{"id":1821,"date":"2019-07-22T18:41:50","date_gmt":"2019-07-22T18:41:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pophistory.it\/?p=1821"},"modified":"2019-07-23T10:55:06","modified_gmt":"2019-07-23T10:55:06","slug":"cuba-ce-vita-prima-del-26-luglio-1953","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/placetobepop\/cuba-ce-vita-prima-del-26-luglio-1953\/","title":{"rendered":"Cuba: c\u2019\u00e8 vita prima del 26 luglio 1953?"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section bb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;section&#8221;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_post_title admin_label=&#8221;Titolo del Post&#8221; title=&#8221;on&#8221; meta=&#8221;on&#8221; author=&#8221;off&#8221; date=&#8221;off&#8221; categories=&#8221;off&#8221; comments=&#8221;off&#8221; featured_image=&#8221;off&#8221; featured_placement=&#8221;below&#8221; parallax_effect=&#8221;off&#8221; parallax_method=&#8221;on&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; text_color=&#8221;dark&#8221; text_background=&#8221;off&#8221; text_bg_color=&#8221;rgba(255,255,255,0.9)&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; title_font_size=&#8221;40px&#8221; title_text_color=&#8221;#8300e9&#8243; \/][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; text_font=&#8221;|||on|&#8221; text_font_size=&#8221;18&#8243; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p>di Giorgio Uberti<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row admin_label=&#8221;Riga&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243;][et_pb_image admin_label=&#8221;Immagine&#8221; src=&#8221;http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/00_INTRO.jpg&#8221; show_in_lightbox=&#8221;off&#8221; url_new_window=&#8221;off&#8221; use_overlay=&#8221;off&#8221; sticky=&#8221;off&#8221; align=&#8221;left&#8221; always_center_on_mobile=&#8221;on&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; force_fullwidth=&#8221;off&#8221; animation=&#8221;left&#8221; \/][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243;][et_pb_image admin_label=&#8221;Immagine&#8221; src=&#8221;http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/00_POPHISTORY.jpg&#8221; show_in_lightbox=&#8221;off&#8221; url_new_window=&#8221;off&#8221; use_overlay=&#8221;off&#8221; sticky=&#8221;off&#8221; align=&#8221;left&#8221; always_center_on_mobile=&#8221;on&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; force_fullwidth=&#8221;off&#8221; animation=&#8221;left&#8221; \/][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019alba del 26 luglio 1953. Un gruppo di 135 guerriglieri comandati da Fidel Castro, Raul Castro e Abel Santamaria, hanno assaltato la Caserma Moncada. L\u2019azione, pur non avendo avuto il successo sperato, \u00e8 considerata il punto di partenza della lotta rivoluzionaria, contro la dittatura di Fulgencio Batista, che il 1\u00b0 gennaio 1959 \u00e8 entrata trionfalmente a L\u2019Avana.<\/p>\n<p><em>\u00abIn ogni villaggio, anche il pi\u00f9 piccolo e isolato [\u2026] campeggia almeno un murale che ricorda gli eventi del 1958-59 e invita ogni cittadino a difendere quel cambiamento, in una sorta di rivoluzione perpetua e permanente\u00bb<\/em>. Cos\u00ec scrivevano Silvia Lotti e Igor Pizzirusso dopo il primo viaggio di PopHistory a Cuba (<a href=\"http:\/\/www.pophistory.it\/placetobepop\/volti-monumenti-e-murales-cuba-e-la-sua-rivoluzione-dopo-quasi-60-anni\/\">http:\/\/www.pophistory.it\/placetobepop\/volti-monumenti-e-murales-cuba-e-la-sua-rivoluzione-dopo-quasi-60-anni\/<\/a>). A distanza di un anno, PopHistory \u00e8 tornata sull\u2019isola pi\u00f9 grande dei Caraibi con una domanda provocatoria: c\u2019\u00e8 vita prima della <em>revolucion<\/em>?<\/p>\n<p>Prima della rivoluzione Cuba viene ricordata come l&#8217;isola del peccato: una societ\u00e0 consumata dal gioco d&#8217;azzardo, della mafia e della prostituzione. Un&#8217;isola abitata da un popolo degradato e affamato, la cui occupazione principale era di provvedere ai turisti americani negli hotel, nelle spiagge e nei casin\u00f2 di lusso dell&#8217;Avana. Al contempo per\u00f2 Cuba veniva indicata come uno dei paesi tecnologicamente pi\u00f9 avanzati e di successo di tutta l\u2019America Latina. Dotato addirittura di un sistema televisivo nazionale entrato in funzione prima della nostra RAI. Due narrazioni speculari, in cui la pi\u00f9 alta modernit\u00e0 sembra mescolarsi con i drammatici resti di un passato di sudditanza. Cos\u00ec, queste immagini distorte ci impediscono di comprendere la complessit\u00e0 della storia portandoci verso un&#8217;immagine semplicistica di un paese &#8220;primitivo&#8221; governato dal sesso e dal crimine.