{"id":2141,"date":"2020-04-24T06:21:03","date_gmt":"2020-04-24T06:21:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pophistory.it\/?p=2141"},"modified":"2020-04-23T13:06:46","modified_gmt":"2020-04-23T13:06:46","slug":"8-luoghi-simbolici-della-resistenza-italiana-raccontati-da-pophistory","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/popevents\/8-luoghi-simbolici-della-resistenza-italiana-raccontati-da-pophistory\/","title":{"rendered":"8 luoghi simbolici della Resistenza italiana raccontati da PopHistory"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section bb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;section&#8221;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_post_title admin_label=&#8221;Titolo del Post&#8221; title=&#8221;on&#8221; meta=&#8221;off&#8221; author=&#8221;off&#8221; date=&#8221;off&#8221; categories=&#8221;on&#8221; comments=&#8221;on&#8221; featured_image=&#8221;off&#8221; featured_placement=&#8221;below&#8221; parallax_effect=&#8221;off&#8221; parallax_method=&#8221;on&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; text_color=&#8221;dark&#8221; text_background=&#8221;off&#8221; text_bg_color=&#8221;rgba(255,255,255,0.9)&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; \/][et_pb_video admin_label=&#8221;Video&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=MMXBMuuKgnI&#8221; \/][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p>Questa storia \u00e8 fatta di simboli. Ci basta ricordare una data per accendere un immaginario e ci basta aggiungere un concetto per dargli profondit\u00e0. La data \u00e8 quella del 25 aprile 1945 e il concetto \u00e8 l\u2019antifascismo. Sono queste le coordinate che tracciano un percorso fatto di eventi, luoghi e persone. Percorreremo la penisola, da sud a nord, seguiremo le operazioni militari dell\u2019esercito alleato mentre cittadini, partigiani, pi\u00f9 o meno organizzati con forza, tattica e sapienza tessevano la trama dell\u2019Italia che sarebbe stata. Tutti pensiamo di conoscerla, eppure ogni volta ci riserva delle sorprese. La Resistenza non \u00e8 solo Bandiera Rossa e Bella Ciao, \u00e8 un luogo vivo e ideale scritto nella nostra Costituzione e fatto di stadi, ville, cascine, conventi, fortezze, piazze, sentieri e cippi dimenticati. Quella che state per leggere \u00e8 un storia di otto luoghi simbolici testimoni di quelle vicende. PopHistory vi accompagner\u00e0 in questo percorso nella Resistenza e lo far\u00e0 grazie al collegamento con vari prodotti culturali che i nostri soci hanno selezionato. Non ci resta che augurarvi buona lettura e buon viaggio! #Pop8<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>#1 &#8211; STADIO ARTEMIO FRANCHI &#8211; FIRENZE<\/strong><\/h4>\n<div id=\"attachment_2144\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/01_artemiofranchi.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-2144\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2144 size-full\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/01_artemiofranchi.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"322\" srcset=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/01_artemiofranchi.jpg 650w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/01_artemiofranchi-300x149.jpg 300w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/01_artemiofranchi-600x297.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2144\" class=\"wp-caption-text\">Lo stadio Artemio Franchi nel 1941 (foto di pubblico dominio tratta dal sito <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stadio_Artemio_Franchi#\/media\/File:Artemio_Franch.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stadio_Artemio_Franchi#\/media\/File:Artemio_Franch.jpg<\/a>)<\/p><\/div>\n<p>Lo stadio Artemio Franchi, situato nel quartiere fiorentino di Campo di Marte, \u00e8 un luogo sicuramente noto per le vicende sportive e calcistiche, ma probabilmente meno per un episodio avvenuto il 23 marzo 1944 e che \u00e8 probabilmente l\u2019episodio pi\u00f9 noto legato alla renitenza alla leva durante la Seconda guerra mondiale in Italia.<\/p>\n<p>Nei pressi dello stadio vengono fucilati per rappresaglia Leandro Corona, Ottorino Quiti, Antonio Raddi, Adriano Santoni e Guido Targetti, 5 giovani che avevano rifiutato la chiamata alle armi della Repubblica sociale italiana, che prevedeva l\u2019arruolamento forzato di tutti i nati negli anni 1923, 1924, 1925.<\/p>\n<p>L\u2019esecuzione avviene per mano fascista e ha intenti intimidatori: la popolazione \u00e8 costretta ad assistervi, insieme ad altri giovani arruolati, e questo scuote enormemente tutta la cittadinanza. A difendere invece l\u2019esecuzione, quasi a rivendicarla, fu invece il filosofo e ministro dell\u2019istruzione Giovanni Gentile, che anche per questo viene in seguito assassinato dai GAP fiorentini.<\/p>\n<p>Tre di loro scrissero sicuramente un\u2019ultima lettera: gli scritti di Targetti e Corona sono pubblicate nella raccolta \u201cLettere di condannati a morte della Resistenza italiana\u201d di Malvezzi e Pirelli; il volume \u201cUltime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza\u201d di Mimmo Franzielli conserva invece quella di Quiti e non quella di Corona. La banca dati<a href=\"http:\/\/www.ultimelettere.it\"> www.ultimelettere.it<\/a> le ha infine tutte e tre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>#2 &#8211; VILLA GENTILI &#8211; RIMINI<\/strong><\/h4>\n<div id=\"attachment_2145\" style=\"width: 1010px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/02_villagentili.