{"id":1980,"date":"2020-02-12T13:18:23","date_gmt":"2020-02-12T13:18:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pophistory.it\/?p=1980"},"modified":"2020-02-22T11:14:42","modified_gmt":"2020-02-22T11:14:42","slug":"ghana-costa-doro-porta-su-un-continente","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/placetobepop\/ghana-costa-doro-porta-su-un-continente\/","title":{"rendered":"Ghana, Costa d\u2019Oro. Porta su un continente"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section bb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;section&#8221;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_post_title admin_label=&#8221;Titolo del Post&#8221; title=&#8221;on&#8221; meta=&#8221;on&#8221; author=&#8221;off&#8221; date=&#8221;off&#8221; categories=&#8221;off&#8221; comments=&#8221;off&#8221; featured_image=&#8221;on&#8221; featured_placement=&#8221;below&#8221; parallax_effect=&#8221;off&#8221; parallax_method=&#8221;on&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; text_color=&#8221;dark&#8221; text_background=&#8221;off&#8221; text_bg_color=&#8221;rgba(255,255,255,0.9)&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; title_font_size=&#8221;40px&#8221; title_text_color=&#8221;#8300e9&#8243; \/][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; text_font=&#8221;|||on|&#8221; text_font_size=&#8221;18&#8243; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>Il cortile del Saint George\u2019s Castel a Cape Coast <\/i><\/span><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; text_font=&#8221;|||on|&#8221; text_font_size=&#8221;18&#8243; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p>di Silvia Lotti<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>\u00abL\u2019aereo ci strappa bruscamente alla neve e al gelo per scaraventarci il giorno stesso nell\u2019abisso ardente dei tropici. Il tempo di stropicciarci gli occhi ed eccoci immersi nell\u2019inferno del caldo umido. Cominciamo subito a sudare. Se siamo partii dall\u2019Europa d\u2019inverno, ci togliamo il cappotto e sfiliamo i golf. \u00c8 il primo gesto d\u2019iniziazione che noi, gente del nord, compiamo sbarcando in Africa.\u00bb (Ryszard Kapu\u015bci\u0144ski, Ebano)<\/i><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Africa is a country<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> \u00e8 un motto che a volte usa chi ride di tutti coloro che parlano di Africa come se fosse un unico grande Stato, dove la cultura e le vicende storico-politiche sono un tutt\u2019uno. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">No, non \u00e8 vero, dai, lo sanno tutti che l\u2019Africa ha moltissime nazioni. Per\u00f2, \u00e8 innegabile che nel linguaggio comune si fa prima a dire \u201cvado a fare un viaggio in Africa\u201d, piuttosto che dire il nome del singolo stato, e automaticamente nella testa di un interlocutore medio si formano due immagini mentali: un bel safari a farsi rincorrere dai leoni nel bush o un progetto umanitario in una qualche zona semidesertica, entrambi rigorosamente nell\u2019Africa subsahariana. Se per\u00f2 sei anche un ragazza, qualcuno ti ricorda che l\u00e0 sono proprio tutti neri (con allusioni sessuali comprese).<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019Africa \u00e8 un continente immenso, che per quanto ci immaginiamo rurale, povero, ricoperto solo di terra rossa, abitato da persone con la pelle nera, con abiti sgargianti e che mangiano solo banane, ha mille mila sfaccettature diverse, aspetti che molto pi\u00f9 difficilmente arrivano a noi europei, soprattutto se non ce ne interessiamo con letture varie. Vale poi la stessa cosa per loro nei nostri confronti, sia chiaro \u2013 non pensiamo che la cultura occidentale sia pervasiva nel mondo nonostante sentiamo di esserne i padroni. <\/span><\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>\u00ab\u00c8 un continente troppo grande per poterlo descrivere. \u00c8 un vero e proprio oceano, un pianeta a parte, un cosmo eterogeneo e ricchissimo. \u00c8 solo per semplificare, per pure comodit\u00e0, che lo chiamiamo Africa. In realt\u00e0, a parte la sua denominazione geografica, l\u2019Africa non esiste.\u00bb (Ryszard Kapu\u015bci\u0144ski, Ebano)<\/i><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-1980 gallery-columns-3 gallery-size-medium'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha02a.jpg'><img width=\"225\" height=\"300\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha02a-225x300.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" loading=\"lazy\" srcset=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha02a-225x300.jpg 225w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha02a.jpg 433w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha02b.jpg'><img width=\"225\" height=\"300\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha02b-225x300.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" loading=\"lazy\" srcset=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha02b-225x300.jpg 225w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha02b.jpg 433w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha02c.jpg'><img width=\"225\" height=\"300\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha02c-225x300.