{"id":2161,"date":"2020-05-25T12:26:18","date_gmt":"2020-05-25T12:26:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pophistory.it\/?p=2161"},"modified":"2020-05-25T14:56:52","modified_gmt":"2020-05-25T14:56:52","slug":"come-mi-batte-forte-il-tuo-cuore","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/popreview\/come-mi-batte-forte-il-tuo-cuore\/","title":{"rendered":"Come mi batte forte il tuo cuore"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section bb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;section&#8221;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_post_title admin_label=&#8221;Titolo del Post&#8221; title=&#8221;on&#8221; meta=&#8221;on&#8221; author=&#8221;off&#8221; date=&#8221;off&#8221; categories=&#8221;on&#8221; comments=&#8221;off&#8221; featured_image=&#8221;on&#8221; featured_placement=&#8221;below&#8221; parallax_effect=&#8221;off&#8221; parallax_method=&#8221;on&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; text_color=&#8221;dark&#8221; text_background=&#8221;off&#8221; text_bg_color=&#8221;rgba(255,255,255,0.9)&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; title_font=&#8221;|on||on|&#8221; meta_font_size=&#8221;20&#8243; meta_text_color=&#8221;#e09900&#8243; title_font_size=&#8221;35px&#8221; \/][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: center; font-size: small;\"><strong>Foto tratta dal profilo Flickr di <em>ho visto Nina volare<\/em> (<a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/41099823@N00\/4149126401\" rel=\"noopener noreferrer\" target=\"_blank\">https:\/\/www.flickr.com\/photos\/41099823@N00\/4149126401<\/a>), licenza <a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/2.0\/\" rel=\"noopener noreferrer\" target=\"_blank\">CC 2.0<\/a><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<h4><strong>di Silvia Lotti<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221;]<\/p>\n<p>Era l\u00ec, in mezzo a tutti i miei libri di saggistica, da un paio d\u2019anni, comprato sull\u2019onda dell\u2019emozione in una bancarella dell\u2019usato. Ha ancora il copri prezzo, un regalo non apprezzato si vede. Peccato, perch\u00e9 \u00e8 un gran bel libro. Non un saggio, non un romanzo, quanto un percorso, una ricerca. Fino ad ora lo guardavo da lontano e lui guardava me dallo scaffale della libreria, incerta se provare a vedere cosa ci fosse dentro, perch\u00e9 sapevo che sarebbe stato intenso. Poi \u00e8 arrivata la quarantena, chiusa nel nido di casa \u2013 un nido che potesse contenere e concentrare la sofferenza &#8211; e ho deciso che era arrivato il momento.<\/p>\n<p><em>Come mi batte forte il tuo cuore<\/em> \u00e8 il percorso che ha compiuto Benedetta Tobagi per conoscere il padre Walter, di cui non aveva praticamente alcun ricordo da vivo. Walter Tobagi \u00e8 stato un giornalista del Corriere della Sera, ucciso da alcuni terroristi della Brigata XVIII marzo la mattina del 28 maggio 1980 a pochi passi da casa. \u00c8 stato tra le ultime vittime degli anni Settanta; pochi mesi dopo ci sar\u00e0 con la strage di Bologna, grande atto finale di un decennio concentrato e faticoso da vivere.<\/p>\n<p>\u00c8 un percorso, quello che fa l\u2019autrice, pubblico e privato allo stesso tempo, poich\u00e9 cerca di capire chi fosse il Walter Tobagi giornalista e il Walter Tobagi uomo e padre. Allo stesso modo, cerca di accettare il dolore di figlia cresciuta senza padre sia per il proprio sentire interiore, sia per la proprio identit\u00e0 \u201cpubblica\u201d dell\u2019essere \u201cfiglia di\u201d.