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-2145\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-2145\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/02_villagentili.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"709\" srcset=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/02_villagentili.jpg 1000w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/02_villagentili-300x213.jpg 300w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/02_villagentili-768x545.jpg 768w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/02_villagentili-600x425.jpg 600w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/02_villagentili-400x284.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2145\" class=\"wp-caption-text\">Foto tratta da <a href=\"http:\/\/resistenzamappe.it\/rimini\/rn_extra\/villa_gentili\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ResistenzamAPPe.it<\/a><\/p><\/div>\n<p>La Seconda guerra mondiale interrompe bruscamente il turismo balneare riminese e cambia notevolmente l\u2019aspetto della zona costiera. Ville e alberghi vengono requisiti e riconvertiti per le esigenze belliche.<\/p>\n<p>Tra questi, Villa Gentili, edificata a fine Ottocento accanto agli omonimi cantieri navali, punta di spicco della nascente industria navale riminese. Nel 1942 i cantieri vengono acquisiti da una societ\u00e0 bergamasca. In seguito all\u20198 settembre 1943, la villa diventa una base tedesca.<\/p>\n<p>I bombardamenti del 1944 danneggiano gravemente l\u2019edificio. All\u2019indomani della Liberazione, il 22 settembre, in questi locali si tiene un incontro tra il CLN riminese e il comandante alleato, per discutere della nomina della nuova giunta cittadina. Le consultazioni porteranno alla nomina a Sindaco del socialista Arturo Clari, gi\u00e0 sindaco di Rimini prima dell\u2019avvento del fascismo.<\/p>\n<p>Il film<em> Estate violenta<\/em> (1959) del regista Valerio Zurlini racconta questo momento di rottura attraverso le vicende di Carlo, figlio di un gerarca fascista della citt\u00e0 che fu di Federico Fellini.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ivid.it\/trailer\/film\/1959\/estate-violenta\/trailer-italiano-20111.html\">https:\/\/www.ivid.it\/trailer\/film\/1959\/estate-violenta\/trailer-italiano-20111.html<\/a><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>\u00a0#3 &#8211; FORTE UMBERTO I &#8211; ISOLA PALMARIA, LA SPEZIA<\/strong><\/h4>\n<div id=\"attachment_2146\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/03_palmaria.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-2146\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-2146\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/03_palmaria.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"367\" srcset=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/03_palmaria.jpg 1024w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/03_palmaria-300x108.jpg 300w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/03_palmaria-768x275.jpg 768w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/03_palmaria-600x215.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2146\" class=\"wp-caption-text\">L\u2019isola di Palmaria vista dalla vicina Portovenere (immagine di pubblico dominio tratta dal sito <a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/vengomatto\/3566342498\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/www.flickr.com\/photos\/vengomatto\/3566342498<\/a>)<\/p><\/div>\n<p>Tra il 1943 e il 1945 la storia della Resistenza spezzina passa anche dall\u2019isola Palmaria, posta di fronte alla citt\u00e0. La zona pi\u00f9 protetta e fortificata dell\u2019intera provincia proprio perch\u00e9 in posizione strategica all\u2019imbocco del golfo, dove risiedeva l\u2019Arsenale Militare della Marina.<br \/>\nOltre alle batterie per la contraerea e antinavale esiste anche un forte, chiamato Umberto I, situato nella punta nord orientale dell&#8217;isola, ma soprattutto una detestata prigione o punto di passaggio per dissidenti e prigionieri politici in quegli anni. Cosa non nuova, poich\u00e9 gi\u00e0 nel 1923 i fascisti di Ortonovo, imprigionarono sull\u2019isola il sindaco della Spezia (1915 -1917).<br \/>\nAnche persone di umili origini come Liliana Maranini, una delle numerose deportate spezzine, fu arrestata dalle SS tedesche il 31 agosto 1944 sull\u2019isola, dove prestava servizio come cuoca, e racconta di diversi prigionieri antifascisti che passarono dalla Palmaria.<\/p>\n<p>Oltre ai militari l\u2019isola era popolata dai lavoratori di ditte esterne o affiliate ai tedeschi e questi uomini, che lavoravano alle fortificazioni, erano soliti fornire informazioni precise ai partigiani locali della vicina PortoVenere sulle posizioni e funzionamento degli armamenti.<\/p>\n<p>Il fascino di camminare su quei sentieri, come la celebre Scala dei Condannati, e girovagare per i bunker, fortificazioni e il forte ci raccontano anche un poco di Storia e Resistenza.