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" loading=\"lazy\" srcset=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha02c-225x300.jpg 225w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha02c.jpg 433w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t<\/div>\n\n<blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>\u00abIn tutta l\u2019Africa ogni comunit\u00e0 di una certa importanza ha la una cultura, un suo sistema di usi e di fedi, una propria lingua e i propri tab\u00f9, e tutto ci\u00f2 \u00e8 incredibilmente complicato, involuto e misterioso. Per questo i grandi antropologi non hanno mai parlato di \u201ccultura africana\u201d o di \u201creligione africana\u201d in generale, ben sapendo che non esiste niente di simile e che l\u2019essenza dell\u2019Africa sta nella sua sconfinata variet\u00e0. Hanno sempre visto le culture di ogni popolazione come un mondo a parte, unico e irripetibile. [\u2026] Invece il pensiero europeo, incline al pensiero razionale, alle etichette e alle semplificazioni, fa volentieri di ogni erba un fascio, accontentandosi di facili stereotipi.\u00bb (Ryszard Kapu\u015bci\u0144ski, Ebano)<\/i><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Per cui, in un modo casualmente personale, sono andata per la prima volta in Africa in punta di piedi, entrando da una piccola porta, il Ghana, ma che, se si guarda al passato, almeno dell\u2019Africa occidentale, \u00e8 stato un luogo fondamentale per tutta la storia mondiale. Mi sono ritrovata cos\u00ec in una terra viva, che sentiva profondamente questo suo passato, di cui per\u00f2, in quanto italiana (ma non come europea), mi sono sentita estranea, distante, non coinvolta. Non la sensazione stupida di sollievo \u201cbeh noi italiani quelle cose l\u00ec non le abbiamo fatte\u201d (parliamone), bens\u00ec il fatto di constatare che, se non fossi andata fin l\u00ec, non l\u2019avrei mai conosciuta veramente. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il nome che il Ghana ha avuto fino al 1957, anno dell\u2019indipendenza dal Regno Unito, \u00e8 stato quello di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Costa d\u2019Oro<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, poich\u00e9 era una terra ricchissima e fertile, una terra abitata da millenni da vari gruppi etnici, linguistici e religiosi, tra cui, in particolare, spicca il potente regno degli <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Ashanti<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (o Asante), che abitavano la parte centrale dell\u2019odierno stato, estendendosi dalla Costa d\u2019Avorio al Togo, con la citt\u00e0 di Kumasi come capitale.<\/span><\/span><\/p>\n\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-2 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-2 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-2 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-2 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-2' class='gallery galleryid-1980 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha03a.jpg'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha03a-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha03b.jpg'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha03b-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha03c.jpg'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha03c-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t<\/div>\n\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>Una abitazione tradizionale di un sacerdote Ashanti, con la loro particolare simbologia (dintorni di Kumasi).<\/i><\/span><\/p>\n\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-3 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-3 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 50%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-3 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-3 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-3' class='gallery galleryid-1980 gallery-columns-2 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha04a.jpg'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha04a-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha04b.jpg'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha04b-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t<\/div>\n\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>Alcuni esempi di simboli Adinkra, tipici della cultura tradizionale Ashanti. L\u2019uccello che guarda all\u2019indietro si chiama Sankofa e significa \u201cimpara dal passato\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Poi, negli ultimi decenni del Quattrocento, con le esplorazioni sono arrivati gli europei. Per primi i portoghesi, che nel 1471 sbarcarono nel porto di Elmina, seguiti soprattutto da olandesi (\u2018600), e inglesi (inizio \u2018800), i quali hanno avviato commerci fittissimi che andavano da metalli preziosi e materie prime (oro, diamanti, bauxite), al cacao, al legname, alla polvere da sparo, fino a diventare a tutti gli effetti una colonia dell\u2019Impero Britannico. Ma, a un certo punto, la merce che pi\u00f9 \u00e8 stata esportata dalla Costa d\u2019Oro sono stati gli schiavi, catturati dalle regioni pi\u00f9 interne e da zone di paesi attuali come Niger, Mali, Togo e Burkina Faso.