{"id":2774,"date":"2021-01-23T17:26:59","date_gmt":"2021-01-23T17:26:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pophistory.it\/?p=2774"},"modified":"2021-01-23T22:26:45","modified_gmt":"2021-01-23T22:26:45","slug":"suite-francese-un-meraviglioso-incompiuto","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/popreview\/suite-francese-un-meraviglioso-incompiuto\/","title":{"rendered":"Suite Francese, un meraviglioso incompiuto"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;section&#8221; _builder_version=&#8221;3.22&#8243;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_post_title author=&#8221;off&#8221; date=&#8221;off&#8221; comments=&#8221;off&#8221; admin_label=&#8221;Titolo del Post&#8221; _builder_version=&#8221;3.0.87&#8243; title_font=&#8221;|on||on|&#8221; title_font_size=&#8221;35px&#8221; meta_text_color=&#8221;#e09900&#8243; meta_font_size=&#8221;20&#8243; parallax_effect=&#8221;off&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;][\/et_pb_post_title][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; _builder_version=&#8221;4.5.6&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: center; font-size: small;\"><strong>Immagine tratta dal sito www.leganerd.com (<a href=\"http:\/\/leganerd.com\/2017\/09\/28\/lora-piu-buia-secondo-trailer\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/leganerd.com\/2017\/09\/28\/lora-piu-buia-secondo-trailer\/<\/a>)<\/strong><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; _builder_version=&#8221;4.5.6&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<h4><strong>di Gabriele Sorrentino<br \/><\/strong><\/h4>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; _builder_version=&#8221;4.5.6&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<em>\u201cSuite francese\u201d<\/em><br \/>\n(Ir\u00e8ne N\u00e9mirovsky, 2004)<\/p>\n<p>\u201c<em>Sar\u00e0 dura, pensavano i parigini. Aria di primavera. Una notte di guerra, l\u2019allarme. Ma la notte svanisce, la guerra \u00e8 lontana<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Con queste parole comincia <em>Suite fran\u00e7aise<\/em>, composto tra il 1941 e il 1942: l\u2019ultima e incompiuta opera di Ir\u00e8ne N\u00e9mirovsky (1903-1942), morta ad Auschwitz nell\u2019agosto del 1942. Si tratta di un affresco poderoso della Francia sconfitta e impegnata a sopravvivere all\u2019occupazione nazista. Ma \u00e8 anche un ritratto diverso dell\u2019invasore teutonico, che rifiuta gli stereotipi e mostra i Tedeschi come individui con una profondit\u00e0 umana e la guerra come una tragedia per i vinti e per i vincitori.<br \/>\nIl romanzo \u00e8 completo solo nelle prime due parti: <em>Temp\u00eate en juin<\/em> \u00e8 una successione di quadri sul tracollo della Francia; <em>Dolce <\/em>invece racconta in sostanza la vita nel villaggio occupato di Bussy, che in realt\u00e0 corrisponde a Issy-l&#8217;\u00c9v\u00eaque, luogo dove si era rifugiata l\u2019autrice.<br \/>\nNella scrittura di Ir\u00e8ne colpisce la capacit\u00e0 di rendere il dramma con compostezza, senza eccedere nel mostrare la violenza. Non ci sono corse sfrenate o esplosioni cinematografiche, ci sono molte piccole storie quotidiane che si intrecciano a comporre il dramma nazionale. Una pacatezza che si \u00e8 in parte persa nel film del 2014<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, liberamente ispirato alla seconda parte del romanzo.<br \/>\nLa fuga da una Parigi minacciata dai Tedeschi, che d\u00e0 inizio al libro, \u00e8 pervasa da una calma irreale che, per\u00f2, riesce a mantenere il lettore incollato alla pagina. Lo spaccato della societ\u00e0 parigina \u00e8 vivido: ci sono i ricchi P\u00e9ricard; il vanesio scrittore Gabriele Corte; i Micaud, coppia piccolo-borghese molto unita; Charlie Langelet, scapolo benestante che non vuole separarsi dalle sue porcellane. Attraverso la loro esperienza, l\u2019autrice mostra una Francia debole, divisa, facile preda del nemico. La critica \u00e8 tanto dura quanto lo stile del romanzo \u00e8 aulico e venato di romanticismo. Tutta la nazione transalpina pare naufragare in un dolce paesaggio prima urbano poi rurale, come quello del paese di Bussy (come detto, luogo di ambientazione della seconda parte), alle prese anch\u2019esso con l\u2019occupazione tedesca. Qui si consuma l\u2019attrazione tra Lucile \u2013 tiranneggiata dalla suocera, mentre il marito \u00e8 disperso in guerra &#8211; e l\u2019ufficiale tedesco Bruno, uomo elegante e di grande cultura. Per contro, il reduce Benoit cerca di difendere la moglie dalle avances di un altro ufficiale, ben pi\u00f9 gretto. Benoit uccider\u00e0 l\u2019ufficiale tedesco e, braccato, verr\u00e0 nascosto proprio da Lucile e sua suocera, unite questa volta nella decisione di aiutare un compatriota. E sar\u00e0 proprio Bruno, inconsapevole, a procurare a Lucile il lasciapassare che permetter\u00e0 a Benoit di scappare verso Parigi.