<\/p>\n<p>Questo breve video ce lo racconta <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=ADbRY6bWsF8\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=ADbRY6bWsF8<\/a><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>#4 &#8211; COMPLESSO DI SAN GIOVANNI IN MONTE \u2013 BOLOGNA<\/strong><\/h4>\n<div id=\"attachment_2148\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/04_sangiovanninmonte.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-2148\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-2148\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/04_sangiovanninmonte-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"683\" srcset=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/04_sangiovanninmonte-1024x683.jpg 1024w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/04_sangiovanninmonte-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/04_sangiovanninmonte-768x512.jpg 768w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/04_sangiovanninmonte-600x400.jpg 600w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/04_sangiovanninmonte-1080x720.jpg 1080w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/04_sangiovanninmonte.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2148\" class=\"wp-caption-text\">Il chiostro del dipartimento di Storia dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna (foto di pubblico dominio tratta dal sito <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Chiesa_di_San_Giovanni_in_Monte\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Chiesa_di_San_Giovanni_in_Monte<\/a>)<\/p><\/div>\n<p>Ogni luogo ha una sua storia, cambia e si trasforma nel tempo, ma ci sono anche luoghi che hanno fatto la storia, per quello che hanno rappresentato o per gli eventi che vi si sono svolti, e poi ci sono le facolt\u00e0 di storia dove&#8230;si studia la storia! Ma esiste un luogo che raccolga in s\u00e9 tutte queste storie? Certo! \u00c8 il complesso di San Giovanni in Monte, nel centro di Bologna, un ex convento cinquecentesco che oggi ospita il Dipartimento di storia dell\u2019universit\u00e0 felsinea ma che durante la seconda guerra mondiale fu usato come carcere, per rinchiudere prigionieri di tutta la regione.<\/p>\n<p>Fra l\u20198 settembre 1943 e la Liberazione, nelle celle di San Giovanni in Monte furono rinchiusi oltre 7.000 detenuti, sotto autorit\u00e0 sia italiana che tedesca; si trattava soprattutto di partigiani, antifascisti, renitenti al servizio militare e al lavoro o civili vittime dei rastrellamenti, ma fu anche il luogo di concentramento per molti ebrei destinati allo sterminio. Proprio per l\u2019importanza di questo luogo nella lotta di liberazione i partigiani della 7a Gap, fingendosi repubblichini, assalirono il carcere la sera del 9 agosto 1944, permettendo l\u2019evasione di molti prigionieri della sezione maschile, con \u201cun colpo d\u2019audacia che ha dell\u2019inverosimile\u201d, come scrisse la stampa clandestina dell\u2019epoca.<\/p>\n<p>La puntata <a href=\"https:\/\/www.raiplayradio.it\/audio\/2015\/04\/La-liberazione-di-Bologna---Wikiradio-del-21042015-dd82e4cd-466e-40f2-9d4b-a71ab0627924.html\"><em>La Liberazione di Bologna<\/em><\/a> del programma Wikiradio ce lo racconta<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>#5 &#8211; PIAZZA GRANDE &#8211; MODENA<\/strong><\/h4>\n<div id=\"attachment_2149\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/05_modena-scaled.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-2149\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-2149\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/05_modena-1024x646.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"646\" srcset=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/05_modena-1024x646.jpg 1024w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/05_modena-300x189.jpg 300w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/05_modena-768x484.jpg 768w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/05_modena-600x378.jpg 600w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/05_modena-1536x969.jpg 1536w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/05_modena-2048x1292.jpg 2048w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/05_modena-1080x681.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2149\" class=\"wp-caption-text\">Piazza Grande a Modena. Nell\u2019angolo tra il Duomo e il Palazzo vescovile vi \u00e8 la targa in memoria della fucilazione del 10 novembre 1944 (immagine di pubblico dominio tratta dal sito <a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/vengomatto\/3566342498\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Piazza_Grande,_Modena.jpg<\/a>)<\/p><\/div>\n<p>\u00c8 la mattina del 30 luglio 1944 e piazza della Repubblica (oggi piazza Grande) a Modena vive il caratteristico viavai del luogo di aggregazione e di scambio per antonomasia. Ma questa non \u00e8 una mattina come le altre.<\/p>\n<p>Dopo un sabotaggio ad automezzi tedeschi ad opera dei partigiani della citt\u00e0, il Comando delle SS di Bologna, per reazione, ordina il prelievo dalle carceri di venti cittadini e partigiani, che quella mattina vengono fatti sdraiare proni su due file, uno di fianco all\u2019altro, e uccisi con un colpo alla nuca. I loro corpi saranno lasciati esposti fino al giorno seguente, per dare la maggiore visibilit\u00e0 possibile alla \u201cforza\u201d del potere nazifascista. Uno dei luoghi pi\u00f9 rappresentativi della vita cittadina diventa per tedeschi e fascisti il teatro delle pratiche pi\u00f9 spietate di violenza. Una violenza che si inasprisce ancora di pi\u00f9 nel corso dell\u2019autunno.