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Lungo la costa del Ghana si trovano ancora \u2013 qualcuno ben conservato, altri molto meno \u2013 circa quaranta forti, costruiti ora dall\u2019uno ora dall\u2019altro degli europei, come base per i propri commerci e punto di raccolta per gli schiavi, che direttamente dalle prigioni sotterranee venivano imbarcati verso le Americhe. La concorrenza in questa terra ricca era talmente forte che erano necessario avere le strutture per difendere, anche militarmente, i propri interessi economici.<\/span><\/span><\/p>\n\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-4 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-4 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 50%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-4 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-4 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-4' class='gallery galleryid-1980 gallery-columns-2 gallery-size-medium'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha05a.jpg'><img width=\"300\" height=\"225\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha05a-300x225.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" loading=\"lazy\" srcset=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha05a-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha05a.jpg 433w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha05b.jpg'><img width=\"300\" height=\"225\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha05b-300x225.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" loading=\"lazy\" srcset=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha05b-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha05b.jpg 433w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t<\/div>\n\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span lang=\"en-US\"><i>Il Saint George\u2019s Castle di Cape Coast<\/i><\/span><\/span><\/p>\n\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-5 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-5 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 50%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-5 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-5 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-5' class='gallery galleryid-1980 gallery-columns-2 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha06a.jpg'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha06a-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha06b.jpg'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha06b-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t<\/div>\n\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"RIGHT\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>Le prigioni femminili La porta del \u201cnon ritorno\u201d che, vista da fuori, \u00e8 stata chiamata la porta \u201cdel ritorno\u201d<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il Ghana ha fatto proprio questo passato, l\u2019ha rielaborato e, da diversi anni, cerca di porsi narrativamente e storicamente nei confronti del mondo, ma soprattutto verso gli afrodiscendenti, come la loro terra d\u2019origine, che dovrebbero visitare se vogliono capire chi sono e da dove vengono. Infatti il 2019 \u00e8 stato decretato \u201c<a href=\"https:\/\/www.yearofreturn.com\/\">The Year of Return<\/a>\u201d, l\u2019anno del ritorno, in occasione del 400esimo anniversario della tratta degli schiavi, iniziata proprio nel 1619. Un anno di celebrazioni e eventi particolari nei confronti delle popolazioni di origine africana sparse nelle Americhe affinch\u00e8 visitino il paese in cui affondano le loro origini, alla stregua dei nostri viaggi della Memoria nei campi di concentramento, per ritrovare le radici ancestrali della loro identit\u00e0, ripercorrendo a ritroso il viaggio degli schiavi. Oltre a questo per\u00f2, il Ghana ha predisposto anche incentivi particolari per invogliare gli afrodiscendenti a stabilirsi in modo definitivo nel paese (per questo si veda l\u2019articolo <\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Ritorno alle radici in Ghana<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> sul numero 1329 della rivista Internazionale). <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La cosa interessante, che non ci si aspetta in un paese che ha pochi luoghi di turismo culturale e storico, \u00e8 che la schiavit\u00f9 e la tratta non sono posti con toni pietistici e vittimistici, bens\u00ec in modo oggettivo e critico, facendo risaltare s\u00ec le sofferenze delle persone che venivano catturate, molte delle quali morivano prima ancora di essere imbarcate o durante il viaggio verso la costa, ma anche il fatto che la schiavit\u00f9 in quella zona dell\u2019Africa non l\u2019hanno portata gli occidentali. Essa era una pratica gi\u00e0 in uso in precedenza presso le popolazioni locali le quali, con le esplorazioni, hanno intercettato le istanze capitaliste e commerciali degli europei, entrando molto spesso in trattative, per cui africani che catturavano altri africani per poi rivenderli a commercianti inglesi, portoghesi o olandesi. Anzi, spesso i figli maschi illegittimi di uomini bianchi e donne nere venivano di fatto cresciuti per diventare schiavisti. La popolazione Ashanti stessa entr\u00f2 in rotta di collisione con l\u2019avanzata degli inglesi verso l\u2019interno, poich\u00e8 danneggiava i propri commerci con il resto degli europei, tra cui anche gli schiavi. