{"id":2355,"date":"2020-09-14T06:34:28","date_gmt":"2020-09-14T06:34:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pophistory.it\/?p=2355"},"modified":"2020-09-27T19:08:53","modified_gmt":"2020-09-27T19:08:53","slug":"i-leoni-di-sicilia-il-mediterraneo-litalia-la-storia-di-una-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/popreview\/i-leoni-di-sicilia-il-mediterraneo-litalia-la-storia-di-una-famiglia\/","title":{"rendered":"I leoni di Sicilia. Il Mediterraneo, l\u2019Italia, la storia di una famiglia"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;section&#8221; _builder_version=&#8221;3.22&#8243;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_post_title author=&#8221;off&#8221; date=&#8221;off&#8221; comments=&#8221;off&#8221; admin_label=&#8221;Titolo del Post&#8221; _builder_version=&#8221;3.0.87&#8243; title_font=&#8221;|on||on|&#8221; title_font_size=&#8221;35px&#8221; meta_text_color=&#8221;#e09900&#8243; meta_font_size=&#8221;20&#8243; parallax_effect=&#8221;off&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;][\/et_pb_post_title][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; _builder_version=&#8221;4.5.6&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: center; font-size: small;\"><strong>Angolo di visuale della scalinata del Villino Florio di Palermo<br \/>Foto di <a class=\"new\" title=\"User:GiuseppeT (page does not exist)\" href=\"\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?title=User:GiuseppeT&amp;action=edit&amp;redlink=1\">GiuseppeT<\/a> &#8211; <span class=\"int-own-work\" lang=\"en\">Own work<\/span> <a title=\"Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0\" href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/4.0\">CC BY-SA 4.0<\/a>, <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?curid=56301074\">Link<\/a><br \/><\/strong><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; _builder_version=&#8221;4.5.6&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<h4><strong>di Chiara Lusuardi<br \/><\/strong><\/h4>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; _builder_version=&#8221;4.5.6&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p><em>\u201cI Leoni di Sicilia\u201d<\/em><br \/>(di Stefania Auci, Editrice Nord, Padova, 2019)<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 il sapore del verismo verghiano nell\u2019ultimo romanzo di Stefania Auci, <em>I leoni di Sicilia <\/em>(Editrice Nord, Padova 2019). \u00c8 il sapore del sale marino, \u00e8 l\u2019odore penetrante delle spezie, \u00e8 lo sguardo che abbraccia affamato i colori delle stagioni palermitane e trapanesi.<\/p>\n<p>Quel legame con la Sicilia del \u201cciclo dei vinti\u201d resta in sottofondo per tutta la lettura del libro, come una presenza spettrale e inquieta che ha il suo nodo pi\u00f9 stretto nell\u2019impossibilit\u00e0 per l\u2019uomo di uscire dalle proprie umili origini, nonostante gli sforzi per giungere a uno stile di vita benestante.<\/p>\n<p>Pare che la nobilt\u00e0 non si compri.<\/p>\n<p>Come Mastro-don Gesualdo, anche Vincenzo Florio (1799-1868) \u2013 allo stesso modo del padre Paolo e dello zio Ignazio \u2013 rester\u00e0 per sempre uno \u201cstraniero\u201d, un \u201cbagnaroto\u201d, un \u201cfacchino\u201d.<\/p>\n<p>Partiti nel 1799 da Bagnara Calabra, cittadina marittima addossata alle pendici dell\u2019Aspromonte, alla volta di Palermo, gli ambiziosi Florio decidono di far crescere la loro piccola attivit\u00e0 di commercio marittimo di spezie: in pochi anni, la loro <em>aromateria<\/em> diventa la pi\u00f9 fornita della citt\u00e0 e loro si affermano come i pi\u00f9 potenti commercianti di cortice raffinato (usato successivamente per ottenere il chinino) e di zolfo, acquistando case e terreni dagli spiantati nobili palermitani e costituendo una loro compagnia di navigazione.<\/p>\n<p>Casa Florio continuer\u00e0 ad ampliarsi in modo esponenziale sotto la guida di Vincenzo. Le intuizioni e le conoscenze internazionali lo porteranno infatti a fondare, con Benjamin Ingham e Agostino Porry, la \u201cAnglo-Sicilian Sulphur Company\u201d per la produzione e la vendita dell\u2019acido solforico, a dar vita a una cantina per la lavorazione di alta qualit\u00e0 delle uve di marsala (generalmente considerata una bevanda da poveri) e a farne un vino richiesto su scala internazionale, a introdurre un metodo rivoluzionario per la conservazione \u2013 e quindi per il commercio e il consumo \u2013 del tonno, rendendolo un prodotto in lattina e sott\u2019olio, e a costituire, nel 1840, la prima Societ\u00e0 dei battelli a vapore al mondo, le \u201cFlotte Riunite Florio\u201d, che garantiscono i collegamenti tra Palermo, Napoli, Marsiglia e gli altri porti siciliani.<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019ascesa commerciale e sociale di questa famiglia, quella che la Auci ci racconta, una storia che ha fortemente cambiato e rinnovato la Palermo del XIX e del XX secolo, spesso rimasta spettatrice davanti all\u2019espansione dirompente dei Florio. La classe nobiliare siciliana, detentrice di valori antichi e anacronistici ma con il portafoglio vuoto, assiste con disprezzo e invidia ai successi di questi uomini, giunti dalla terraferma con le mani sporche, gli abiti logori, sguardi lunghi verso l\u2019orizzonte e visioni caparbie sul loro avvenire.