<\/p>\n<p>La figura di Walter Tobagi \u00e8 anche la lente di ingrandimento per guardare agli anni Settanta, ancora cos\u00ec incastonati nell\u2019immagine cristallizzata di <em>anni di piombo<\/em>, nonostante sia stato un decennio di grande fermento culturale e sociale \u2013 le grandi riforme sociali italiane vengono da l\u00ec. In questo libro memoria e storia cercano di andare di pari passo, incrociando vissuti personali e fonti, documenti e rappresentazioni. Gli anni Settanta, credo, si trovano in una situazione di passaggio: sono oggetto di <strong>storia<\/strong> perch\u00e9 tanti sono i progetti di ricerca e di restituzione pubblica che sono portati avanti da diversi anni; sono oggetto di <strong>memoria<\/strong> privata e pubblica, poich\u00e9 i parenti delle vittime e molti terroristi sono vivi e ancora si stanno interrogando sugli eventi di quegli anni; sono materia di <strong>giornalismo<\/strong> poich\u00e9, tra le tante cose, gli esiti giudiziari di alcuni processi iniziati in quegli anni devono ancora concludersi o sono fermi a sentenze insoddisfacenti. Sono un terreno in cui i contorni sfumano e non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 un confine netto tra l\u2019essere uno storico che parla degli anni Settanta o essere un semplice protagonista di quegli anni che ricorda un pezzo della sua vita. Un esempio pu\u00f2 essere il libro <em>Le ragioni di un decennio. 1969-1979. Militanza, violenza, sconfitta, memoria.<\/em> di Giovanni De Luna, in cui guarda a quel passato con un doppio paio di occhiali, quello dello storico e quello del militante di allora. Benedetta Tobagi stessa ha la doppia veste di parente di una vittima e di storica.<\/p>\n<p>Grazie alle pagine scritte da Benedetta, ne esce una figura di alto profilo morale, che, se fosse ancora vivo, scriverebbe ancora analisi lucide e lungimiranti sull\u2019attualit\u00e0. Ci lascia un esempio di approccio alla realt\u00e0 e alle professioni che indagano su di essa estremamente onesto e radicale. Credo che permetta a tutti i lavoratori della conoscenza e della societ\u00e0 di tirare un sospiro di sollievo. Perch\u00e9 d\u00e0 un senso profondo a un ruolo che va anche svolto in lentezza, prendendosi delle pause di riflessione, guardando la realt\u00e0 da una posizione discosta, potendosi avvalere del suo essere controcorrente rispetto alla velocit\u00e0 del mondo contemporaneo. Diventa cos\u00ec una questione di metodo.<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abPap\u00e0 la sente tutta la responsabilit\u00e0 di parlare a centinaia di migliaia di persone ogni giorno. Le sue convinzioni circa i compiti di giornalista si concentrano nella massima: \u201cPoter capire, voler spiegare\u201d. Si sente vicino a quella che Bocca definisce la funzione maieutica della stampa: \u201caiutare la gente a tirare fuori quello che ha dentro\u201d, informare con l\u2019intento di fornire al lettore gli strumenti per ragionare e chiavi interpretative per intendere la realt\u00e0. [\u2026] \u201cLe conclusioni vengono sempre dopo un\u2019inchiesta, e non prima\u201d, diceva citando Mao Zedong; dalla pratica del \u201cmestiere di storico\u201d trattiene poi la necessit\u00e0 di controllare le proprie passioni politiche nell\u2019interpretare i fatti e le fonti [\u2026]\u00bb<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>E, forte della sua formazione storica, sapeva come coniugare le esigenze del giornalismo con quelle della ricerca storica, spesso non sempre di facili rapporti, salvando il buono dell\u2019uno e dell\u2019altra.<\/p>\n<p>Un ruolo scelto e portato avanti da parte di Tobagi con un\u2019intenzione ben precisa, che ci lascia con parole molto ferme, rivendicando un modo di vivere la propria libert\u00e0 non scontato in un periodo di contrapposizioni politiche forti, in cui il vestire una casacca piuttosto che un\u2019altra \u00e8 costata la vita di molte persone. Tobagi la vita ce l\u2019ha rimessa lo stesso, ma \u00e8 stato l\u2019ultimo a essere toccato, finch\u00e9 ha potuto si \u00e8 difeso.<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abE mi sono risposto che al lavoro affannoso di questi mesi va data una ragione, che io sento molto forte: \u00e8 la ragione di una persona che si sente intellettualmente onesta, libera e indipendente, e cerca di capire perch\u00e9 si \u00e8 arrivati a questo punto di lacerazione sociale, di disprezzo dei valori umani. Mi sento molto eclettico, ideologicamente; ma sento anche che questo eclettismo non \u00e8 un male, \u00e8 una ricerca: \u00e8 la ricerca di un bandolo fra tante verit\u00e0 parziali che esistono, e non si possono n\u00e9 accettare n\u00e9 respingere in blocco.