{"id":2876,"date":"2021-03-19T15:46:10","date_gmt":"2021-03-19T15:46:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pophistory.it\/?p=2876"},"modified":"2021-03-19T17:30:38","modified_gmt":"2021-03-19T17:30:38","slug":"la-guerra-dei-bepi-le-vicende-di-tre-generazioni-di-italiani-nel-novecento","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/popreview\/la-guerra-dei-bepi-le-vicende-di-tre-generazioni-di-italiani-nel-novecento\/","title":{"rendered":"La guerra dei Bepi: le vicende di tre generazioni di Italiani nel Novecento"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;section&#8221; _builder_version=&#8221;3.22&#8243;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_post_title author=&#8221;off&#8221; date=&#8221;off&#8221; comments=&#8221;off&#8221; admin_label=&#8221;Titolo del Post&#8221; _builder_version=&#8221;3.0.87&#8243; title_font=&#8221;|on||on|&#8221; title_font_size=&#8221;35px&#8221; meta_text_color=&#8221;#e09900&#8243; meta_font_size=&#8221;20&#8243; parallax_effect=&#8221;off&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;][\/et_pb_post_title][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; _builder_version=&#8221;4.5.6&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<h4><strong>di Andrea Oldani<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; _builder_version=&#8221;4.5.6&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p><em>\u201cLa guerra dei Bepi\u201d<\/em><br \/>\n(Andrea Pennacchi, People 2020)<\/p>\n<p>Di recente ho avuto il tempo di dedicarmi alla lettura di un libro che attendevo da alcuni mesi: <em>La Guerra dei Bepi<\/em>. Edito dalla casa editrice \u201cPeople\u201d, il libro ripercorre le vicende di tre generazioni di veneti nel corso del Novecento attraverso i ricordi e la ricostruzione effettuata da un interprete d\u2019eccellenza: Andrea Pennacchi. L\u2019attore, teatrista dal 1993 che in tempi recenti ha conquistato il grande pubblico con il personaggio de \u201cil Pojana\u201d a Propaganda Live<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, ripercorre le vicende della sua famiglia dal 1915 al 1993. Il testo propone il copione teatrale di un monologo, sviluppato a partire dai ricordi, dalle storie che si raccontavano in famiglia e dalla ricerca storica effettuata dallo stesso autore. Il lettore cos\u00ec si immerge nelle storie del nonno Bepi, bersagliere durante la Grande Guerra sull\u2019Ortigara, del padre Valerio \u2013 nome di battaglia Bepi \u2013 partigiano e deportato al campo di concentramento \u201cZement\u201d di Ebensee (sottocampo alle dipendenze di Mauthausen) in Austria. L\u2019ultima vicenda narrata \u00e8 quella di un gruppo di giovani soldati che presero parte alla Battaglia di Checkpoint Pasta (Mogadiscio 2 luglio 1993), il primo scontro armato in cui fu coinvolto l\u2019esercito italiano dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n<p>Il filo rosso del libro \u00e8 la figura del \u201cBepi\u201d, il corrispettivo italiano del \u201cTommy\u201d inglese<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, che come canterebbe Guccini si nutre dei miti eterni della Patria e dell\u2019Eroe, che lo portano a ricercare l\u2019epica omerica in ogni conflitto che attraversa. Il Bepi, tuttavia, ne esce sempre profondamente cambiato nell\u2019animo, disilluso nei confronti della societ\u00e0, di quel sistema di valori che aveva alimentato il suo ardore bellico. Il Bepi \u00e8 un sopravvissuto che ha smarrito una parte di s\u00e9 e che a stento trova le parole per potersi esprimere. Andrea Pennacchi si fa carico di questo gravoso compito e si cala nei panni del cantore del focolare domestico, la cui voce scalda e ammalia il lettore, come il racconto di un anziano parente.