<\/p>\n<p>E se fosse anche questo un potente impianto narrativo che ha irrimediabilmente distorto la percezione globale della storia dell\u2019isola? E se anche le testimonianze monumentali sedimentate nei secoli fossero state piegate a questa narrazione artificiale? E se ora che il vento rivoluzionario entra in una fase pi\u00f9 matura emergessero nuove sfaccettature di un passato non elaborato, cosa potrebbe accadere?<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row admin_label=&#8221;Riga&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243;][et_pb_image admin_label=&#8221;Immagine&#8221; src=&#8221;http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/1a_TAINOS_PLAYA.jpg&#8221; show_in_lightbox=&#8221;off&#8221; url_new_window=&#8221;off&#8221; use_overlay=&#8221;off&#8221; sticky=&#8221;off&#8221; align=&#8221;left&#8221; always_center_on_mobile=&#8221;on&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; force_fullwidth=&#8221;off&#8221; animation=&#8221;left&#8221; \/][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243;][et_pb_image admin_label=&#8221;Immagine&#8221; src=&#8221;http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/1b_TAINOS.jpg&#8221; show_in_lightbox=&#8221;off&#8221; url_new_window=&#8221;off&#8221; use_overlay=&#8221;off&#8221; sticky=&#8221;off&#8221; align=&#8221;left&#8221; always_center_on_mobile=&#8221;on&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; force_fullwidth=&#8221;off&#8221; animation=&#8221;left&#8221; \/][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p><strong>CIVILT\u00c0 PRECOLOMBIANE<\/strong> &#8211; Per rimettere in ordine il puzzle, seppure in maniera non esaustiva, dobbiamo partire dall\u2019inizio. Guanajatabey, Ciboney e Tainos, sono le tre civilt\u00e0 precolombiane che abitavano l\u2019isola e che per varie ragioni sono state decimate dall\u2019arrivo degli Europei. Non hanno lasciato discendenti. Non godono della popolarit\u00e0 degli Inca, dei Maya o degli Aztechi. Non hanno generato il fascino letterario di Apache, Cheyenne o Mohicani. Anche se secondo alcune interpretazioni il nome Caraibi sembra derivare proprio da una parola del loro vocabolario. Tracce di questo popolo si trovano in qualche sito archeologico e nelle ricostruzioni museali dei loro villaggi realizzate pi\u00f9 per scopo turistico. L\u2019eredit\u00e0 culturale di questo popolo non ha la forza per poter generare sentimenti di identificazione nel popolo cubano. Cos\u00ec le civilt\u00e0 precolombiane sembrano non attirare nessuna nuova narrazione o sentimento di riappropriazione.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_gallery admin_label=&#8221;Galleria&#8221; show_title_and_caption=&#8221;on&#8221; show_pagination=&#8221;on&#8221; gallery_ids=&#8221;1827,1828,1829,1830&#8243; fullwidth=&#8221;off&#8221; orientation=&#8221;landscape&#8221; hover_overlay_color=&#8221;rgba(255,255,255,0.9)&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; auto=&#8221;off&#8221; \/][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p><strong>COLONIALISMO<\/strong> \u2013 E poi \u00e8 arrivato lui! Il 28 ottobre 1492, nell\u2019ambito del primo viaggio, Cristoforo Colombo sbarca sull\u2019isola credendosi in Giappone. Nel 1511 Diego Vel\u00e0zquez de Cuellar (non il pittore), che aveva capito di non essere in Giappone, fonda Baracoa, la pi\u00f9 antica citt\u00e0 presente ancora oggi sull\u2019isola. Da quel momento, quasi senza interruzioni, per i successivi 387 anni, Cuba \u00e8 rimasta una colonia spagnola. A partire dalla lingua le tracce di quest\u2019epoca sono ovunque. Bisognerebbe demolire quasi ogni citt\u00e0 per sovrascrivere questa narrazione. L\u2019immancabile statua di Colombo proprio nel cortile del museo della citt\u00e0 di L\u2019Avana, cannoni spagnoli usati come dissuasori del traffico per le vie della capitale, poi chiese, palazzi e fortezze. Inoltre, vi \u00e8 un curioso fenomeno di riappropriazione, iniziato nel 2014, che sta coinvolgendo le principali citt\u00e0. Palinsesti, manifestazioni pubbliche, grafiche e loghi accattivanti sono protagonisti di un programma di festeggiamenti che \u00e8 iniziato con i cinquecento anni dalla fondazione di Trinidad, \u00e8 passato ai duecento anni di Cienfuegos e culminer\u00e0 con i cinquecento anni di L\u2019Avana. Un fenomeno che sembra per\u00f2 coinvolgere solo i grandi centri urbani o comunque la popolazione pi\u00f9 acculturata (ricordiamo che il 65% della popolazione vive in centri con una popolazione inferiore ai 100mila abitanti). Difficile per\u00f2 immaginare un neoborbonismo in salsa cubana in risposta al rinnovamento delle istituzioni rivoluzionarie, anche perch\u00e9 non tutti i cubani discendono da coloni spagnoli.