{"id":1665,"date":"2019-04-22T17:35:24","date_gmt":"2019-04-22T17:35:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pophistory.it\/?p=1665"},"modified":"2019-04-22T17:35:24","modified_gmt":"2019-04-22T17:35:24","slug":"rewind-25-04","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/popevents\/rewind-25-04\/","title":{"rendered":"Rewind \u2013 25 04"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section bb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;section&#8221;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_post_title admin_label=&#8221;Titolo del Post&#8221; title=&#8221;on&#8221; meta=&#8221;on&#8221; author=&#8221;off&#8221; date=&#8221;off&#8221; categories=&#8221;on&#8221; comments=&#8221;on&#8221; featured_image=&#8221;on&#8221; featured_placement=&#8221;below&#8221; parallax_effect=&#8221;off&#8221; parallax_method=&#8221;on&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; text_color=&#8221;dark&#8221; text_background=&#8221;off&#8221; text_bg_color=&#8221;rgba(255,255,255,0.9)&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; \/][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<h3><strong>GIOVED\u00cc 25 APRILE | h. 18.30 | Passioni, via Sigonio 382, Modena<\/strong><\/h3>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221;]<\/p>\n<p>L\u2019esplosione di Internet, ma soprattutto la creazione dei social network, ha generato un clima di continuo scontro e sospetto nel dibattito pubblico e nello scambio civile di idee tra cittadini, trovando terreno fertile per il proliferare di fake news, sia nella cronaca attuale sia nella cronaca storica.<br \/>\nQuesto ha fatto s\u00ec che ognuno di noi abbia una domanda ricorrente quando legge qualcosa su Facebook, un articolo di giornale o una pagina di Wikipedia: quello che sto leggendo \u00e8 vero?<br \/>\nA partire dalle sollecitazioni proposte dal gruppo di ricerca sui falsi storici &#8220;<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/BourbakiNicoletta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Nicoletta Bourbaki<\/a>&#8221; all\u2019interno del libro Questo chi lo dice? E perch\u00e9? svolgeremo dei veri e propri esercizi per imparare a districarsi tra bufale e fake news e a interpretare immagini e contenuti che quotidianamente ci vengono proposti sui mezzi d\u2019informazione di ieri e di oggi.<\/p>\n<p>Interventi di:<br \/>\nLorenzo Filipaz<br \/>\nMembro del gruppo di lavoro sui falsi storici \u00abNicoletta Bourbaki\u00bb, all\u2019interno del quale si \u00e8 occupato soprattutto di storia del confine orientale, con una particolare attenzione per gli esodi dall\u2019Istria.<\/p>\n<p>Federico Tenca Montini<br \/>\nDopo la laurea in Sociologia ha conseguito un doppio dottorato in storia contemporanea all\u2019Universit\u00e0 di Teramo e a quella di Zagabria. \u00c8 autore di saggi su riviste scientifiche e non, tra cui Internazionale, oltrech\u00e9 di una monografia sul dibattito pubblico intorno alle foibe in Italia, Fenomenologia di un martirologio mediatico. Le foibe nella rappresentazione pubblica dagli anni Novanta a oggi. Ha partecipato a convegni e seminari in Italia e all\u2019estero. Attualmente \u00e8 ricercatore presso l\u2019Istituto friulano per la Storia del Movimento di Liberazione.<\/p>\n<p>\/\/\/\/\/\/\/<\/p>\n<p>A seguire PIZZICA, FOLK e REGGAE con i <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/Nati-Cos%C3%AC-115813845105302\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Nati Cos\u00ec<\/a>!<\/p>\n<p>NATI COS\u00cc<br \/>\nSono una band con ampia esperienza live che propone un colorato spettacolo di musica folk e rock, reggae e pizzica salentina. I brani suonati attingono dal meglio della tradizione popolare dal nord al sud Italia, reinterpretati con l\u2019unico obiettivo di far divertire e ballare. \u201cOriginal Rock\u2019n Pizzica from Lecce to Modena\u201d: incontro e mescolanza di generi apparentemente distanti fra loro, ma che sono, insieme, la forza stessa del progetto. Il Sud Italia come terra d&#8217;origine, che si ritrova nella passione e nell\u2019energia dei pezzi suonati e nello stile unico del gruppo: per dare nuova vita alle tarantelle e ai canti tradizionali, una svolta in chiave moderna che miscela stili musicalmente diversi, ma con un risultato assolutamente coinvolgente! Un percorso musicale attraverso la Pizzica, la Tammurriata, le serenate e i canti di lavoro: i la tradizione italiana, si fonde e rinasce nelle sonorit\u00e0 rock e ragamuffin, creando visioni sonore di volta in volta differenti fra loro, ma legati sempre dalla passione e dal rispetto del repertorio popolare del Sud Italia. Gli arrangiamenti originali, la carica emotiva e tecnica dei musicisti, creano uno spettacolo di forte impatto, che emoziona, diverte e assolutamente scatena il pubblico nella danza! Completa lo spettacolo a presenza dei danzatori, che interpretano la musica, passando dai passi tradizionali a coreografie pi\u00f9 moderne, di mescolanza con le maggiori danze etniche. Gesti, sguardi intensi, movimenti\u2026.regalano dapprima un coinvolgente e sensuale ballo da guardare\u2026poi si mischiano alla gente per condividere con loro il momento sociale e coinvolgente della danza!\u2026.cos\u00ec che il pubblico possa sentirsi partecipe e alla fine coinvolto nella danza.<\/p>\n<p>Dino Cuna: Voce<br \/>\nAntono Negrogno: Chitarra elettrica, chitarra acustica, mandolino<br \/>\nGeo Fontanini: Chitarra portante<br \/>\nDanilo Zotti: Tamburello, tamorra, castagnette, armonica a bocca, flauto, lira calabrese<br \/>\nFrancesco De Micheli: Tamburello, percussioni, darbuka<br \/>\nStefano Meleti: Basso<br \/>\nGiuseppe Violante: Batteria<\/p>\n<p>\/\/\/\/\/\/\/<\/p>\n<p>Organizzato da <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/pophistoryIT\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">PopHistory<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/passionimodena\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Passioni<\/a><br \/>\nCon il sostegno del Comitato per la storia e le memorie del Novecento<br \/>\nIn collaborazione con <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/istituto.modena\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Istituto Storico Di Modena<\/a><\/p>\n<p>\/\/\/\/\/\/\/<\/p>\n<p>INGRESSO LIBERO<br \/>\nPer prenotare: 351 5660689<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incontro per riflettere su come l&#8217;ambiente digitale abbia dato terreno fertile per il proliferare di fake news, sia nella cronaca attuale sia nella cronaca storica. <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1666,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"<p>L\u2019esplosione di Internet, ma soprattutto la creazione dei social network, ha generato un clima di continuo scontro e sospetto nel dibattito pubblico e nello scambio civile di idee tra cittadini, trovando terreno fertile per il proliferare di fake news, sia nella cronaca attuale sia nella cronaca storica. <br \/>Questo ha fatto s\u00ec che ognuno di noi abbia una domanda ricorrente quando legge qualcosa su Facebook, un articolo di giornale o una pagina di Wikipedia: quello che sto leggendo \u00e8 vero?<br \/>A partire dalle sollecitazioni proposte dal gruppo di ricerca sui falsi storici \"<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/BourbakiNicoletta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Nicoletta Bourbaki<\/a>\" all\u2019interno del libro Questo chi lo dice? 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