{"id":448,"date":"2017-09-20T15:48:04","date_gmt":"2017-09-20T15:48:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pophistory.it\/?post_type=project&#038;p=448"},"modified":"2017-12-08T10:32:18","modified_gmt":"2017-12-08T10:32:18","slug":"ravenna2017","status":"publish","type":"project","link":"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/project\/ravenna2017\/","title":{"rendered":"Ravenna2017"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section bb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;section&#8221;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_3&#8243;][et_pb_post_title admin_label=&#8221;Titolo del Post&#8221; title=&#8221;on&#8221; meta=&#8221;off&#8221; author=&#8221;off&#8221; date=&#8221;off&#8221; categories=&#8221;on&#8221; comments=&#8221;on&#8221; featured_image=&#8221;on&#8221; featured_placement=&#8221;below&#8221; parallax_effect=&#8221;off&#8221; parallax_method=&#8221;on&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; text_color=&#8221;dark&#8221; text_background=&#8221;off&#8221; text_bg_color=&#8221;rgba(255,255,255,0.9)&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; title_font_size=&#8221;30px&#8221; \/][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;2_3&#8243;][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<h4>Gli interventi e le relazioni dei <em>pophistorians <\/em>nei panel della prima conferenza AIPH tenutasi a Ravenna dal 5 al 9 giugno 2017<\/h4>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_toggle admin_label=&#8221;Toggle&#8221; title=&#8221;Ai margini della Public History: periferie, storia, comunit\u00e0&#8221; open=&#8221;off&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; icon_color=&#8221;#ffffff&#8221; closed_toggle_text_color=&#8221;#ffffff&#8221; closed_toggle_background_color=&#8221;rgba(131,0,233,0.51)&#8221; open_toggle_text_color=&#8221;#000000&#8243; title_font=&#8221;|||on|&#8221; title_font_size=&#8221;20&#8243;]<\/p>\n<div class=\"et_pb_text et_pb_module et_pb_bg_layout_light et_pb_text_align_left et_pb_text_0\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_20170606_113815.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-475\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_20170606_113815.jpg\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"563\" srcset=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_20170606_113815.jpg 4160w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_20170606_113815-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_20170606_113815-768x576.jpg 768w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_20170606_113815-1024x768.jpg 1024w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_20170606_113815-510x382.jpg 510w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_20170606_113815-1080x810.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><\/p>\n<h3><strong>MARTED\u00cc 6 GIUGNO| <\/strong><strong>h. 10.30-12 <\/strong><strong>| Palazzo Corradini<\/strong><\/h3>\n<\/div>\n<p>In questo panel tenutosi il 6 giugno a Palazzo Corradini di Ravenna nell\u2019ambito della prima conferenza dell\u2019AIPH (Associazione Italiana Public History) i relatori si sono proposti di discutere le implicazioni, le problematiche e le ricadute sociali di progetti di public history all\u2019interno di comunit\u00e0 periferiche. Con periferie non si intendono solo le aree cittadine pi\u00f9 lontane dal centro, ma anche le aree rurali ed appenniniche, che spesso sono accomunate dalle stesse criticit\u00e0: scarsit\u00e0 di servizi e debolezza delle risorse economico-sociali, che producono esclusione e marginalit\u00e0 sociale. Si sono osservate tre esperienze sul campo che dimostrano come la public history pu\u00f2 rappresentare per le comunit\u00e0 periferiche uno strumento di empowerment e di creazione di reti di solidariet\u00e0 e quindi di rigenerazione del capitale sociale.