{"id":2232,"date":"2020-06-19T11:52:25","date_gmt":"2020-06-19T11:52:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pophistory.it\/?p=2232"},"modified":"2020-06-19T11:58:55","modified_gmt":"2020-06-19T11:58:55","slug":"una-divisa-per-nino","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/popreview\/una-divisa-per-nino\/","title":{"rendered":"Una divisa per Nino"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section bb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;section&#8221;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_post_title admin_label=&#8221;Titolo del Post&#8221; title=&#8221;on&#8221; meta=&#8221;on&#8221; author=&#8221;off&#8221; date=&#8221;off&#8221; categories=&#8221;on&#8221; comments=&#8221;off&#8221; featured_image=&#8221;on&#8221; featured_placement=&#8221;below&#8221; parallax_effect=&#8221;off&#8221; parallax_method=&#8221;on&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; text_color=&#8221;dark&#8221; text_background=&#8221;off&#8221; text_bg_color=&#8221;rgba(255,255,255,0.9)&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; title_font=&#8221;|on||on|&#8221; meta_font_size=&#8221;20&#8243; meta_text_color=&#8221;#e09900&#8243; title_font_size=&#8221;35px&#8221; \/][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: center; font-size: small;\"><strong>Opera nazionale Balilla. Adunata di balilla con moschetto Balilla a tracolla.<br \/>\nFoto di ignoto &#8211; coll.priv., <a href=\"\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Balilla_adunata.jpg\" title=\"Questa \u00e8 una fotografia pubblicata in territorio italiano o ivi realizzata senza essere mai stata pubblicata all'estero[1] ed \u00e8 nel pubblico dominio poich\u00e9 il copyright \u00e8 scaduto\">Pubblico dominio<\/a>, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?curid=3173094\">Collegamento<\/a><\/strong><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<h4><strong>di Tiziano Vernazza<\/strong><\/h4>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221;]<\/p>\n<p>Raccontare la storia ai bambini non \u00e8 mai facile, non tanto perch\u00e9 ci relazioniamo a degli esseri umani troppo giovani per capire gli eventi del passato, bens\u00ec per la difficolt\u00e0 che abbiamo noi adulti a raccontarli senza contaminare la narrazione con le nostre impressioni o considerazioni personali.<br \/>\n<em>Una divisa per Nino<\/em> di Francesca La Mantia si presenta come un libro molto intelligente in questo senso, perch\u00e9 non vuole illustrare la storia del fascismo per metafore o con una sintetica cronistoria degli eventi, ma porta qualunque lettore a compiere indirettamente delle acute riflessioni su quel tragico periodo italiano attraverso una storia di vita.<br \/>\nCi immergiamo in un mondo caratterizzato dagli elementi tipici del fascismo, che vengono fuori spesso dai resoconti giornalistici o televisivi ancora oggi, ma che hanno origine da quel ventennio che va dal 1922 al 1945.<\/p>\n<p>Il protagonista \u00e8 un bambino, di nome Antonino Verri, ma capiamo subito che si tratta di un flash back costruito dalla scrittrice tramite le sue prime parole di presentazione della storia. Verri adulto racconta un episodio della propria infanzia, di quel \u201cNino\u201d che si trova nell\u2019ottobre del 1935 entusiasta, come molti dei bambini dell\u2019epoca, perch\u00e9 attirato dai costumi, dalle pratiche, dagli usi dei giovani italiani nel periodo della scuola fascista. Antonino non sta pi\u00f9 nella pelle per il fatto che il giorno dopo diventer\u00e0 un \u201cfiglio della lupa\u201d, membro di un&#8217;organizzazione ideata dall&#8217;Opera nazionale balilla durante il Ventennio per i bambini italiani fino agli otto anni e pensata dal regime \u2013 insieme ad altre divisioni similari \u2013 per scandire la vita dei giovani,<br \/>\nIl bambino \u00e8 perci\u00f2 contento di vestire come i pi\u00f9 grandi e di far