qualcuno, un azzardo; eppure \u00e8 innegabile che funzioni: gli attori sono \u201cin parte\u201d e credibili; i dialoghi non lasciano il retrogusto stucchevole di una versione tradotta al liceo. Una scelta quindi audace, ma netta, a marcare una distinzione tutt\u2019altro che banale: qui non si racconta il mito narrato (diversi secoli dopo la vicenda reale) da autori quali Livio, Plutarco e Ovidio, con intenti chiaramente diversi dal documentare storicamente l\u2019evento. Regista e sceneggiatori (Filippo Gravino e Francesca Manieri) hanno usato piena libert\u00e0 nello sviluppare l\u2019intreccio narrativo, ma hanno prestato grandissima attenzione nel recuperare e mostrare atteggiamenti, indumenti, attrezzi e paesaggi, non soltanto l\u2019idioma antico. Per fare ci\u00f2, sono stati coinvolti archeologi e storici<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>, linguisti e semiologi, tutti alla ricerca di elementi storicamente attendibili.<\/p>\n<p>Dal punto di vista storico, quindi, <em>Il Primo Re <\/em>regge piuttosto bene il confronto con un\u2019epoca non facile da raccontare, riuscendo a rendere l\u2019atmosfera ancestrale dell\u2019epoca con grande maestria. Dal punto di vista cinematografico, la prima parte funziona molto meglio della seconda. A un certo punto, infatti, l\u2019esigenza di chiudere la storia ha reso zoppicante la sceneggiatura e il finale sembra un po\u2019 frettoloso. Si tratta, per\u00f2, di un peccato tutto sommato veniale. Il rapporto tra i due fratelli funziona, non \u00e8 scontato e anche il duello finale nobilita la seconda parte.<\/p>\n<p>Insomma, se fossimo a scuola (magari a tradurre versioni tratte dal <em>De bello gallico<\/em>) diremmo \u201cpromosso\u201d, tenendo ovviamente a mente che non stiamo parlando di un saggio, ma di una narrazione storica, le cui premesse e semplificazioni devono essere analizzate, discusse e criticate. Se non lo avete ancora visto, vi consigliamo di farlo: quando il cinema italiano vuole imitare Hollywood spesso finisce per scimmiottarlo. <em>Il Primo Re<\/em> invece \u2013 come molte produzioni recenti, va detto \u2013 riesce a non sfigurare nel confronto, prendendo quanto di buono viene fatto oltreoceano e trapiantandolo alle nostre latitudini, con una proposta interessante, magari non vera, ma indubbiamente verosimile. Come ogni buona narrazione storica dovrebbe essere.<\/p>\n<p><strong>BIBLIOGRAFIA E CONSIGLI ALLA LETTURA<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Andrea Carandini, <em>Il fuoco sacro di Roma: Vesta, Romolo, Enea<\/em> (2015)<\/li>\n<li>Andrea Carandini, <em>Roma, il Primo Giorno<\/em> (2009)<\/li>\n<\/ol>\n<hr \/>\n<p><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/it\/articoli\/cultura-e-spettacolo\/2019\/02\/16\/il-primo-re-fascismo-sovranismo\/229147\/\">https:\/\/www.lettera43.it\/it\/articoli\/cultura-e-spettacolo\/2019\/02\/16\/il-primo-re-fascismo-sovranismo\/229147\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.i400calci.com\/2019\/02\/il-primo-re-una-recensione-che-non-sembra-per-niente-italiana\/\">http:\/\/www.i400calci.com\/2019\/02\/il-primo-re-una-recensione-che-non-sembra-per-niente-italiana\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Sula fondazione di Roma si pu\u00f2 leggere Andrea Carandini &#8220;Roma, il Primo Giorno&#8221; (2009)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Alcuni studi pi\u00f9 recenti non concordano con questa ricostruzione. \u00c8 certa la presenza almeno di una palizzata posta a fortificazione, che nel veloce \u201cpassaggio aereo\u201d nel film non pare esserci<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Su questo tema vedi Andrea Carandini, <em>Il fuoco sacro di Roma: Vesta, Romolo, Enea<\/em> (2015) che esplora l\u2019evoluzione del culto del Fuoco e di Vesta in Italia e dei successivi \u201cportati\u201d di tradizioni orientali, che hanno portato alla nascita delle \u201cVestali\u201d, come le intendiamo oggi. Soprattutto, l\u2019autore esplora il passaggio da una salvaguardia \u201cdomestica\u201d del fuoco, assegnata alle donne di casa, all\u2019istituzione di un \u201cfuoco pubblico\u201d, protetto da un apposito collegio di sacerdotesse. Questo fuoco pubblico e istituzionalizzato \u00e8 nella sua ricostruzione tra le basi della nascita dello spazio politico della Roma primitiva.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Tra costoro ad esempio c\u2019era Donatella Gentili, professoressa di Etruscologia e antichit\u00e0\u0300 dei popoli italici all\u2019Universita\u0300 di Tor Vergata.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mettere in scena oggi il mito fondativo di Roma poteva risultare un\u2019operazione sdrucciolevole. 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