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019uccisione di quattro fascisti, il 10 novembre il comando della Guardia nazionale repubblicana decide di fucilare i gappisti Emilio Po, Alfonso Piazza e Giacomo Ulivi, inscenando un macabro rituale: i condannati sono caricati su un camioncino che dall\u2019Accademia militare lentamente raggiunge la piazza principale, scortato da un reparto appiedato che canta inni fascisti.<\/p>\n<p>A simili scene terribili assiste Libera Valente, il personaggio interpretato da Claudia Cardinale nel film <em>Libera, amore mio!<\/em> diretto da Mauro Bolognini e uscito nelle sale nel 1975. Il film completo \u00e8 disponibile al link .<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>#6 &#8211; CIPPO PARTIGIANO SUL MONTE GIOGO \u2013 PIACENZA<\/strong><\/h4>\n<div id=\"attachment_2143\" style=\"width: 778px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/06_cippo.jpeg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-2143\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-2143\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/06_cippo-768x1024.jpeg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"1024\" srcset=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/06_cippo-768x1024.jpeg 768w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/06_cippo-225x300.jpeg 225w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/06_cippo-600x800.jpeg 600w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/06_cippo-1152x1536.jpeg 1152w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/06_cippo-1080x1440.jpeg 1080w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/06_cippo.jpeg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2143\" class=\"wp-caption-text\">(foto dell\u2019autrice)<\/p><\/div>\n<p>Piacenza e il suo Appennino sono stati per il periodo 1943-1945 una zona densa di attivit\u00e0 partigiana, quasi c\u2019\u00e8 l\u2019imbarazzo della scelta tra tutti i luoghi possibili. Ma un luogo insolito legato alla Resistenza \u00e8 un piccolo cippo partigiano sull\u2019Appennino piacentino. E\u2019 dedicato a Rino Cavaliere, giovanissimo partigiano della 38ma Brigata Garibaldi, caduto nel gennaio 1945 nel corso di un grande rastrellamento nazifascista. Vuole essere un modo per incoraggiare a riscoprire e prendersi cura di tutti quei cippi dimenticati che costellano le nostre colline e montagne \u2013 luoghi dei ribelli della Resistenza \u2013 e sulle grandi strade, come la Via Emilia, dove i partigiani facevano spesso rischiose \u201cpuntate\u201d contro i convogli nemici. Questo luogo si abbina a una canzone, \u201c<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=juG_nHlYWC4\">Storia di Gino<\/a>\u201d di Murubutu, che racconta la storia di un giovanissimo partigiano, ucciso dai tedeschi della Divisione G\u00f6ring nel corso di un rastrellamento, che potrebbe essere proprio quel Rino Cavaliere al quale \u00e8 dedicato il cippo sul Monte Giogo. La canzone si conclude con la triste domanda: \u201cCos\u2019\u00e8 rimasto di Gino? Un cippo in marmo bianco eretto in cima all\u2019Appennino\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=juG_nHlYWC4\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=juG_nHlYWC4<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>#7 &#8211; CASCINA ASSIANO &#8211; MILANO<\/strong><\/h4>\n<div id=\"attachment_2150\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/07_Milano_-_cascina_Assiano.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-2150\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-2150\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/07_Milano_-_cascina_Assiano.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/07_Milano_-_cascina_Assiano.jpg 1024w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/07_Milano_-_cascina_Assiano-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/07_Milano_-_cascina_Assiano-768x576.jpg 768w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/07_Milano_-_cascina_Assiano-600x450.jpg 600w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/07_Milano_-_cascina_Assiano-510x382.jpg 510w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2150\" class=\"wp-caption-text\">(foto dell&#8217;autore)<\/p><\/div>\n<p>Campagna lombarda, esterno giorno. Come non pensare subito a una cascina immersa nella quiete dei campi? Ecco, questi insediamenti produttivi rappresentano l&#8217;immaginario attorno a cui si sono intrecciate le vicende del mondo contadino per secoli. Unico presidio sfruttabile anche negli anni della guerra. Lontane dalla citt\u00e0 erano luoghi perfetti per nascondersi, ma anche per pianificare interventi strategici. Cos\u00ec il nostro luogo insolito \u00e8 una cascina, una come tante, alle porte di Milano. <strong>Cascina Assiano <\/strong>si trovava sulla strada per Cusago, ed era compresa in quel territorio che il comando milanese delle Brigate Garibaldi chiamava &#8220;zona D&#8221;. Da qui si organizzavano le operazioni di recupero degli aviolanci alleati e, sempre qui, si raccoglievano armi e materiali destinati alle brigate in val d&#8217;Ossola. Merito del &#8220;gruppo Assiano&#8221;, sorto nella primavera del 1944, di cui gli antifascisti fucilati quell&#8217;anno in viale Tibaldi facevano parte. Questo fu anche il luogo scelto per la breve prigionia, prima della fucilazione, di Luisa Ferida e del compagno Osvaldo Valenti, noti divi del cinema, lui tenente della X\u00b0 Mas. Un breve passaggio che non \u00e8 sfuggito all\u2019occhio del regista Marco Tullio Giordana nel suo film <em>Sanguepazzo <\/em>(2008), che dei due attori ne ricostruisce le vicende degli ultimi anni di vita.