parte di un sistema che promette gloria e bellezza. Lo \u201cstrappo del velo di Maya\u201d verr\u00e0 in modo palese con il prefigurarsi della guerra, come per quasi tutti i suoi coetanei, e possiamo rivedere le grandi promesse della propaganda fascista che vengono pian pianino smontate nel corso della storia da piccoli e grandi eventi personali. Il pi\u00f9 evidente \u00e8 il fatto di conoscere il suo vicino di casa, un certo Gabriele figlio di un antifascista, che lo porter\u00e0 a comprendere la realt\u00e0 con occhi nuovi. Non meno significativa \u00e8 la storia del fratello maggiore di Nino, soldato che parteciper\u00e0 alla guerra in Etiopia.<\/p>\n<p>Si rimane affascinati dalle parole usate dalla scrittrice palermitana mai banali, perch\u00e9 fanno tornare alla mente le storie di numerosi perseguitati italiani, come quella di Giorgio Perlasca raccontata nel libro \u201cLa banalit\u00e0 del bene\u201d<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> di Enrico Deaglio. Qui, in piccolo, abbiamo la storia di Antonino, che non \u00e8 scritta in maniera scontata e favolistica, anzi, \u00e8 lo stesso lettore che empatizzando con il protagonista vede la graduale trasformazione di Antonino che si conclude con un finale\/non finale aperto.<br \/>\nNon troviamo una sorta di autocelebrazione nei confronti delle sue scelte contro il fascismo. La storia di vita di Antonino Verri si mischia con la macro-storia nazionale nella maniera pi\u00f9 intuitiva e immersiva possibile, anche per un bambino di oggi che la legge per la prima volta.<br \/>\nAd arricchire l&#8217;albo vi sono poi le splendide illustrazioni di Matteo Mancini, disegni dinamici e colorati che accompagnano il susseguirsi degli eventi pi\u00f9 che fotografarli in un\u2019immagine statica.<\/p>\n<p>Una divisa per Nino \u00e8 consigliato soprattutto alle scuole e non tanto per la sua appendice dove trovano posto date, fatti storici e biografie utili per approfondire la storia del fascismo in Italia. Elementi sicuramente utili, ma che non risultano essenziali nella narrazione. Ci\u00f2 che rende la vicenda di Antonino davvero preziosa \u00e8 riuscire a suscitare tante domande nella mente dei bambini, ancor pi\u00f9 di quanto potrebbe fare una lezione di storia in classe.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> E. Deaglio, <em>La banalit\u00e0 del bene: storia di Giorgio Perlasca<\/em>, Milano, Feltrinelli, 2003.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tiziano Vernazza recensisce per noi &#8220;Una divisa per Nino&#8221; di Francesca La Mantia, un racconto efficacissimo per raccontare la storia ai pi\u00f9 piccoli.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2237,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"Raccontare la storia ai bambini non \u00e8 mai facile, non tanto perch\u00e9 ci relazioniamo a degli esseri umani troppo giovani per capire gli eventi del passato, bens\u00ec per la difficolt\u00e0 che abbiamo noi adulti a raccontarli senza contaminare la narrazione con le nostre impressioni o considerazioni personali.\r\n<em>Una divisa per Nino<\/em> di Francesca La Mantia si presenta come un libro molto intelligente in questo senso, perch\u00e9 non vuole illustrare la storia del fascismo per metafore o con una sintetica cronistoria degli eventi, ma porta qualunque lettore a compiere indirettamente delle acute riflessioni su quel tragico periodo italiano attraverso una storia di vita.\r\nCi immergiamo in un mondo caratterizzato dagli elementi tipici del fascismo, che vengono fuori spesso dai resoconti giornalistici o televisivi ancora oggi, ma che hanno origine da quel ventennio che va dal 1922 al 1945.\r\n\r\nIl protagonista \u00e8 un bambino, di nome Antonino Verri, ma capiamo subito che si tratta di un flash back costruito dalla scrittrice tramite le sue prime parole di presentazione della storia. 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