<\/p>\n<p><strong>Ermanno Pavesi<\/strong> ha presentato il progetto \u201c<strong>Borghi da Vivere<\/strong>\u201d del Comune di Monzuno, in provincia di Bologna, un\u2019iniziativa di riscoperta di due sentieri che collegano il centro del comune a due borghi rurali e che ha dato vita a un fitto incontro intergenerazionale.<\/p>\n<p><strong>Giorgio Uberti<\/strong> ha raccontato la sua esperienza di liason tra storia e teatro di comunit\u00e0 e teatro di fragilit\u00e0 realizzata con gli anziani e i bambini in tre quartieri periferici di Milano: Quarto Cagnino, Quinto Romano e Figino. Il nome del progetto \u00e8 \u201c<strong>Pomeriggi insieme<\/strong>\u201d<\/p>\n<p><strong>Iara Meloni<\/strong> ha ripercorso le tappe del progetto \u201c<strong>8 Agosto 1944. Groppaello Liberata<\/strong>\u201d, sull\u2019esperienza pluriennale del comune di Gropparello sull\u2019Appennino piacentino per sottrarre all\u2019oblio un patrimonio memoriale collettivo sulla Resistenza partigiana locale.<\/p>\n<p>In questa pagina abbiamo raccolto un po\u2019 di materiale e tutti gli approfondimenti per scoprire insieme i tre progetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Marta Gara<\/p>\n<p class=\"m_-798302950439370708p4\"><b>Le relazioni:<\/b><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Ermanno-Paveri-borghi-da-vivere.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">1. <strong>Ermanno Pavesi<\/strong> (Associazione PopHistory), \u201cBorghi da vivere\u201d<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Giorgio-Uberti-pomeriggi-insieme.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">2. <strong>Giorgio Uberti<\/strong> (Associazione PopHistory), \u201cPomeriggi insieme\u201d<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Iara-Meloni-gropparello.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">3. <strong>Iara Meloni<\/strong> (Associazione PopHistory), \u201c8 agosto 1944. Gropparello liberata\u201d<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[\/et_pb_toggle][et_pb_toggle admin_label=&#8221;Toggle&#8221; title=&#8221;Il racconto della storia. Un passato da leggere, scrivere, insegnare&#8221; open=&#8221;off&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; icon_color=&#8221;#ffffff&#8221; closed_toggle_text_color=&#8221;#000000&#8243; closed_toggle_background_color=&#8221;rgba(237,240,0,0.51)&#8221; open_toggle_text_color=&#8221;#000000&#8243; title_font=&#8221;|||on|&#8221; title_font_size=&#8221;20&#8243;]<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/IMG_8611.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-384\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/IMG_8611.jpg\" alt=\"\" width=\"3088\" height=\"2461\" srcset=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/IMG_8611.jpg 3088w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/IMG_8611-300x239.jpg 300w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/IMG_8611-768x612.jpg 768w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/IMG_8611-1024x816.jpg 1024w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/IMG_8611-1080x861.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 3088px) 100vw, 3088px\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"et_pb_text et_pb_module et_pb_bg_layout_light et_pb_text_align_left et_pb_text_0\">\n<h3><strong>MARTED\u00cc 6 GIUGNO| h. 15.30-17 | Palazzo Corradini<\/strong><\/h3>\n<\/div>\n<p>La Storia pu\u00f2 essere raccontata e insegnata anche per mezzo di forme testuali che non siano i classici saggi pieni note e dal carattere argomentativo? Ovviamente s\u00ec e l\u2019utilizzo di metodologie proprie della <em>Public History<\/em> ci viene incontro. Lettura-scrittura, romanzi-racconti, ma anche forme di narrativa integrate attraverso l\u2019arte, la fotografia, l\u2019audiovisivo permettono, attraverso un linguaggio pi\u00f9 familiare e vicino al quotidiano, di avvicinare alla disciplina pubblici diversi, costituendo anche un strumento utile e funzionale alla didattica della storia.