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=RHFUNBvy7Rg\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=RHFUNBvy7Rg<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>#8 &#8211; SENTIERI E STRADE D\u2019ITALIA<\/strong><\/h4>\n<div id=\"attachment_2142\" style=\"width: 751px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/08_cvl.gif\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-2142\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-2142\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/08_cvl.gif\" alt=\"\" width=\"741\" height=\"453\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2142\" class=\"wp-caption-text\">Sfilata del Comitato Volontari della Libert\u00e0, Milano, 6 maggio 1945 (immagine di pubblico dominio tratta dal sito <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ferruccio_Parri\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ferruccio_Parri<\/a>)<\/p><\/div>\n<p>La Resistenza in Italia \u00e8 durata ventidue mesi, dall\u20198 settembre 1943, giorno dell\u2019Armistizio con le potenze anglo-americane, al 25 aprile 1945, giorno in cui il generale Raffaele Cadorna \u201cValenti\u201d proclam\u00f2 l\u2019insurrezione generale a Milano. La Liberazione \u00e8 arrivata, insieme alla Pasqua e alla primavera, diventando per gran parte dei cittadini italiani una possibilit\u00e0 di tornare ad agire, pensare e vivere in modo libero dopo pi\u00f9 di vent\u2019anni di fascismo.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 stato possibile grazie a migliaia di persone, donne e uomini, che si sono organizzate, scegliendo da che parte stare, esponendosi a rischi e pericoli e lo hanno fatto percorrendo strade e sentieri in tutto il Paese, nelle citt\u00e0, nelle campagne e sui monti, con la neve e con il sole, a piedi e in bicicletta, portando messaggi, armi e viveri.<\/p>\n<p>Prendiamo quindi il romanzo <em>Il sentiero dei nidi di ragno<\/em> di Italo Calvino come simbolo di tutti i percorsi battuti per arrivare alla Liberazione. Percorsi che magari erano stretti, conosciuti da pochissimi, ma che sono stati lo stesso importanti per arrivare a questo giorno, un passo dopo l\u2019altro. Sul sito di <a href=\"https:\/\/www.raiplayradio.it\/playlist\/2018\/01\/radio3-ad-alta-voce-Il-sentiero-dei-nidi-di-ragno-292afdbd-86dc-46aa-aced-0e9dca314f3d.html\">RaiPlay Radio<\/a> si trova l\u2019audiolibro completo, mentre i Modena City Ramblers gli hanno dedicato il bellissimo brano <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=7FtCsfXte4U\"><em>Il sentiero<\/em><\/a>.<\/p>\n<blockquote><p><em>Pin va per i sentieri che girano intorno al torrente, posti scoscesi dove nessuno coltiva. Ci sono strade che lui solo conosce e che gli altri ragazzi si struggerebbero di sapere: un posto, c\u2019\u00e8, dove fanno il nido i ragni, e solo Pin lo sa ed \u00e8 l\u2019unico in tutta la vallata, forse in tutta la regione: mai nessun ragazzo ha saputo di ragni che facciano il nido, tranne Pin.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Otto luoghi simbolici della Resistenza raccontati a modo nostro. Un percorso a tappe nella storia, in collegamento con vari prodotti culturali da noi selezionati.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2142,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"<p>Questa storia \u00e8 fatta di simboli. Ci basta ricordare una data per accendere un immaginario e ci basta aggiungere un concetto per dargli profondit\u00e0. La data \u00e8 quella del 25 aprile 1945 e il concetto \u00e8 l\u2019antifascismo. Sono queste le coordinate che tracciano un percorso fatto di eventi, luoghi e persone. Percorreremo la penisola, da sud a nord, seguiremo le operazioni militari dell\u2019esercito alleato mentre cittadini, partigiani, pi\u00f9 o meno organizzati con forza, tattica e sapienza tessevano la trama dell\u2019Italia che sarebbe stata. Tutti pensiamo di conoscerla, eppure ogni volta ci riserva delle sorprese. La Resistenza non \u00e8 solo Bandiera Rossa e Bella Ciao, \u00e8 un luogo vivo e ideale scritto nella nostra Costituzione e fatto di stadi, ville, cascine, conventi, fortezze, piazze, sentieri e cippi dimenticati. Quella che state per leggere \u00e8 un storia di otto luoghi simbolici testimoni di quelle vicende. PopHistory vi accompagner\u00e0 in questo percorso nella Resistenza e lo far\u00e0 grazie al collegamento con vari prodotti culturali che i nostri soci hanno selezionato. Non ci resta che augurarvi buona lettura e buon viaggio! #Pop8<\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>STADIO ARTEMIO FRANCHI - FIRENZE<\/strong><\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p>Lo stadio Artemio Franchi, situato nel quartiere fiorentino di Campo di Marte, \u00e8 un luogo sicuramente noto per le vicende sportive e calcistiche, ma probabilmente meno per un episodio avvenuto il 23 marzo 1944 e che \u00e8 probabilmente l\u2019episodio pi\u00f9 noto legato alla renitenza alla leva durante la Seconda guerra mondiale in Italia.