<\/p>\n<p>Spinti da un ardente desiderio di riscatto sociale che tarda ad arrivare, le loro vicissitudini si sono misurate con gli aspetti pi\u00f9 intimi e privati delle loro relazioni affettive. Anche qui il rimando a <em>Mastro-don Gesualdo<\/em> \u00e8 evidente: le figure femminili dal carattere intenso e tenace mettono spesso i protagonisti davanti alla contraddizione tra il desiderio di affermazione sociale e i propri sentimenti. Donne fedeli, coraggiose e lungimiranti popolano entrambi i romanzi, sebbene, a differenza di Gesualdo, Paolo e Vincenzo Florio trarranno sostegno e forza dalle loro mogli.<\/p>\n<p>L\u2019altro grande binario che procede in parallelo alla saga familiare dalla prima all\u2019ultima pagina de <em>I leoni di Sicilia<\/em> \u00e8 la storia.<\/p>\n<p>L\u2019autrice si ispira infatti alla vera storia della famiglia Florio, che ha il suo fondamento nell\u2019isola per irradiarsi progressivamente in tutto il Mediterraneo e oltre. Il suo lavoro non \u00e8 stato soltanto quello di elaborare e redigere un ottimo romanzo, ma anche di intraprendere una vera e propria ricerca storica. Ha svolto studi in archivio per interrogare i giornali dell\u2019epoca, per conoscere i fatti di cronaca, per analizzare documenti e fotografie, ha ripercorso strade e visitato i luoghi che due secoli prima avevano ospitato la fervente attivit\u00e0 dei Florio e le ville sontuose in cui avevano vissuto, cercando quelle stesse atmosfere che avevano avvolto le vicende da lei narrate. Anche grazie a queste indagini accurate e alla sua capacit\u00e0 di immergersi fisicamente e con l\u2019immaginazione in quell\u2019epoca, Stefania Auci ci restituisce una storia estremamente intensa dal punto di vista narrativo e ricca di spunti sul passato, capaci di offrirci conoscenze in pi\u00f9 e riflessioni critiche.<\/p>\n<p>I capitoli, suddivisi per scansioni temporali, sono introdotti da alcuni puntuali riferimenti storici che ci permettono di entrare con consapevolezza nel racconto e inquadrare il contesto in cui si svolgono i fatti.<\/p>\n<p>Dagli occhi dei protagonisti leggiamo della lunga e violenta diatriba tra Napoli e Palermo per l\u2019ottenimento dell\u2019indipendenza di quest\u2019ultima (diatriba che sfocia nelle proteste per la soppressione della Costituzione siciliana concessa nel 1812), delle sofferenze inferte dall\u2019epidemia di colera che invade l\u2019isola negli anni Trenta, del caos innescato dai moti popolari del 1837, poi dalla rivolta capitanata da Rosolino Pilo e Giuseppe La Masa contro l\u2019oppressione borbonica e infine dagli stravolgimenti successivi alla spedizione dei Mille e all\u2019annessione della Sicilia al Regno d\u2019Italia. C\u2019\u00e8, in questi anni di tumulti e lotte, tutta la difficolt\u00e0 di decodificare gli obiettivi della collettivit\u00e0, di capire \u201cda che parte stare\u201d, di proteggersi dall\u2019irruenza degli strenui sostenitori del popolo, di tutelare dalle massicce requisizioni governative un patrimonio ottenuto con il sudore e la fatica rubata alle ore di sonno.<\/p>\n<p>La sensazione vivida, pulsante, che si ha dalla lettura del romanzo \u00e8 quella di una storia che \u00e8 davvero fatta dall\u2019uomo e con l\u2019uomo, sia nel suo scorrere sia nelle sue interpretazioni successive. E questo pezzo di storia dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 reso ancor pi\u00f9 vivo ed efficace dalla profondit\u00e0 con cui la Auci entra nella mente dei personaggi: le frasi sono brevi, all\u2019apparenza semplici, il linguaggio \u00e8 scorrevole, con alcuni termini dialettali che lo rendono ancor pi\u00f9 tridimensionale ed evocativo. In questo modo impressionistico, poche pennellate disegnano precisamente i pensieri dei protagonisti, rendendone la concretezza dei punti di vista e la complessit\u00e0 del quadro d\u2019insieme.<\/p>\n<p>In trepidante attesa di poter leggere il secondo volume della saga dei Florio, sorgono alla mente alcune parole di Marc Bloch: \u201cI fatti umani sono, per essenza, fenomeni assai delicati, e molti di essi sfuggono al calcolo matematico. Per tradurli bene, e dunque per penetrarli a fondo (giacch\u00e9 si comprende mai perfettamente ci\u00f2 che non si sa dire?) sono necessari una grande finezza di linguaggio [un giusto colore nell\u2019espressione verbale]. Laddove \u00e8 impossibile calcolare, occorre suggerire\u201d.<\/p>\n<p><em>I leoni di Sicilia<\/em> ci suggerisce nuovi scorci e nuove insenature attraverso cui guardare la storia grazie alla sapiente cura della parola.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiara Lusuardi ha letto e recensito per noi &#8220;I Leoni di Sicilia&#8221; di Stefania Auci (Editrice Nord, Padova, 2019)<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2363,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":""},"categories":[65,91],"tags":[256],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v16.0.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>I leoni di Sicilia. 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