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">I mercanti di schiavi, quindi, potevano essere ed erano africani. Non \u00e8 forse cos\u00ec anche ora, nelle rotte migratorie che dall\u2019Africa subsahariana viaggiano per il deserto per trovare fortuna nel mar Mediterraneo? <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ad ogni modo, questa forte presenza degli europei nella Costa d\u2019Oro e frequenti contatti con la popolazione locale, forse, ha dato una marcia in pi\u00f9 a questo paese, dal momento che \u00e8 stata la prima nazione dell\u2019Africa ad ottenere l\u2019indipendenza nel 1957 con la guida carismatica di Kwame Nkrumah, politico inizialmente dalle ampie vedute socialiste e panafricaniste, successivamente trasformato in un despota, come purtroppo \u00e8 spesso accaduto in molti altri paesi. <\/span><\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>\u00abNel 1947, compiuti gli studi in America, Nkrumah ritorn\u00f2 in patria. Fond\u00f2 un partito nel quale attir\u00f2 gli ex combattenti della seconda guerra mondiale nonch\u00e9 molti giovani, e in un comizio ad Accra lanci\u00f2 il suo grido di guerra, \u201cL\u2019indipendenza subito!\u201d. Nell\u2019Africa coloniale dell\u2019epoca suon\u00f2 come una bomba. Dieci anni pi\u00f9 tardi il Ghana diventava il primo stato indipendente africano a sud del Sahara, e Accra il centro provvisorio e informale di ogni nuovo movimento, idee e attivit\u00e0 dell\u2019intero continente.\u00bb (Ryszard Kapu\u015bci\u0144ski, Ebano)<\/i><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha07.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1995\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha07.jpg\" alt=\"\" width=\"433\" height=\"229\" srcset=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha07.jpg 433w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha07-300x159.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 433px) 100vw, 433px\" \/><\/a><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>\u00abLe foto di Nkrumah sono dappertutto: sui giornali (ogni giorno), sui manifesti, sulle bandierine, sule gonne di cotone lunghe fino ai piedi. Un\u2019energica faccia d\u2019uomo di mezza et\u00e0, seria o sorridente, ripresa in modo da suggerire che il leader guarda al futuro. \u201cNkrumah \u00e8 il nostro salvatore!\u201d mi dice con voce vibrante d\u2019ammirazione il giovane insegnante Joe Yambo.\u00bb (Ryszard Kapu\u015bci\u0144ski, Ebano)<\/i><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Gli ultimi decenni del \u2018900 hanno quindi visto il susseguirsi di vicende simili ad altri stati (indipendenza, deviazione verso l\u2019autoritarismo e repressione, vari colpi di stato militari), fino ad arrivare a una pacificazione nella met\u00e0 degli anni \u201990, che ancora prosegue, in un clima di timida, ma costante, crescita economica. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il mio viaggio \u00e8 stato, grazie all\u2019intuizione di una acuta viaggiatrice, un ripercorrere la strada che facevano gli schiavi, da quando venivano catturati fino al momento di salire sulle navi, rendendo abbastanza bene l\u2019idea della fatica e delle umiliazioni che milioni di persone hanno dovuto subire. Idealmente il viaggio pu\u00f2 cominciare dalla regione del Volta, una lingua di terra che sta tra la foce e il lago Volta e il confine con il Togo (terra che in realt\u00e0 apparteneva al Togoland tedesco, ma che con i trattati di pace della IGM \u00e8 passato agli inglesi), dove vive un\u2019etnia minoritaria, gli Ewe, che sono stati tradizionalmente oggetto di razzie da parte di popolazioni locali pi\u00f9 forti, come per esempio gli Ashanti (che sono di etnia Akan, la pi\u00f9 numerosa in Ghana). Da qui, risalivano a piedi il paese, arrivano al Nord, vicino al confine con il Burkina Faso, dove venivano riuniti in campi di raccolta in mezzo alla savana insieme ad altri schiavi provenienti da altre regioni. Uno di questi campi \u00e8 tutt\u2019ora visitabile, il Pikworo Slave Camp di Navrongo.<\/span><\/span><\/p>\n\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-6 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-6 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-6 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-6 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-6' class='gallery galleryid-1980 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha08a.jpg'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha08a-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha08b.jpg'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha08b-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha08c.jpg'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha08c-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t<\/div>\n\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>Zona di riposo per gli schiavi, le conche scavate nella pietra servivano per mangiare e bere.