<\/p><p>Nei pressi dello stadio vengono fucilati per rappresaglia Leandro Corona, Ottorino Quiti, Antonio Raddi, Adriano Santoni e Guido Targetti, 5 giovani che avevano rifiutato la chiamata alle armi della Repubblica sociale italiana, che prevedeva l\u2019arruolamento forzato di tutti i nati negli anni 1923, 1924, 1925.<\/p><p>L\u2019esecuzione avviene per mano fascista e ha intenti intimidatori: la popolazione \u00e8 costretta ad assistervi, insieme ad altri giovani arruolati, e questo scuote enormemente tutta la cittadinanza. A difendere invece l\u2019esecuzione, quasi a rivendicarla, fu invece il filosofo e ministro dell\u2019istruzione Giovanni Gentile, che anche per questo viene in seguito assassinato dai GAP fiorentini.<\/p><p>Tre di loro scrissero sicuramente un\u2019ultima lettera: gli scritti di Targetti e Corona sono pubblicate nella raccolta \u201cLettere di condannati a morte della Resistenza italiana\u201d di Malvezzi e Pirelli; il volume \u201cUltime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza\u201d di Mimmo Franzielli conserva invece quella di Quiti e non quella di Corona. La banca dati<a href=\"http:\/\/www.ultimelettere.it\"> www.ultimelettere.it<\/a> le ha infine tutte e tre.<\/p><p>\u00a0<\/p><p>Lo stadio Artemio Franchi nel 1941 (foto di pubblico dominio tratta dal sito <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stadio_Artemio_Franchi#\/media\/File:Artemio_Franch.jpg\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stadio_Artemio_Franchi#\/media\/File:Artemio_Franch.jpg<\/a>)<\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>VILLA GENTILI - RIMINI<\/strong><\/p><p>\u00a0<\/p><p>La Seconda guerra mondiale interrompe bruscamente il turismo balneare riminese e cambia notevolmente l\u2019aspetto della zona costiera. Ville e alberghi vengono requisiti e riconvertiti per le esigenze belliche.<\/p><p>Tra questi, Villa Gentili, edificata a fine Ottocento accanto agli omonimi cantieri navali, punta di spicco della nascente industria navale riminese. Nel 1942 i cantieri vengono acquisiti da una societ\u00e0 bergamasca. In seguito all\u20198 settembre 1943, la villa diventa una base tedesca.<\/p><p>I bombardamenti del 1944 danneggiano gravemente l\u2019edificio. All\u2019indomani della Liberazione, il 22 settembre, in questi locali si tiene un incontro tra il CLN riminese e il comandante alleato, per discutere della nomina della nuova giunta cittadina. Le consultazioni porteranno alla nomina a Sindaco del socialista Arturo Clari, gi\u00e0 sindaco di Rimini prima dell\u2019avvento del fascismo.<\/p><p>Il film<em> Estate violenta<\/em> (1959) del regista Valerio Zurlini racconta questo momento di rottura attraverso le vicende di Carlo, figlio di un gerarca fascista della citt\u00e0 che fu di Federico Fellini.<\/p><p>\u00a0<\/p><p><a href=\"https:\/\/www.ivid.it\/trailer\/film\/1959\/estate-violenta\/trailer-italiano-20111.html\">https:\/\/www.ivid.it\/trailer\/film\/1959\/estate-violenta\/trailer-italiano-20111.html<\/a><\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>FORTE UMBERTO I - ISOLA PALMARIA, LA SPEZIA<\/strong><\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p>Tra il 1943 e il 1945 la storia della Resistenza spezzina passa anche dall\u2019isola Palmaria, posta di fronte alla citt\u00e0. La zona pi\u00f9 protetta e fortificata dell\u2019intera provincia proprio perch\u00e9 in posizione strategica all\u2019imbocco del golfo, dove risiedeva l\u2019Arsenale Militare della Marina.<br \/>Oltre alle batterie per la contraerea e antinavale esiste anche un forte, chiamato Umberto I, situato nella punta nord orientale dell'isola, ma soprattutto una detestata prigione o punto di passaggio per dissidenti e prigionieri politici in quegli anni. Cosa non nuova, poich\u00e9 gi\u00e0 nel 1923 i fascisti di Ortonovo, imprigionarono sull\u2019isola il sindaco della Spezia (1915 -1917).<br \/>Anche persone di umili origini come Liliana Maranini, una delle numerose deportate spezzine, fu arrestata dalle SS tedesche il 31 agosto 1944 sull\u2019isola, dove prestava servizio come cuoca, e racconta di diversi prigionieri antifascisti che passarono dalla Palmaria.<\/p><p>Oltre ai militari l\u2019isola era popolata dai lavoratori di ditte esterne o affiliate ai tedeschi e questi uomini, che lavoravano alle fortificazioni, erano soliti fornire informazioni precise ai partigiani locali della vicina PortoVenere sulle posizioni e funzionamento degli armamenti.<\/p><p>Il fascino di camminare su quei sentieri, come la celebre Scala dei Condannati, e girovagare per i bunker, fortificazioni e il forte ci raccontano anche un poco di Storia e Resistenza.