{"id":1678,"date":"2019-05-05T13:39:42","date_gmt":"2019-05-05T13:39:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pophistory.it\/?p=1678"},"modified":"2019-07-23T10:55:57","modified_gmt":"2019-07-23T10:55:57","slug":"il-senso-dellaustria-per-ernst-lothar","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/popreview\/il-senso-dellaustria-per-ernst-lothar\/","title":{"rendered":"Il senso dell\u2019Austria per Ernst Lothar"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section bb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;section&#8221;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_post_title admin_label=&#8221;Titolo del Post&#8221; title=&#8221;on&#8221; meta=&#8221;on&#8221; author=&#8221;off&#8221; date=&#8221;off&#8221; categories=&#8221;on&#8221; comments=&#8221;off&#8221; featured_image=&#8221;on&#8221; featured_placement=&#8221;below&#8221; parallax_effect=&#8221;off&#8221; parallax_method=&#8221;on&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; text_color=&#8221;dark&#8221; text_background=&#8221;off&#8221; text_bg_color=&#8221;rgba(255,255,255,0.9)&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; title_font=&#8221;|on||on|&#8221; meta_font_size=&#8221;20&#8243; meta_text_color=&#8221;#e09900&#8243; title_font_size=&#8221;35px&#8221; \/][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: center; font-size: small;\"><strong>Ernst Lothar<\/strong><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<h4><strong>di Silvia Lotti<\/strong><\/h4>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p>Tra le migliori letture fatte negli ultimi anni, ci sono i romanzi di Ernst Lothar, nome pressoch\u00e9 sconosciuto alle mie orecchie, ma che, in realt\u00e0, si scopre essere uno dei maggiori autori austriaci di letteratura e teatro del \u2018900.<\/p>\n<p>Dai suoi romanzi riesce infatti a emergere prepotentemente il senso dell\u2019<em>Essere Austriaco<\/em>, un sentimento che nel secolo scorso ha subito fortissimi urti, dallo smembramento dell\u2019Impero Asburgico (1918) all\u2019annessione alla Germania nazionalsocialista di Hitler (<em>Anschluss<\/em>, 1938), con tutto quello che ne \u00e8 seguito negli anni successivi.<\/p>\n<p>In Italia, di Lothar, possiamo leggere tre romanzi, tutti pubblicati in anni recenti dalla casa editrice <em>e\/o<\/em>, sempre molto attenta nella ricerca di autori internazionali poco conosciuti e alle tematiche storiche e culturali del Novecento. Infatti, l\u2019autore ha scritto questi romanzi diversi decenni fa, essendo morto a Vienna nel 1974, dopo aver vissuto negli Stati Uniti a partire dal 1938 ed esserne diventato cittadino. Fu infatti costretto a lasciare l\u2019Austria sia perch\u00e9 di origine ebraica, sia perch\u00e9 contrario alle politiche di Hitler.<\/p>\n<p>La mia lettura \u00e8 cominciata con l\u2019imponente <em>La melodia di Vienna<\/em>, saga familiare che racconta di tre generazioni della famiglia Alt, comprese tra il 1888 e il 1945. Christoph Alt, il patriarca della famiglia, \u00e8 un fabbricante di pianoforti di altissima qualit\u00e0. Assieme alla fabbrica, Christoph fonda una grande casa di tre piani al numero 10 di Seilerst\u00e4tte, nido reale e simbolico in cui si svolgono le (faticose) dinamiche familiari. Alla sua morte lascia un testamento in cui si impone ai discendenti di abitare in quella casa, pena la perdita dell\u2019eredit\u00e0. La loro vita subir\u00e0 tutti gli sconvolgimenti che sta subendo l\u2019Austria stessa: intrighi alla corte asburgica, un erede al trono che si innamora e poi si suicida, tradimenti, figli illegittimi ma amatissimi, figli legittimi ma detestati, passioni brucianti e gelide relazioni, guerre, il nazismo. Una casa come specchio di un Paese, una famiglia come specchio di un popolo.<\/p>\n<p>Poi sono passata a <em>Una viennese a Parigi<\/em>, che racconta la storia di Franzi, ragazza di una nobile famiglia viennese, giovane e fresca come la narrazione del suo diario. Franzi ama la vita, ama l\u2019Amore, sembra frivola, ma non lo \u00e8. Infatti, a Parigi si trasferisce per lavoro e per scappare dall\u2019occupazione nazista di Vienna, dopo essersi rifiutata di votare al referendum dell\u2019Anchluss (1938). La ragione non \u00e8 la sua etnia o la sua religione, non \u00e8 ebrea n\u00e9 appartenente ad alcuna minoranza. Solo non riesce a sopportare l\u2019idea di assistere all\u2019ascesa di Hitler. In Francia tutto le appare diverso: la gente \u00e8 libera, nessuno teme la delazione dei vicini di casa, i teatri e i <em>bistrot<\/em> sono pieni (cit. Berlusconi). L\u00ec conosce un affascinante giornalista, Pierre, e presto se ne innamora. Franzi \u00e8 felice, eppure continua a chiedersi se sia da codardi abbandonare il proprio Paese nel momento del bisogno. Si chiede a lungo perch\u00e9 gli austriaci non abbiano mosso un dito contro Hitler, senza trovare risposta. Poi la guerra arriva anche in Francia, cos\u00ec come arrivano anche i nazisti. E in quel momento, Franzi decide di fare qualcosa.