<\/p>\n<p>In tal senso, obiettivo del panel si \u00e8 proposto di analizzare le potenzialit\u00e0 che la narrativa sembra avere verso un pubblico che spesso manca di solide conoscenze storiche. \u00c8, ad esempio, il caso del romanzo storico che, se ben scritto, ha il pregio di riuscire a mostrare al lettore il passato, velocizzando e alleggerendo la comunicazione del messaggio. Chiaro \u00e8 come discorsi analoghi possono essere fatti anche per le serie tv, capaci di \u201cfidelizzare\u201d il pubblico. Esistono naturalmente delle \u201ccontroindicazioni\u201d e se ne discuter\u00e0. Si pensi a come nel romanzo o nella <em>fiction <\/em>sia difficile far emergere la complessit\u00e0 che pur caratterizza il discorso storiografico, rischiando, dunque, che la storia venga banalizzata o narrata secondo un unico punto di vista che tende a creare eccessive semplificazioni.<\/p>\n<p>Si sono poi analizzate le potenzialit\u00e0 che lettura e scrittura possono avere nell\u2019ambito della didattica della storia. Tra gli strumenti utili a far s\u00ec che i bambini, gi\u00e0 a partire dalla scuola primaria, possano imparare a \u201cpensare storicamente\u201d si collocano gli albi illustrati: libri con immagini che aiutano gli alunni a collocarsi e a orientarsi nel passato.<\/p>\n<p>Ma anche la scrittura, pensata per confezionare racconti brevi, composti a partire dallo studio di vicende storiche e integrati con elementi di fantasia, pu\u00f2 costituire un valido mezzo per avvicinare i ragazzi delle scuole superiori alla disciplina. Verr\u00e0, a tal proposito, presentata l\u2019esperienza di \u00abScrittura resistente\u00bb, un progetto di didattica della storia basato su metodologie di scrittura collettiva e proposto dall\u2019Istituto Storico della Resistenza in Toscana.<\/p>\n<p>Il <em>Public Historian<\/em> pu\u00f2 dunque operare attraverso una vasta gamma di strumenti mutuati dalla narrativa e da applicare con perizia alla divulgazione e alla didattica della storia attraverso soluzioni originali, creative e non convenzionali. L\u2019imperativo, naturalmente, \u00e8 utilizzarli per accompagnare &#8211; non sostituire &#8211; le metodologie di indagine proprie della storia-scienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Silvia Lotti<\/p>\n<p class=\"m_-798302950439370708p4\"><b>Le relazioni:<\/b><\/p>\n<p class=\"m_-798302950439370708p4\"><a href=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Sintesi_eugenia_silvia.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">1. <strong>Eugenia Corbino<\/strong> (Associazione PopHistory), <strong>Silvia Lotti<\/strong> (Associazione PopHistory) <em>La Storia da leggere e da scrivere: esperienze di didattica della storia attraverso gli albi illustrati e percorsi di scrittura creativa<\/em><\/a><\/p>\n<p class=\"m_-798302950439370708p4\"><a href=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Sintesi_Gabriele.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">2.<strong> Gabriele Sorrentino<\/strong> (Associazione PopHistory)<em> Il romanzo storico: prerogative e controindicazioni<\/em><\/a><\/p>\n<p class=\"m_-798302950439370708p4\"><a href=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Sintesi_Eleonora.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">3. <strong>Eleonora Moronti<\/strong> (Associazione PopHistory)<em> Intrecci d\u2019arte: osservazione e adozione di nuovi format nella Public History<\/em><\/a><\/p>\n<p>[\/et_pb_toggle][et_pb_toggle admin_label=&#8221;Toggle&#8221; title=&#8221;La storia in gioco&#8221; open=&#8221;off&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; icon_color=&#8221;#ffffff&#8221; closed_toggle_text_color=&#8221;#000000&#8243; closed_toggle_background_color=&#8221;rgba(124,218,36,0.64)&#8221; open_toggle_text_color=&#8221;#000000&#8243; title_font=&#8221;|||on|&#8221; title_font_size=&#8221;20&#8243;]<\/p>\n<div class=\"et_pb_text et_pb_module et_pb_bg_layout_light et_pb_text_align_left et_pb_text_0\">\n<h3><a href=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18835799_445444635810891_1372998452385253287_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-180\" src=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18835799_445444635810891_1372998452385253287_n.