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_gallery admin_label=&#8221;Galleria&#8221; show_title_and_caption=&#8221;on&#8221; show_pagination=&#8221;on&#8221; gallery_ids=&#8221;1831,1832,1833,1834&#8243; fullwidth=&#8221;off&#8221; orientation=&#8221;landscape&#8221; hover_overlay_color=&#8221;rgba(255,255,255,0.9)&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; auto=&#8221;off&#8221; \/][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p><strong>SCHIAVISMO<\/strong> \u2013 Circa il 30% della popolazione cubana \u00e8 infatti legata al continente africano. Questo aspetto non \u00e8 cos\u00ec marcato come in altre isole delle grandi Antille ma \u00e8 alla base di una frammentazione sociale che finisce per percepire in maniera opposta il tema delle origini. Tra il 1510 e il 1873 si stima che sull\u2019isola giunsero quasi un milione di schiavi dall\u2019Africa subsahariana, anche se la quasi totalit\u00e0 arriv\u00f2 sull\u2019isola tra Sette e Ottocento. Proprio la liberazione degli schiavi della tenuta di Carlos Manuel de Cespedes il 10 ottobre 1868 \u00e8 l\u2019evento simbolo che sancisce la libert\u00e0 di Cuba e la nascita della prima Repubblica Cubana libera. La narrazione rivoluzionaria non ignora questo personaggio e anzi lo fa proprio, indicandolo come il punto di partenza della lotta sociale. Le testimonianze di questo processo coinvolgono invece molto pi\u00f9 le zone rurali, dove sono ancora visitabili le piantagioni di canna di zucchero e tabacco con tutto il loro apparato di controllo. Inoltre, vi stupir\u00e0 scoprire che solo il 60% della popolazione \u00e8 cattolica. Circa il 20% dei cubani pratica la santeria, una religione legata agli schiavi africani e ai loro discendenti che proprio il regime castrista, per valorizzare la cultura popolare e in funzione anticattolica, ha contribuito a rilanciare. Ex piantagioni schiaviste e templi della santeria sono dunque luoghi perfetti in cui possono generarsi narrazioni inedite in grado di coinvolgere gli strati pi\u00f9 poveri della popolazione.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_gallery admin_label=&#8221;Galleria&#8221; show_title_and_caption=&#8221;on&#8221; show_pagination=&#8221;on&#8221; gallery_ids=&#8221;1835,1836,1837,1838&#8243; fullwidth=&#8221;off&#8221; orientation=&#8221;landscape&#8221; hover_overlay_color=&#8221;rgba(255,255,255,0.9)&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; auto=&#8221;off&#8221; \/][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p><strong>INDIPENDENZA<\/strong> \u2013 Abbiamo parlato di de Cespedes, primo presidente eletto della Repubblica Cubana in armi nel 1868. In realt\u00e0 le prime istanze di indipendentismo risalgono gi\u00e0 al 1717 quando a causa dell\u2019opprimente regime fiscale imposto da Madrid i <em>vegueros<\/em> (coltivatori di tabacco) in rivolta costrinsero il governo a lasciare l\u2019isola. Un lento e graduale cammino quello dell\u2019indipendenza dalla Spagna che ha attraversato due secoli ed eventi epocali che hanno lambito l\u2019isola senza mai travolgerla totalmente. Un cammino in cui si contano tre guerre laceranti il cui obiettivo \u00e8 stato raggiunto pienamente solo nel 1898 e che portato alla formazione di una classe politica locale i cui nomi risuonano ancora nella toponomastica e nella statuaria di tutte le principali citt\u00e0 cubane: Ignacio Agramonte, Antonio Maceo, M\u00e1ximo G\u00f3mez, per arrivare all\u2019onnipresente Jos\u00e9 Mart\u00ec (l\u2019equivalente di Mazzini e Garibaldi, riuniti in un\u2019unica persona). Un processo che ha accentuato la spaccatura dell\u2019isola tra un occidente con capitale L\u2019Avana, pi\u00f9 vicino agli Stati Uniti, e un oriente con capitale Santiago, pi\u00f9 vicino alle istanze politiche nazionali. Sebbene questi nomi e questo processo siano entrati a pieno titolo nell\u2019Olimpo rivoluzionario (tanto che il memoriale a Jos\u00e9 Mart\u00ec domina la stessa Piazza della Rivoluzione di L\u2019Avana) le vicende legate all\u2019indipendenza dalla Spagna miravano alla costituzione di una moderna democrazia liberale. Un\u2019idea che per\u00f2 potr\u00e0 essere riletta sotto una nuova luce solo se sgombrata della pervasiva retorica socialista.