<\/p><p>Questo breve video ce lo racconta <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=ADbRY6bWsF8\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=ADbRY6bWsF8<\/a><\/p><p>L\u2019isola di Palmaria vista dalla vicina Portovenere (immagine di pubblico dominio tratta dal sito <a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/vengomatto\/3566342498\">https:\/\/www.flickr.com\/photos\/vengomatto\/3566342498<\/a>)<\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>COMPLESSO DI SAN GIOVANNI IN MONTE \u2013 BOLOGNA<\/strong><\/p><p>Ogni luogo ha una sua storia, cambia e si trasforma nel tempo, ma ci sono anche luoghi che hanno fatto la storia, per quello che hanno rappresentato o per gli eventi che vi si sono svolti, e poi ci sono le facolt\u00e0 di storia dove...si studia la storia! Ma esiste un luogo che raccolga in s\u00e9 tutte queste storie? Certo! \u00c8 il complesso di San Giovanni in Monte, nel centro di Bologna, un ex convento cinquecentesco che oggi ospita il Dipartimento di storia dell\u2019universit\u00e0 felsinea ma che durante la seconda guerra mondiale fu usato come carcere, per rinchiudere prigionieri di tutta la regione.<\/p><p>Fra l\u20198 settembre 1943 e la Liberazione, nelle celle di San Giovanni in Monte furono rinchiusi oltre 7.000 detenuti, sotto autorit\u00e0 sia italiana che tedesca; si trattava soprattutto di partigiani, antifascisti, renitenti al servizio militare e al lavoro o civili vittime dei rastrellamenti, ma fu anche il luogo di concentramento per molti ebrei destinati allo sterminio. Proprio per l\u2019importanza di questo luogo nella lotta di liberazione i partigiani della 7a Gap, fingendosi repubblichini, assalirono il carcere la sera del 9 agosto 1944, permettendo l\u2019evasione di molti prigionieri della sezione maschile, con \u201cun colpo d\u2019audacia che ha dell\u2019inverosimile\u201d, come scrisse la stampa clandestina dell\u2019epoca.<\/p><p>La puntata <a href=\"https:\/\/www.raiplayradio.it\/audio\/2015\/04\/La-liberazione-di-Bologna---Wikiradio-del-21042015-dd82e4cd-466e-40f2-9d4b-a71ab0627924.html\"><em>La Liberazione di Bologna<\/em><\/a> del programma Wikiradio ce lo racconta<\/p><p>Il chiostro del dipartimento di Storia dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna (foto di pubblico dominio tratta dal sito <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Chiesa_di_San_Giovanni_in_Monte\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Chiesa_di_San_Giovanni_in_Monte<\/a>)<\/p><p>\u00a0<\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>PIAZZA GRANDE - MODENA<\/strong><\/p><p>\u00a0<\/p><p>\u00c8 la mattina del 30 luglio 1944 e piazza della Repubblica (oggi piazza Grande) a Modena vive il caratteristico viavai del luogo di aggregazione e di scambio per antonomasia. Ma questa non \u00e8 una mattina come le altre.<\/p><p>Dopo un sabotaggio ad automezzi tedeschi ad opera dei partigiani della citt\u00e0, il Comando delle SS di Bologna, per reazione, ordina il prelievo dalle carceri di venti cittadini e partigiani, che quella mattina vengono fatti sdraiare proni su due file, uno di fianco all\u2019altro, e uccisi con un colpo alla nuca. I loro corpi saranno lasciati esposti fino al giorno seguente, per dare la maggiore visibilit\u00e0 possibile alla \u201cforza\u201d del potere nazifascista. Uno dei luoghi pi\u00f9 rappresentativi della vita cittadina diventa per tedeschi e fascisti il teatro delle pratiche pi\u00f9 spietate di violenza. Una violenza che si inasprisce ancora di pi\u00f9 nel corso dell\u2019autunno.<\/p><p>Dopo l\u2019uccisione di quattro fascisti, il 10 novembre il comando della Guardia nazionale repubblicana decide di fucilare i gappisti Emilio Po, Alfonso Piazza e Giacomo Ulivi, inscenando un macabro rituale: i condannati sono caricati su un camioncino che dall\u2019Accademia militare lentamente raggiunge la piazza principale, scortato da un reparto appiedato che canta inni fascisti.<\/p><p>A simili scene terribili assiste Libera Valente, il personaggio interpretato da Claudia Cardinale nel film <em>Libera, amore mio!<\/em> diretto da Mauro Bolognini e uscito nelle sale nel 1975. Il film completo \u00e8 disponibile al link <a href=\"https:\/\/bit.ly\/Liberaamoremio\">https:\/\/bit.ly\/Liberaamoremio<\/a>.<\/p><p>\u00a0<\/p><p>Piazza Grande a Modena. Nell\u2019angolo tra il Duomo e il Palazzo vescovile vi \u00e8 la targa in memoria della fucilazione del 10 novembre 1944 (immagine di pubblico dominio tratta dal sito <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Piazza_Grande,_Modena.jpg\">https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Piazza_Grande,_Modena.jpg<\/a>)<\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>CIPPO PARTIGIANO SUL MONTE GIOGO \u2013 PIACENZA<\/strong><\/p><p>Piacenza e il suo Appennino sono stati per il periodo 1943-1945 una zona densa di attivit\u00e0 partigiana, quasi c\u2019\u00e8 l\u2019imbarazzo della scelta tra tutti i luoghi possibili. Ma un luogo insolito legato alla Resistenza \u00e8 un piccolo cippo partigiano sull\u2019Appennino piacentino. E\u2019 dedicato a Rino Cavaliere, giovanissimo partigiano della 38ma Brigata Garibaldi, caduto nel gennaio 1945 nel corso di un grande rastrellamento nazifascista. Vuole essere un modo per incoraggiare a riscoprire e prendersi cura di tutti quei cippi dimenticati che costellano le nostre colline e montagne \u2013 luoghi dei ribelli della Resistenza \u2013 e sulle grandi strade, come la Via Emilia, dove i partigiani facevano spesso rischiose \u201cpuntate\u201d contro i convogli nemici. Questo luogo si abbina a una canzone, \u201c<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=juG_nHlYWC4\">Storia di Gino<\/a>\u201d di Murubutu, che racconta la storia di un giovanissimo partigiano, ucciso dai tedeschi della Divisione G\u00f6ring nel corso di un rastrellamento, che potrebbe essere proprio quel Rino Cavaliere al quale \u00e8 dedicato il cippo sul Monte Giogo. La canzone si conclude con la triste domanda: \u201cCos\u2019\u00e8 rimasto di Gino? Un cippo in marmo bianco eretto in cima all\u2019Appennino\u201d.