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"320\" srcset=\"http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18835799_445444635810891_1372998452385253287_n.jpg 480w, http:\/\/www.pophistory.it\/new\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18835799_445444635810891_1372998452385253287_n-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/a><\/h3>\n<h3><strong>MERCOLED\u00cc 7 GIUGNO | h. 8.30-10 | Palazzo Corradini<\/strong><\/h3>\n<\/div>\n<div class=\"et_pb_text et_pb_module et_pb_bg_layout_light et_pb_text_align_left et_pb_text_1\">\n<p><span id=\"fbPhotoSnowliftCaption\" class=\"fbPhotosPhotoCaption\" tabindex=\"0\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\"><span class=\"hasCaption\"> (gruppo di lavoro: Chiara Asti, Gabriele Sorrentino, Marco Cecalupo, Andrea Baravelli, Glauco Babini, Giorgio Gandolfi, Mirco Carrattieri, Elisa Gardini)<\/span><\/span><\/p>\n<p>La Storia pu\u00f2 essere narrata tramite il gioco? Quali sono le potenzialit\u00e0 e i limiti di una narrazione storica basata sul gioco? Con quali risultati \u00e8 possibile utilizzare i giochi storici a scopi didattici? Nel panel La storia in gioco abbiamo provato ad analizzare questa problematica mettendo a confronto le ragioni dello storico tradizionale, dell\u2019esperto di didattica ludica, dei giocatori e, ovviamente, del public historian in modo da ricercare una sintesi che non fosse solo teorica, ma che proponesse soluzioni pratiche, suggerendo nuove strade per l\u2019insegnamento della Storia e per una narrazione condivisa.<\/p><\/div>\n<div class=\"et_pb_text et_pb_module et_pb_bg_layout_light et_pb_text_align_left et_pb_text_1\">Giochi da tavolo, videogames, role plays, ecc. possono infatti essere a nostro parere validi strumenti di Public History. Sono molti i giochi che utilizzano la storia come contesto: alcuni di questi no si limitano ad un&#8217;ambientazione storica di sfondo ma basano i meccanismi di gioco sulle dinamiche storiche del periodo scelto, con diversi livelli di aderenza storica. L&#8217;obiettivo specifico del panel \u00e8 stato quello di analizzare in modo interdisciplinare le potenzialit\u00e0 dei giochi per la trasmissione e diffusione del sapere storico, sia attraverso i contenuti veicolati, che mettendo il giocatore di fronte alla complessit\u00e0 dei contesti e ai possibili scenari alternativi (what if?).<\/div>\n<div class=\"et_pb_text et_pb_module et_pb_bg_layout_light et_pb_text_align_left et_pb_text_1\">Gli appassionati di giochi storici sono molto attenti all&#8217;aderenza del gioco alla realt\u00e0 e pensiamo valga la pena intercettarne l&#8217;interesse verso la Storia: il gioco, a differenza di altri media, permette una partecipazione attiva alla costruzione della narrazione; in questo senso pu\u00f2 essere un valido strumento di public history, un modo per fare storia con il pubblico.<\/div>\n<div class=\"et_pb_text et_pb_module et_pb_bg_layout_light et_pb_text_align_left et_pb_text_1\">Per sviluppare questo discorso, abbiamo scelto come terreno di confronto il board game \u201cTwilight Struggle\u201d, uno dei pi\u00f9 conosciuti del panorama internazionale. Si tratta di un gioco card-driven dedicato alla Guerra Fredda 1945-1989, di cui analizza nel dettaglio gli eventi e riproduce con verosimiglianza i meccanismi psicologici.<\/div>\n<div class=\"et_pb_text et_pb_module et_pb_bg_layout_light et_pb_text_align_left et_pb_text_1\">Dall&#8217;analisi critica di Twilight Struggle, confrontato con altri giochi sullo stesso argomento e con prodotti dedicati ad epoche diverse, ne sono emerse sia le potenzialit\u00e0 che i limiti. Se infatti nel gioco viene resa l&#8217;atmosfera di tensione e contrapposizione tra le due superpotenze, manca il livello dei singoli stati e soprattuto il ruolo del popolo (al centro invece, ad esempio, di un altro gioco sulla Guerra Fredda: \u201cWir sind das volk!