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_gallery admin_label=&#8221;Galleria&#8221; show_title_and_caption=&#8221;on&#8221; show_pagination=&#8221;on&#8221; gallery_ids=&#8221;1839,1840,1841,1842&#8243; fullwidth=&#8221;off&#8221; orientation=&#8221;landscape&#8221; hover_overlay_color=&#8221;rgba(255,255,255,0.9)&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; auto=&#8221;off&#8221; \/][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p><strong>DITTATURA<\/strong> \u2013 Arrivati a questo punto la vera domanda sembra non essere tanto se ci sia vita prima del 26 luglio 1953 ma piuttosto se la vita della Repubblica Cubana, iniziata ufficialmente il 20 maggio 1902, (giorno del riconoscimento dell\u2019indipendenza del Paese e dell\u2019elezione del primo presidente Tomas Palma) sia in qualche modo separabile dalla centralit\u00e0 statunitense e possa essere rielaborata anche per altri fattori oltre all\u2019opulenza, alla corruzione e al malaffare. Per rispondere dovremmo tenere conto del contesto globale, dei grandi totalitarismi, degli effetti delle due guerre mondiali, dovremmo analizzare i rapporti dei vari governi, anche dittatoriali, che si sono succeduti e delle costituzioni varate in questi cinquant\u2019anni. Inutile dire che tentare di semplificare ed elaborare una narrazione cos\u00ec complessa sia quasi impossibile. Tra le tracce pi\u00f9 ingombranti di questo periodo troviamo la base aeronavale di Guantanamo, affittata in perpetuo agli Stati Uniti dal primo governo cubano. Troviamo le ville degli americani pi\u00f9 o meno appariscenti, sul lungomare di Cienfuegos, famose per i festini dell\u2019alta societ\u00e0. Troviamo il nuovo Capitolio Nacional ma anche i grattacieli dell\u2019Habana Hilton e del Capri. Troviamo il coche Mambi (esposto in bella vista accanto al primo parlamento cubano) il treno presidenziale simbolo dello sfarzo e del lusso messo in contrapposizione all\u2019arretratezza delle campagne che attraversava. Simboli che offuscano un\u2019elaborazione storica che sull\u2019isola sembra essersi arrestata. Cinquant\u2019anni di storia sintetizzati in un unico protagonista: il dittatore Fulgencio Batista. Cinquant\u2019anni di storia compressi tra le violenze che accompagnarono il colpo di stato che Batista organizz\u00f2 il 10 marzo 1952 e la risposta di quei 135 guerriglieri rivoluzionari il 26 luglio 1953.<\/p>\n<p><strong>CONCLUSIONI<\/strong> \u2013 Quello che abbiamo voluto raccontare sono solo le riflessioni di un turista che si approccia per la prima volta all\u2019isola provando a grattare dalla superficie le tracce di una narrazione rivoluzionaria che ha plasmato l\u2019immagine di Cuba. Avevano ragione Silvia Lotti e Igor Pizzirusso quando dicevano che <em>\u00ab\u00e8 la rivoluzione stessa ad essere davvero un fenomeno pop a Cuba, con un\u2019ostentazione dalle sembianze cos\u00ec semplici e genuine da travalicare i limiti della mera propaganda\u00bb.<\/em> Una narrazione che appare omogenea e immutabile. La complessit\u00e0 di una storia plurisecolare ridotta a clich\u00e9 culturali e riassunta in un tutto indifferenziato. Un\u2019eterna dicotomia tra citt\u00e0 e ruralit\u00e0, tra discendenti di coloni e discendenti di schiavi, tra un oriente e un occidente, tra il capitalismo e il comunismo, tra i fatti del 1952 e quelli del 1953. Due mondi complessi che si guardano oltre una storia che sar\u00e0 certamente il terreno di scontro della Cuba del prossimo secolo.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A distanza di un anno, PopHistory \u00e8 tornata sull\u2019isola pi\u00f9 grande dei Caraibi con una domanda provocatoria: c\u2019\u00e8 vita prima della revolucion? <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1823,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":""},"categories":[12],"tags":[185,186,187],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v16.0.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Cuba: c\u2019\u00e8 vita prima del 26 luglio 1953? - PopHistory<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"\u00c8 l\u2019alba del 26 luglio 1953. 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