<\/p><p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=juG_nHlYWC4\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=juG_nHlYWC4<\/a><\/p><p>\u00a0<\/p><p>(foto dell\u2019autrice)<\/p><p>\u00a0<\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>CASCINA ASSIANO - MILANO<\/strong><\/p><p>\u00a0<\/p><p>Campagna lombarda, esterno giorno. Come non pensare subito a una cascina immersa nella quiete dei campi? Ecco, questi insediamenti produttivi rappresentano l'immaginario attorno a cui si sono intrecciate le vicende del mondo contadino per secoli. Unico presidio sfruttabile anche negli anni della guerra. Lontane dalla citt\u00e0 erano luoghi perfetti per nascondersi, ma anche per pianificare interventi strategici. Cos\u00ec il nostro luogo insolito \u00e8 una cascina, una come tante, alle porte di Milano. <strong>Cascina Assiano <\/strong>si trovava sulla strada per Cusago, ed era compresa in quel territorio che il comando milanese delle Brigate Garibaldi chiamava \"zona D\". Da qui si organizzavano le operazioni di recupero degli aviolanci alleati e, sempre qui, si raccoglievano armi e materiali destinati alle brigate in val d'Ossola. Merito del \"gruppo Assiano\", sorto nella primavera del 1944, di cui gli antifascisti fucilati quell'anno in viale Tibaldi facevano parte. Questo fu anche il luogo scelto per la breve prigionia, prima della fucilazione, di Luisa Ferida e del compagno Osvaldo Valenti, noti divi del cinema, lui tenente della X\u00b0 Mas. Un breve passaggio che non \u00e8 sfuggito all\u2019occhio del regista Marco Tullio Giordana nel suo film <em>Sanguepazzo <\/em>(2008), che dei due attori ne ricostruisce le vicende degli ultimi anni di vita.<\/p><p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=RHFUNBvy7Rg\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=RHFUNBvy7Rg<\/a><\/p><p>\u00a0<\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>SENTIERI E STRADE D\u2019ITALIA<\/strong><\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p>La Resistenza in Italia \u00e8 durata ventidue mesi, dall\u20198 settembre 1943, giorno dell\u2019Armistizio con le potenze anglo-americane, al 25 aprile 1945, giorno in cui il generale Raffaele Cadorna \u201cValenti\u201d proclam\u00f2 l\u2019insurrezione generale a Milano. La Liberazione \u00e8 arrivata, insieme alla Pasqua e alla primavera, diventando per gran parte dei cittadini italiani una possibilit\u00e0 di tornare ad agire, pensare e vivere in modo libero dopo pi\u00f9 di vent\u2019anni di fascismo.<\/p><p>Questo \u00e8 stato possibile grazie a migliaia di persone, donne e uomini, che si sono organizzate, scegliendo da che parte stare, esponendosi a rischi e pericoli e lo hanno fatto percorrendo strade e sentieri in tutto il Paese, nelle citt\u00e0, nelle campagne e sui monti, con la neve e con il sole, a piedi e in bicicletta, portando messaggi, armi e viveri.<\/p><p>Prendiamo quindi il romanzo <em>Il sentiero dei nidi di ragno<\/em> di Italo Calvino come simbolo di tutti i percorsi battuti per arrivare alla Liberazione. Percorsi che magari erano stretti, conosciuti da pochissimi, ma che sono stati lo stesso importanti per arrivare a questo giorno, un passo dopo l\u2019altro. Sul sito di <a href=\"https:\/\/www.raiplayradio.it\/playlist\/2018\/01\/radio3-ad-alta-voce-Il-sentiero-dei-nidi-di-ragno-292afdbd-86dc-46aa-aced-0e9dca314f3d.html\">RaiPlay Radio<\/a> si trova l\u2019audiolibro completo, mentre i Modena City Ramblers gli hanno dedicato il bellissimo brano <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=7FtCsfXte4U\"><em>Il sentiero<\/em><\/a>.<\/p><p>\u00a0<\/p><p><em>Pin va per i sentieri che girano intorno al torrente, posti scoscesi dove nessuno coltiva. Ci sono strade che lui solo conosce e che gli altri ragazzi si struggerebbero di sapere: un posto, c\u2019\u00e8, dove fanno il nido i ragni, e solo Pin lo sa ed \u00e8 l\u2019unico in tutta la vallata, forse in tutta la regione: mai nessun ragazzo ha saputo di ragni che facciano il nido, tranne Pin.<\/em><\/p><p>\u00a0<\/p><p>Sfilata del Comitato Volontari della Libert\u00e0, Milano, 6 maggio 1945 (immagine di pubblico dominio tratta dal sito <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ferruccio_Parri\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ferruccio_Parri<\/a>)<\/p>","_et_gb_content_width":""},"categories":[10],"tags":[238,237],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v16.0.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>8 luoghi simbolici della Resistenza italiana raccontati da PopHistory - PopHistory<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"PopHistory vi accompagna in un percorso nella Resistenza grazie al collegamento con vari prodotti culturali che i nostri soci hanno selezionato.\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/popevents\/8-luoghi-simbolici-della-resistenza-italiana-raccontati-da-pophistory\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"8 luoghi simbolici della Resistenza italiana raccontati da PopHistory - 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