<\/p>\n<p>L\u2019aspetto interessante del testo di Pennacchi \u00e8 il modo in cui viene affrontato il rapporto con la Storia, diverso per ognuna delle tre vicende raccontate, ma che ha sempre come punto di partenza la memoria e i ricordi tramandati oralmente. Nel primo caso, Pennacchi ha ridato voce al nonno Bepi attraverso la lettura delle opere di Gadda, Lussu e Salsa<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a> che ricostruiscono la vita di trincea. Nel caso del padre Valerio, invece, la ricerca si fa pi\u00f9 articolata poich\u00e9 in parallelo alla ricerca bibliografica (Hugh MacDonald e Florian Freund<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>) e alla testimonianza dello zio acquisito Celio, comandate della Brigata partigiana, Pennacchi si \u00e8 immerso nella ricerca d\u2019archivio (Anpi, Distretto Militare e Archivi Centrali dello Stato). In ambedue i casi lo studio e la ricerca permettono all\u2019autore di infrangere il silenzio del padre e del nonno, un vuoto che l\u2019autore sentiva il bisogno di colmare. La vicenda della Battaglia di Checkpoint Pasta, invece, vede coinvolto l\u2019autore in prima persona poich\u00e9 anche lui soldato di leva fino a qualche mese prima, e quindi perfettamente in grado di condividere i pensieri e gli ideali dei soldati dei blindati italiani a Mogadiscio. Da un episodio simile, avvenuto nel medesimo teatro bellico, gli Americani trassero ispirazione per il film <em>Black Hawk Down<\/em>, un film di guerra oramai cult, che raccont\u00f2 al grande pubblico una vicenda \u201cscomoda\u201d ricorrendo, tuttavia, a una narrazione che secondo la maggior parte dei critici tende ad avvicinare il pubblico sia all\u2019eroismo dei soldati sia a un sentimento generale di giustificazione dell\u2019interventismo americano (ricordiamoci che il film venne girato nel 2001 e usc\u00ec nelle sale l\u2019anno successivo). Il nostro paese, ha invece ha un rapporto diverso con il cinema di guerra e con i recenti conflitti che quindi trovano poco spazio nel discorso pubblico (eccenzion fatta per l\u2019attentato a Nassirya), e infatti alla Battaglia del Pastificio<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a> \u00e8 stato dedicato solo uno speciale su Rai Storia. \u00a0Anche in questo caso c\u2019\u00e8 dunque un silenzio da colmare con una voce. Ecco perci\u00f2 che Pennacchi raccoglie le testimonianze dirette di alcuni dei soldati della Folgore coinvolti nello scontro, unitamente al materiale d\u2019archivio usato per lo speciale andato in onda su <em>La storia siamo noi, <\/em>e ne ricava una breve <em>pi\u00e8ce <\/em>teatrale vivace e dai toni graffianti, alleggerita dall\u2019uso del dialetto, sull\u2019ennesima generazione di Bepi desiderosa di affrontare la guerra, ma estremamente impreparata a viverne i suoi drammi.<\/p>\n<p>Ho apprezzato <em>La Guerra dei Bepi <\/em>per due motivi. In primo luogo perch\u00e9 Pennacchi decide di ricorrere a un testo teatrale per dar vita alla sua interpretazione. Attraverso questa <em>pi\u00e8ce, <\/em>e la sua potente messa in scena, emerge l\u2019importanza di linguaggi non canonici e pi\u00f9 narrativi, di cui \u00e8 il teatro \u00e8 espressione, per rimettere in circolazione tematiche di carattere storico, adattandole alle esigenze di un pubblico che sia il pi\u00f9 ampio ed eterogeneo possibile. Durante l\u2019estate 2020, in occasione dell\u2019uscita del libro, Pennacchi ha girato diverse piazze italiane leggendo e recitando alcuni passi del testo. La scenografia scarna ed essenziale<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>, supportata da gestualit\u00e0, silenzi e da un linguaggio colorito e dialettale, sollecita l\u2019immaginazione dello spettatore che \u00e8 catapultato in un\u2019atmosfera familiare. Pennacchi, come osserva giustamente Fabio Mini nella prefazione del testo<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>, riesce cos\u00ec a catturare l\u2019attenzione del pubblico che si rende conto di non essere solo parte di uno spettacolo, ma \u201ccomunit\u00e0 di ascolto\u201d che trasmette una memoria.<\/p>\n<p>Il secondo motivo \u00e8 di carattere personale. <em>La Guerra dei Bepi<\/em> ha la forza di riportare a galla le vicende familiari del lettore attraverso un dialogo interiore tra le memorie personali e quelle dei personaggi del libro. Ripercorrendo le vicende dei Bepi veneti, sono affiorati alla memoria i racconti di mio nonno Giuseppe \u2013 in lombardo Pepi &#8211; sulle Guerre Mondiali.