<\/p>\n<p>Infine, con un po\u2019 di pazienza, sono riuscita a leggere anche il terzo libro, <em>Sotto un sole diverso<\/em>. La storia \u00e8 ambientata a Bolzano, nell\u2019agosto del 1938 e la protagonista \u00e8 sempre una famiglia, i Mumelter, fieri sudtirolesi da molte generazioni. Questa fierezza, per\u00f2, si scontra con il fatto che il Sudtirolo dal 1919 \u00e8 entrato a far parte dei confini italiani, per cui la popolazione cerca di resistere a un\u2019italianizzazione forzata, salvaguardando le proprie radici e identit\u00e0. In quel momento, per i cittadini della regione si \u00e8 arrivati a un bivio: o lo spostamento in una qualche regione del centro-sud Italia o il \u201crimpatrio\u201d nei territori del Terzo Reich. Ma n\u00e9 l\u2019una n\u00e9 l\u2019altra soluzione \u00e8 soddisfacente, perch\u00e9 sarebbero entrambe un esilio forzoso. Cos\u00ec come si sgretolano le speranze dei sudtirolesi, cos\u00ec si sgretola la famiglia Mumelter, tra chi rimane deluso, chi si fa affascinare dalla retorica fascista, chi d\u00e0 scandalo rimanendo incinta e chi si fa arrestare per antifascismo, fino alla deportazione forzata in Cecoslovacchia di tutti quanti.<\/p>\n<p>Sicuramente non sono romanzi facili, la lettura \u00e8 intensa e richiede la pazienza di ascoltare un sentimento, quello dell\u2019<em>Essere Austriaco<\/em>, lontanissimo da noi sia nel tempo sia nel suo significato. Soprattutto nell\u2019ultimo romanzo, da italiana, \u00e8 stato quasi pietoso leggere gli sfoghi dei personaggi nei confronti del doloroso sradicamento che stavano subendo. Se l\u2019abbandono del proprio Paese d\u2019origine \u00e8 faticoso adesso, in un mondo tutto sommato globalizzato anche nelle sue periferie (o almeno apparentemente), figurarsi come lo poteva essere per semplici persone vissute nella prima met\u00e0 del \u2018900, quando i nazionalismi erano decisamente imperanti, nel bene e nel male. Di conseguenza anche le identit\u00e0 e le appartenenze erano pi\u00f9 dense e concentrate. Il novantenne Mumelter, nato nel 1847 sotto l\u2019imperatore Ferdinando I d\u2019Asburgo, come pu\u00f2 concepire di essere governato da Mussolini?<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00ab\u00c8 una vergogna\u2026Quel maledetto treno ha tre quarti d\u2019ora di ritardo. Perch\u00e9, poi? Mai che un treno arrivi puntuale in questo paese, lo stesso vale per la posta, la legna \u00e8 bagnata, le mele Calvilla gelano, va tutto a rotoli!\u00bb [\u2026] Riccarda Mumelter [\u2026] Ride perch\u00e9 sa con quale gusto inveisca il vecchio. Rifiorisce quando scopre qualcosa che, paragonata a com\u2019era prima del 1918, mette in buona luce la monarchia asburgica, le d\u00e0 la caccia come un collezionista di farfalle e la infilza trionfante con lo spillo del proprio disprezzo.<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><strong>[1]<\/strong><\/a><\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Ma alla fine si riesce ad arrivare all\u2019ultima riga, perch\u00e9 significa semplicemente ascoltare altri esseri umani, complessi grovigli di sentimenti quali siamo. Famiglia, Amore, Identit\u00e0, Patria sono tutti macigni che Lothar mette sul piatto e che cerca di dipanare e spiegare, soprattutto alla luce di anni non semplici per la popolazione europea, in cui tutte queste parole sono state stravolte dalla propaganda e dalla politica. Per questo sono storie \u201cpesanti\u201d, perch\u00e9 le vite e le storie comuni sono appesantite dai grandi eventi di quegli anni e ne sono condizionate.<\/p>\n<hr \/>\n<h5><strong>Note:<\/strong><\/h5>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Lothar E., <em>Sotto un sole diverso<\/em>, Edizioni e\/o, Roma, 2016<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Silvia Lotti ci parla dei romanzi di Ernest Lothar, dai quali emerge prepotentemente il senso dell\u2019Essere Austriaco<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1681,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":""},"categories":[65,91],"tags":[188,189],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v16.0.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Il senso dell\u2019Austria per Ernst Lothar - 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