\u00bb<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Benedetta riesce a tenere insieme tanti fili, che vanno a intrecciarsi nel nodo di tutto, suo padre. Al di l\u00e0 di tutte le questioni e di parole sbrodolate, rimane la dolcezza e la pace dell\u2019aver ritrovato una persona che dava perduta per sempre.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Silvia Lotti recensisce per noi &#8220;Come mi batte forte il tuo cuore&#8221; di Benedetta Tobagi<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"<p>Era l\u00ec, in mezzo a tutti i miei libri di saggistica, da un paio d\u2019anni, comprato sull\u2019onda dell\u2019emozione in una bancarella dell\u2019usato. Ha ancora il copri prezzo, un regalo non apprezzato si vede. Peccato, perch\u00e9 \u00e8 un gran bel libro. Non un saggio, non un romanzo, quanto un percorso, una ricerca. Fino ad ora lo guardavo da lontano e lui guardava me dallo scaffale della libreria, incerta se provare a vedere cosa ci fosse dentro, perch\u00e9 sapevo che sarebbe stato intenso. Poi \u00e8 arrivata la quarantena, chiusa nel nido di casa \u2013 un nido che potesse contenere e concentrare la sofferenza - e ho deciso che era arrivato il momento.<\/p><p><em>Come mi batte forte il tuo cuore<\/em> \u00e8 il percorso che ha compiuto Benedetta Tobagi per conoscere il padre Walter, di cui non aveva praticamente alcun ricordo da vivo. Walter Tobagi \u00e8 stato un giornalista del Corriere della Sera, ucciso da alcuni terroristi della Brigata XVIII marzo la mattina del 28 maggio 1980 a pochi passi da casa. \u00c8 stato tra le ultime vittime degli anni Settanta; pochi mesi dopo ci sar\u00e0 con la strage di Bologna, grande atto finale di un decennio concentrato e faticoso da vivere.<\/p><p>\u00c8 un percorso, quello che fa l\u2019autrice, pubblico e privato allo stesso tempo, poich\u00e9 cerca di capire chi fosse il Walter Tobagi giornalista e il Walter Tobagi uomo e padre. Allo stesso modo, cerca di accettare il dolore di figlia cresciuta senza padre sia per il proprio sentire interiore, sia per la proprio identit\u00e0 \u201cpubblica\u201d dell\u2019essere \u201cfiglia di\u201d.<\/p><p>La figura di Walter Tobagi \u00e8 anche la lente di ingrandimento per guardare agli anni Settanta, ancora cos\u00ec incastonati nell\u2019immagine cristallizzata di <em>anni di piombo<\/em>, nonostante sia stato un decennio di grande fermento culturale e sociale \u2013 le grandi riforme sociali italiane vengono da l\u00ec. In questo libro memoria e storia cercano di andare di pari passo, incrociando vissuti personali e fonti, documenti e rappresentazioni. 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Militanza, violenza, sconfitta, memoria.<\/em> di Giovanni De Luna, in cui guarda a quel passato con un doppio paio di occhiali, quello dello storico e quello del militante di allora. Benedetta Tobagi stessa ha la doppia veste di parente di una vittima e di storica.<\/p><p>Grazie alle pagine scritte da Benedetta, ne esce una figura di alto profilo morale, che, se fosse ancora vivo, scriverebbe ancora analisi lucide e lungimiranti sull\u2019attualit\u00e0. Ci lascia un esempio di approccio alla realt\u00e0 e alle professioni che indagano su di essa estremamente onesto e radicale. Credo che permetta a tutti i lavoratori della conoscenza e della societ\u00e0 di tirare un sospiro di sollievo. Perch\u00e9 d\u00e0 un senso profondo a un ruolo che va anche svolto in lentezza, prendendosi delle pause di riflessione, guardando la realt\u00e0 da una posizione discosta, potendosi avvalere del suo essere controcorrente rispetto alla velocit\u00e0 del mondo contemporaneo. Diventa cos\u00ec una questione di metodo.<\/p><blockquote><p><em>\u00abPap\u00e0 la sente tutta la responsabilit\u00e0 di parlare a centinaia di migliaia di persone ogni giorno. Le sue convinzioni circa i compiti di giornalista si concentrano nella massima: \u201cPoter capire, voler spiegare\u201d. Si sente vicino a quella che Bocca definisce la funzione maieutica della stampa: \u201caiutare la gente a tirare fuori quello che ha dentro\u201d, informare con l\u2019intento di fornire al lettore gli strumenti per ragionare e chiavi interpretative per intendere la realt\u00e0. 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