<br \/>\nLa seconda parte del romanzo si conclude con i Tedeschi che lasciano Bussy, richiamati in patria per essere spediti sul fronte russo. Nella mestizia di quella partenza, c\u2019\u00e8 la grandezza della prosa di N\u00e9mirovsky, che riesce a rendere con grande liricit\u00e0 il dramma a tutto tondo della guerra: c\u2019\u00e8 malinconia negli abitanti di Bussy, che ormai si erano abituati alla presenza dei Tedeschi, ma lo stesso atteggiamento pervade i soldati che hanno stretto legami con molti degli abitanti del luogo.<\/p>\n<p><em>Suite fran\u00e7aise<\/em> \u00e8 soprattutto un romanzo di rapporti umani ed \u00e8 questa la caratteristica che pi\u00f9 mi \u00e8 piaciuta di Ir\u00e8ne N\u00e9mirovsky, nata a Kiev, da un ricco banchiere di origine ebraica, fuggito in Francia con la famiglia a causa della Rivoluzione bolscevica. L\u2019autrice conosce sette lingue, compreso il francese, imparato dalla propria governante quando ancora si trovava in patria<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. Il suo primo romanzo \u00e8 <em>Le Malentendu<\/em>, pubblicato nel 1926, lo stesso anno del matrimonio con Michel Epstein, un ingegnere russo anch\u2019egli di origine ebraica, emigrato e divenuto poi banchiere. Dalla loro unione nascono due figlie: Denise nel 1929 ed \u00c9lisabeth nel 1937. La celebrit\u00e0 per N\u00e9mirovsky giunge nel 1929, con il romanzo <em>David Golder<\/em>, che le consente di entrare da protagonista negli ambienti letterari transalpini. Nonostante i successi, le viene sempre rifiutata la nazionalit\u00e0 francese, richiesta per la prima volta nel 1935. Il 2 febbraio 1939 si converte al cattolicesimo, sebbene secondo la figlia si tratta di un gesto di facciata<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>. La scelta non basta a porre i coniugi Epstein al riparo dalle leggi antisemite del governo collaborazionista di Vichy. Ir\u00e8ne \u00e8 di idee conservatrici e scrive su alcuni settimanali di destra. La situazione diventa difficile dopo la sconfitta della Francia e la firma dell\u2019armistizio con la Germania nazista del 22 giugno 1940. A ottobre il governo di Vichy produce lo <em>Statut des Juifs<\/em> che vieta agli ebrei francesi alcune professioni (insegnante, giornalista, avvocato ecc.). Paradossalmente N\u00e9mirovsky continua a collaborare col periodico <em>Gringoire <\/em>sotto pseudonimo (assicurandosi cos\u00ec un reddito), nonostante il giornale assuma posizioni decisamente antisemite. Anche in questa contraddizione sta la difficolt\u00e0 di comprendere il groviglio di rapporti personali e politici che fu la Francia occupata e collaborazionista. Proprio queste cooperazioni editoriali sono la prova la prova della presenza di una diffusa zona grigia, dove le relazioni personali non seguono (e anzi spesso interpretano) le direttive centrali, sfociando a volte in esiti inattesi, sempre in bilico tra un allineato e chiaro collaborazionismo e alcuni slanci di autonomia decisionale.<\/p>\n<p>N\u00e9mirovsky concepisce <em>Suite francese<\/em> a Issy-l&#8217;\u00c9v\u00eaque, piccolo centro del dipartimento della Saone-et-Loire, che nel romanzo diventa Bussy. Sono gli anni 1941 e 1942, quando insieme al marito \u00e8 ormai costretta a portare la stella gialla e a vivere nella paura. Secondo il progetto, l\u2019opera avrebbe dovuto somigliare a un &#8220;Poema sinfonico&#8221;, composto da cinque parti: <em>Temp\u00eate en juin<\/em> (Tempesta in giugno), <em>Dolce, Captivit\u00e9 <\/em>(Prigionia), <em>Batailles?<\/em> (Battaglie), <em>La Paix?<\/em> (La Pace). Negli appunti di Ir\u00e8ne, questi ultimi due titoli sono espressi col punto interrogativo, forse perch\u00e9 l\u2019autrice aveva ancora dei dubbi<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>. In totale, sarebbero state oltre mille pagine, delle quali l\u2019autrice riesce a completare solo i primi due movimenti. Nell\u2019estate del 1942 la situazione per i coniugi Epstein precipita: l\u201911 luglio 1942 Ir\u00e8ne scrive all\u2019editore Albin Michel una lettera rassegnata: \u00ab<em>Caro amico&#8230; non mi dimentichi. Ho scritto molto. Saranno opere postume, temo, ma scrivere fa passare il tempo<\/em>\u00bb.<br \/>\nIl 13 luglio 1942 viene arrestata dalla guardia nazionale francese. Lo stesso giorno, Michel Epstein manda un telegramma a Robert Esm\u00e9nard e Andr\u00e9 Sabatier, presso Albin Michel, per chiedere aiuto: \u00ab<em>Ir\u00e8ne partita oggi all&#8217;improvviso. Destinazione Pithiviers (Loiret).