\u201d). Il mazzo di carte si compone di eventi realmente accaduti, suddivisi in tre periodi: inizio guerra, met\u00e0 guerra, tarda guerra e nel regolamento dell&#8217;edizione deluxe c&#8217;\u00e8 un&#8217;ampia parte finale, La Storia nelle Carte, nella quale vengono spiegati alcuni degli eventi principali rappresentati sulle carte. Ma fra gli eventi selezinati dagli autori per essere inseriti nel gioco ne mancano di fondamentali; uno per tutti: la costruzione del muro di Berlino.<\/div>\n<div class=\"et_pb_text et_pb_module et_pb_bg_layout_light et_pb_text_align_left et_pb_text_1\">Da un punto di vista didattico, il gioco risulta di difficile applicazione a meno di apportare una serie di modifiche ad hoc.<\/div>\n<div class=\"et_pb_text et_pb_module et_pb_bg_layout_light et_pb_text_align_left et_pb_text_1\">Il vero potenziale di questo, come di altri giochi storici, risiede quindi nella narrazione che sviluppa e alla quale il giocatore partecipa attivamente, mettendo in scena possibili scenari alternativi che possono essere validi spunti di riflessione fra public historian e giocatori. Infine, ampliando lo sguardo al di l\u00e0 di \u201cTwilight Struggle\u201d, il public historian pu\u00f2 partecipare alla creazione di giochi a sfondo storico accanto a game designer professionisti, creando cos\u00ec dei giochi con solide basi storiche in grado di trasmettere nozioni storiche e fungere da mezzi di divulgazione.<\/p>\n<p><strong>PROGRAMMA DETTAGLIATO<\/strong><\/p>\n<p>Coordinatrice <strong>Chiara Asti<\/strong> (Museo della Repubblica di Montefiorino e della Resistenza Italiana)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Ravenna-short-Mirco.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">1. <strong>Andrea Baravelli &#8211; Mirco Carrattieri<\/strong><em> \u201cCold war games\u201d. Dal tavolo delle trattative al tavolo di gioco.<\/em><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Cecalupo-per-sito-pophistory-2.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">2. <strong>Marco Cecalupo<\/strong> (Insegnante)<em> A cosa serve giocare a Twilight Struggle?<\/em><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.pophistory.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Gabriele-Sorrentino_Short.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">3. <strong>Gabriele Sorrentino<\/strong> (Public Historian) <em>Giocare la Storia: potenzialit\u00e0 e criticit\u00e0. L\u2019esempio di Twilight Struggle e il problema del What if<\/em><\/a><\/p>\n<\/div>\n<p>[\/et_pb_toggle][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[et_pb_section bb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;section&#8221;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_3&#8243;][et_pb_post_title admin_label=&#8221;Titolo del Post&#8221; title=&#8221;on&#8221; meta=&#8221;off&#8221; author=&#8221;off&#8221; date=&#8221;off&#8221; categories=&#8221;on&#8221; comments=&#8221;on&#8221; featured_image=&#8221;on&#8221; featured_placement=&#8221;below&#8221; parallax_effect=&#8221;off&#8221; parallax_method=&#8221;on&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; text_color=&#8221;dark&#8221; text_background=&#8221;off&#8221; text_bg_color=&#8221;rgba(255,255,255,0.9)&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; title_font_size=&#8221;30px&#8221; \/][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;2_3&#8243;][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;] Gli interventi e le relazioni dei pophistorians nei panel della prima conferenza AIPH tenutasi a Ravenna dal 5 al 9 giugno [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":245,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":""},"project_category":[19],"project_tag":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v16.0.2 - 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