<\/i><\/span><\/p>\n\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-7 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-7 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-7 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-7 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-7' class='gallery galleryid-1980 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha09a.jpg'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha09a-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha09b.jpg'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha09b-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha09c.jpg'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha09c-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t<\/div>\n\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>Alcuni abitanti del villaggio di Navrongo cantano un brano diffuso tra gli schiavi, per cercare di dimenticare a cosa stavano andando incontro, che \u00e8 stato tramandato oralmente.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Qui, nei campi di raccolta, avveniva la prima transazione degli schiavi, che venivano selezionati e acquistati da schiavisti che poi li avrebbero condotti verso sud, attraversando il paese in senso longitudinale passando per il suo centro, Kumasi, centinaia e centinaia di chilometri percorsi a piedi. <\/span><\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>\u00abIn Africa la strada battuta o asfaltata \u00e8 una novit\u00e0 che esiste solo da qualche decina di anni. In molte zone continua a essere una rarit\u00e0. Al posto delle vie carrozzabili c\u2019erano sentieri usati dagli uomini e dal bestiame. Quando spostarsi lungo i sentieri spiega come mai qui la gente abbia l\u2019abitudine di camminare in fila indiana e come mai la conservi anche quando si trova su una strada spaziosa. E si capisce anche come mai i gruppi in cammino tacciano: in fila indiana \u00e8 difficile fare conversazione.\u00bb (Ryszard Kapu\u015bci\u0144ski, Ebano)<\/i><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>\u00abLa strada da Accra a Kumasi non \u00e8 solo un percorso di cinquecento chilometri che va dalla costa atlantica verso l\u2019interno dell\u2019Africa: \u00e8 anche un viaggio verso una zona del continente dove i segni e le tracce del colonialismo sono meno numerosi che sulla fascia costiera. [\u2026] Gli occupanti preferivano restare vicini alle coste, alle navi, alle fortificazioni armate, alle provviste di cibo e di chinino.\u00bb (Ryszard Kapu\u015bci\u0144ski, Ebano)<\/i><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Coloro che sopravvivevano, venivano fatti fermare ad Assin Manso, un piccolo villaggio a pochi chilometri dalla costa, per permettere loro di fare l\u2019ultimo bagno nel fiume, ripulirsi dalla terra rossa che sicuramente ricopriva la loro pelle, prima di arrivare nelle prigioni delle fortificazioni.<\/span><\/span><\/p>\n\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-8 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-8 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-8 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-8 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-8' class='gallery galleryid-1980 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha10a.jpg'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha10a-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha10b.jpg'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha10b-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha10c.jpg'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha10c-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t<\/div>\n\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>L\u2019imbocco del sentiero che dal memoriae di Assi Manso porta al punto del fiume in cui gli schiavi si lavavano prima di arrivare ai forti sulla costa.<\/i><\/span><\/p>\n\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-9 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-9 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-9 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-9 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-9' class='gallery galleryid-1980 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha11a.jpg'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha11a-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha11b.jpg'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha11b-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha11c.jpg'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha11c-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t<\/div>\n\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>Il memoriale di Assin Manso<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Infine, l\u2019ultimo tratto, sempre a piedi, per giungere sulla costa, venendo smistati nei vari forti, a seconda della nazionalit\u00e0 del mercante di turno: Cape Coast ed Elmina sono a pochissimi chilometri di distanza, ma il primo era presidiato dagli inglesi, il secondo dagli Olandesi. Qui venivano rinchiusi nelle prigioni, ammassati e al buio per diverse settimane, in condizioni igieniche disastrose, per poi essere imbarcati, passando per una piccola porta, uno alla volta, per essere contati meglio e per evitare fughe. E da qui, non facevano pi\u00f9 ritorno.