\u00a0 Spero che voi possiate intervenire urgenza stop Cerco invano telefonare<\/em>\u00bb<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. L\u2019ultima lettera di Ir\u00e8ne al marito, invece, \u00e8 scritta a matita e datata 14 luglio 1942: \u00ab<em>Mio amato, mie piccole adorate, credo che partiamo oggi. Coraggio e speranza. Siete nel mio cuore, miei diletti. Che Dio ci aiuti tutti<\/em>\u00bb<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>.<br \/>\nGli appelli sono inutili e anche il marito \u2013 che giunge a offrirsi al posto della moglie \u2013 viene catturato e muore nel novembre dello stesso anno ad Auschwitz. Dopo l\u2019arresto del padre, i gendarmi vanno a cercare Denise a scuola. \u00c8 una maestra a nasconderla nello spazio tra il letto e il muro. Grazie alla tutrice, Denise ed \u00c9lisabeth cominciano presto la loro fuga attraverso la Francia, sino ad essere nascoste in un convento e poi in diverse cantine nella regione di Bordeaux. Con loro, hanno sempre la valigia che contiene i documenti e l\u2019ultimo manoscritto della madre.<br \/>\nLa figlia maggiore, Denise, conserva il quaderno col manoscritto di <em>Suite fran\u00e7aise<\/em> per cinquant&#8217;anni, senza sapere di cosa si trattasse. Non vuole leggerlo, perch\u00e9 teme si tratti di un doloroso diario. Se ne accorge solo nel 1990 quando decide di donarlo a un archivio francese. A quel punto, nel 2004, <em>Suite fran\u00e7aise<\/em> viene pubblicato e diventa un best seller internazionale, vincendo il <em>Prix Renaudot<\/em>, assegnato postumo per la prima e unica volta.<\/p>\n<p>La tragica vicenda della sua autrice lega in maniera indissolubile il romanzo alla sua storia editoriale. I primi due capitoli sono l\u2019affresco di un Paese piegato non solo dalla forza del nemico ma anche dalla sua debolezza interna. Delle tre parti incompiute rimangono solo appunti che sono un utile strumento di studio della tecnica narrativa di una grande autrice. Ma anche \u2013 se non soprattutto \u2013 essi rappresentano la testimonianza della tragedia che ha travolto lei stessa e la Francia intera. Se da un lato, infatti, la storia editoriale del romanzo pu\u00f2 essere intesa come una metafora del dramma dell\u2019oppresso, costretto alla clandestinit\u00e0, alla vulnerabilit\u00e0 e all\u2019incompiutezza, dall\u2019altro la vicenda del ritrovamento del manoscritto \u00e8 un messaggio di speranza: la memoria \u00e8 capace di sfuggire ai tentativi dell\u2019uomo di distruggerla, ma per recuperarla occorre cercare con forza. <em>Suite <\/em><em>fran\u00e7aise<\/em>, in questo senso, rappresenta proprio la riconquista di una memoria dimenticata, ritrovata nelle testimonianze solo in apparenza perdute, e che invece sono tesori da rintracciare e riportare alla luce. La nostra scelta di pubblicare la #popreview nel Giorno della Memoria ha poi un ulteriore significato: il 27 gennaio si celebra la liberazione di Auschwitz. Nel campo polacco Ir\u00e8ne trov\u00f2 la morte, ma la memoria della sua vicenda umana e artistica \u00e8 giunta sino a noi, pi\u00f9 forte del gelo e della guerra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> <em>Suite fran\u00e7aise<\/em> di Saul Dibb (2014).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Negli ambienti altolocati russi parlare il francese era la lingua pi\u00f9 parlata, come ci ricorda anche Tolstoj nel suo<\/p>\n<p><em>Guerra e pace<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Denise Epstein, <em>Sopravvivere e vivere<\/em>. <em>Conversazioni con Cl\u00e9mance Boulouque<\/em>, 2008<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> I. N\u00e9mirovsky, Appunti, I. N\u00e9mirovsky, <em>Suite Francese, <\/em>ed. italiana Adelphi, Milano 2005, p. 357<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> I. N\u00e9mirovsky, <em>Corrispondenza (1936-1945) <\/em>in I. N\u00e9mirovsky, <em>Suite Francese, <\/em>ed. italiana Adelphi, Milano 2005, p. 374<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> N\u00e9mirovsky, <em>Corrispondenza <\/em>cit. p. 375[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gabriele Sorrentino ha letto e recensito per noi &#8220;Suite francese&#8221;, di Ir\u00e8ne N\u00e9mirovsky<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2778,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":""},"categories":[65,91],"tags":[29,40,269],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v16.0.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Suite Francese, un meraviglioso incompiuto - PopHistory<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Suite francese \u00e8 l\u2019ultima e incompiuta opera di Ir\u00e8ne N\u00e9mirovsky. 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