<\/p>\n<p>Innanzitutto la Grande Guerra, vissuta attraverso i ricordi del bisnonno Luigi, fante e contadino della Brianza (non troppo dissimile ai quei tempi dal profondo Veneto \u2013 Pojanistan<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>) catapultato in trincea dove rimase impressionato dalla potenza delle mitragliatrici austriache, prima di essere catturato e imprigionato in un campo di detenzione in Austria da cui cerc\u00f2 di scappare per sei volte. Al settimo tentativo ci riusc\u00ec e trov\u00f2 riparo in una fattoria dove, nascosto da una famiglia locale, lavor\u00f2 i campi e accud\u00ec le bestie \u201cdel nemico\u201d. \u201cDa eroe fuggitivo a connivente con il nemico\u201d, avrebbe potuto dire qualche giornale nazionalista o ufficiale sabaudo; pi\u00f9 probabilmente il bisnonno Luigi dovette adattarsi, pur non conoscendo una parola di tedesco, e fin\u00ec per intendersi meglio con una comunit\u00e0 contadina austriaca piuttosto che con i suoi superiori e la loro rigida gerarchia militare.<\/p>\n<p>E poi anche la Seconda Guerra Mondiale, vissuta attraverso il racconto del nonno Pepi, all\u2019epoca scolaro alle Elementari, che viveva in campagna, dove c\u2019era cibo a differenza della citt\u00e0, ma anche la contraerea tedesca accampata fuori dalle cascine e con i cannoni rivolti verso al cielo, sempre in cerca di aerei nemici.<\/p>\n<p>L\u2019opera di Pennacchi si muove in una \u201ccornice del presente\u201d frammentata in storie, memorie, tradizioni a cui spesso fa da contraltare uno spazio pubblico occupato dalla politica della commemorazione. Tra questi due poli lo storico spesso si trova a operare, confrontandosi con memoria, oralit\u00e0 e storia \u2013 tre componenti ben presenti nel testo &#8211; cercando di ricondurle a un contesto generale, riflettendo sulla distanza che intercorre tra vissuto e raccontato, reinterpretando e correggendo laddove necessario. \u00a0<em>La Guerra dei Bepi <\/em>in prima battuta sovrappone le memorie personali e successivamente stimola la riflessione del lettore, incoraggiando la ricerca della connessione tra la microstoria e le grandi narrazioni ricorrendo al metodo di indagine storica come fa anche l\u2019autore. \u00a0Questo testo \u00e8 significativo perch\u00e9 invita il lettore a guardare al proprio passato in maniera retrospettiva e critica e a considerare le proprie memorie come tasselli che compongono delle memorie collettive o delle identit\u00e0 pi\u00f9 ampie. Questa operazione assume, quindi, una valenza significativa se inserita in un contesto pieno di conflittualit\u00e0, contrasti e lacerazioni \u2013 soprattutto per quanto riguarda le memorie &#8211; come il Novecento.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Trasmissione condotta da Diego Bianchi, in onda su LA7<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Con questo termine venivano indicati i soldati semplici inglesi durante la Prima Guerra Mondiale<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Gadda, <em>Giornale di guerra e di prigionia; <\/em>Lussu, <em>Un anno sull\u2019Altopiano<\/em>; Salsa <em>Trincee. <\/em><em>Confidenze di un fante<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> MacDonald, <em>The gates. The Nazi concentration camp at Ebensee, Austria; <\/em>Freud <em>KZ Zement Ebensee<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> L\u2019altro nome con cui \u00e8 conosciuta la Battaglia di check point Pasta.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Che personalmente mi ha ricordato la \u201cTerra di nessuno\u201d posta tra le trincee.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> <em>Fabio Mini, <\/em>Prefazione pp. 5-6, in <em>A.Pennacchi, <\/em>La Guerra dei Bepi.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Termine coniato da Andrea Pennacchi per indicare il Veneto quale patria del Pojana, caricatura di un piccolo imprenditore leghista del nord che l\u2019attore intrepreta durante il programma Propaganda Live<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andrea Oldani ha letto e recensito per noi &#8220;La guerra dei Bepi&#8221; di Andrea Pennacchi.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2882,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":""},"categories":[65,91],"tags":[80,271,81,138],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v16.0.2 - 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