<\/span><\/span><\/p>\n\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-10 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-10 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-10 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-10 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-10' class='gallery galleryid-1980 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha12.jpg'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha12-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha12b.jpg'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha12b-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha12c.jpg'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha12c-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t<\/div>\n\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>Il cortile centrale dell\u2019Elmina Castle e la porta del non ritorno<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma sono sicura che il soffio caldo dell\u2019harmattan, il verde della foresta, il giallo della savana e il rosso della terra d\u2019Africa non hanno dimenticato tutte queste vite.<\/span><\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>\u00abL\u2019autobus si addentra sempre di pi\u00f9 in una folta foresta tropicale. Nelle zone temperate la vita biologica si manifesta con ordine e disciplina: qui crescono i pineti, l\u00e0 le querce, altrove le betulle. Perfino nei boschi misti regno trasparenza e stabilit\u00e0. Ai tropici invece la vita biologica sembra in preda alla follia, a un delirio selvaggio di riproduzione e proliferazione. Si \u00e8 colpiti da sovrabbondanza una lussureggiante e invadente, dall\u2019incessante erompere di una massa verde vigorosa e alitante, ogni particella della quale \u2013 albero, cespuglio, liana, rampicante \u2013 dilagando, inerpicandosi l\u2019una sull\u2019altra, stimolandosi ed eccitandosi a vicenda, si \u00e8 cos\u00ec abbarbicata, intrecciata e accorpata che solo con lame d\u2019acciaio e con una fatica da forzati si riesce ad aprirvi varchi, tunnel, sentieri.\u00bb (Ryszard Kapu\u015bci\u0144ski, Ebano)<\/i><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p align=\"CENTER\"><a href=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha13.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2011\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha13.jpg\" alt=\"\" width=\"433\" height=\"325\" srcset=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha13.jpg 433w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha13-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 433px) 100vw, 433px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>L\u2019onnipresente bandiera ghanese: rosso, giallo e verde<\/i><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"RIGHT\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Tutte le foto sono state scattate dall\u2019autrice tra dicembre 2019 e gennaio 2020.<\/span><\/span><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section][et_pb_section bb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;Sezione&#8221; fullwidth=&#8221;off&#8221; specialty=&#8221;off&#8221; transparent_background=&#8221;off&#8221; background_color=&#8221;rgba(0,0,0,0.85)&#8221; allow_player_pause=&#8221;off&#8221; inner_shadow=&#8221;off&#8221; parallax=&#8221;off&#8221; parallax_method=&#8221;on&#8221; make_fullwidth=&#8221;off&#8221; use_custom_width=&#8221;off&#8221; width_unit=&#8221;on&#8221; make_equal=&#8221;off&#8221; use_custom_gutter=&#8221;off&#8221;][et_pb_row admin_label=&#8221;Riga&#8221; allow_player_pause=&#8221;off&#8221; parallax=&#8221;off&#8221; parallax_method=&#8221;on&#8221; parallax_1=&#8221;off&#8221; parallax_method_1=&#8221;off&#8221; make_fullwidth=&#8221;off&#8221; use_custom_width=&#8221;off&#8221; width_unit=&#8221;on&#8221; use_custom_gutter=&#8221;off&#8221; make_equal=&#8221;off&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<h3 style=\"margin-top: 10px; color: white;\"><strong>Gli altri contributi per il Black History Month:<\/strong><\/h3>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_blog admin_label=&#8221;Blog&#8221; include_categories=&#8221;220&#8243; show_content=&#8221;off&#8221; offset_number=&#8221;0&#8243; show_thumbnail=&#8221;on&#8221; show_more=&#8221;on&#8221; show_author=&#8221;off&#8221; show_date=&#8221;on&#8221; show_categories=&#8221;on&#8221; show_comments=&#8221;off&#8221; show_pagination=&#8221;on&#8221; fullwidth=&#8221;off&#8221; use_dropshadow=&#8221;on&#8221; use_overlay=&#8221;off&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; \/][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nostra Silvia Lotti \u00e8 andata alla scoperta del Ghana, luogo fondamentale sia per la storia dell&#8217;Africa occidentale che per la storia mondiale<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1981,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":""},"categories":[12,220],"tags":[113,218,217],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v16.0.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Ghana, Costa d\u2019Oro. Porta su un continente - PopHistory<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"La nostra Silvia Lotti \u00e8 andata alla scoperta del Ghana, luogo fondamentale sia per la storia dell&#039;Africa occidentale che per la storia mondiale\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/placetobepop\/ghana-costa-doro-porta-su-un-continente\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Ghana, Costa d\u2019Oro. Porta su un continente - PopHistory\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"La nostra Silvia Lotti \u00e8 andata alla scoperta del Ghana, luogo fondamentale sia per la storia dell&#039;Africa occidentale che per la storia mondiale\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/placetobepop\/ghana-costa-doro-porta-su-un-continente\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"PopHistory\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2020-02-12T13:18:23+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-02-22T11:14:42+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha01.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1471\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1105\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Est. reading time\">\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"14 minuti\">\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.pophistory.it\/new\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.pophistory.it\/new\/\",\"name\":\"PopHistory\",\"description\":\"Make history pop!\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":\"https:\/\/www.pophistory.it\/new\/?s={search_term_string}\",\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"ImageObject\",\"@id\":\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/placetobepop\/ghana-costa-doro-porta-su-un-continente\/#primaryimage\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"url\":\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/gha01.jpg\",\"width\":1471,\"height\":1105,\"caption\":\"ghana\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/placetobepop\/ghana-costa-doro-porta-su-un-continente\/#webpage\",\"url\":\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/placetobepop\/ghana-costa-doro-porta-su-un-continente\/\",\"name\":\"Ghana, Costa d\\u2019Oro. Porta su un continente - PopHistory\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pophistory.it\/new\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/placetobepop\/ghana-costa-doro-porta-su-un-continente\/#primaryimage\"},\"datePublished\":\"2020-02-12T13:18:23+00:00\",\"dateModified\":\"2020-02-22T11:14:42+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pophistory.it\/new\/#\/schema\/person\/22666613dd88dedf675ea5865235ee32\"},\"description\":\"La nostra Silvia Lotti \\u00e8 andata alla scoperta del Ghana, luogo fondamentale sia per la storia dell'Africa occidentale che per la storia mondiale\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/placetobepop\/ghana-costa-doro-porta-su-un-continente\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/placetobepop\/ghana-costa-doro-porta-su-un-continente\/\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/placetobepop\/ghana-costa-doro-porta-su-un-continente\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"item\":{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.pophistory.it\/new\/\",\"url\":\"https:\/\/www.pophistory.it\/new\/\",\"name\":\"Home\"}},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"item\":{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/placetobepop\/ghana-costa-doro-porta-su-un-continente\/\",\"url\":\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/placetobepop\/ghana-costa-doro-porta-su-un-continente\/\",\"name\":\"Ghana, Costa d\\u2019Oro. Porta su un continente\"}}]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.pophistory.it\/new\/#\/schema\/person\/22666613dd88dedf675ea5865235ee32\",\"name\":\"Redazione\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"@id\":\"https:\/\/www.pophistory.it\/new\/#personlogo\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"url\":\"http:\/\/1.gravatar.com\/avatar\/dd9bd9bf59f24fd4ae8580771208e25d?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Redazione\"}}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1980"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1980"}],"version-history":[{"count":9,"href":"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1980\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2021,"href":"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1980\/revisions\/2021"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1981"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1980"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1980"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1980"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}