Boston: alla conquista della libertà

di Giulia Dodi

La libertà è un diritto naturale, e a mio avviso bisogna aggiungere che siamo nati non solo padroni della nostra libertà, ma anche inclini a difenderla.

(E. de La Boitié)

Chi considera la storia noiosa e adatta solamente alle polverose aule scolastiche forse non è mai passato da Boston, una delle città più antiche d’America e capitale del Massachusetts. E’ qui che hanno avuto inizio le ribellioni che portarono all’indipendenza americana e di questo la città va molto orgogliosa, tanto da aver predisposto una lunga camminata attraverso i luoghi più significativi in cui i coloni hanno preso coscienza della propria forza e si sono ribellati all’Inghilterra.

Freedom Trail, questo è il nome di una vera e propria passeggiata nella storia che tocca 16 luoghi chiave nella conquista della libertà americana, attraverso 4 chilometri che permettono di attraversare la città di Boston, passando all’interno dei suoi quartieri con un piede nel passato e uno nel presente.

Dal Boston Common, il principale parco della città, si parte alla volta di questo viaggio nel tempo per il quale basta seguire la linea di mattoncini rossi che trovate a terra e che vi guiderà per tutto il percorso, rendendo molto agevole l’orientamento. Grazie a questo semplice accorgimento è impossibile perdersi o non sapere dove andare, i mattoncini sono un navigatore discreto ed affidabile che vi condurranno attraverso The State House e poi fino all’Old State House, antica sede dei governi inglesi, poi al luogo del Boston Massacre,  dove nel 1770 vennero uccisi dalle truppe inglesi alcuni patrioti statunitensi. Da qui si prosegue passando, fra gli altri, per Paul Revere House, casa del noto patriota che ebbe un ruolo centrale nelle rivolte anti inglese, per terminare Bunker Hill Monument, teatro di una delle battaglie più sanguinose dalla rivolta americana, in cui oggi sorge un obelisco a memoria di quegli eventi.

Ciò che rende davvero pop questo percorso è il fatto che ad ogni tappa ci sia un attore che, indossando i costumi settecenteschi, racconta ai visitatori l’importanza dei luoghi che stanno visitando, il loro coinvolgimento nella battaglia per l’indipendenza e la loro centralità nella memoria storica degli Stati Uniti. Chiese, monumenti, luoghi in cui sono sepolti alcuni dei patrioti che combatterono per l’indipendenza, piazze e centri di riunione e di aggregazione compongono questo esempio di public history en plain air, attraverso cui è possibile entrare in contatto con uno dei capisaldi della storia americana, e ripercorrerne le tracce sia in senso fisico sia in senso metaforico.

Semplice ma davvero suggestivo ed efficace, questo percorso è adatto ai visitatori di ogni età, grazie anche al fatto che è possibile muoversi in completa autonomia, e camminare con il proprio passato, godendosi al contempo i quartieri più suggestivi di Boston e scoprirne l’affascinante storia.

Non compresa nel percorso, ma imprescindibile per chi visita la città, è una visita al molo in cui ebbe luogo l’ammaraggio del carico di thé destinato all’Inghilterra, passato alla storia come Boston Tea Party.

E’ proprio qui che nel 1973 i Sons of Liberty, i membri della società segreta che lottava contro i dazi imposti dalla madrepatria, salirono travestiti da pellerossa su alcune navi cariche di thé e gettarono a mare il  carico, con un gesto che è rimasto nella storia per le sue modalità e le sue conseguenze.

Per chi lo volesse è possibile effettuare un giro su una imbarcazione che riproduce le navi dell’epoca, e su cui è anche possibile simulare la famosa rivolta, oltre che visitare il piccolo museo dedicato (https://www.bostonteapartyship.com/ ), che si trova proprio accanto al Boston Harbor. Rievocazione, vestiti ed oggetti d’epoca sono gli elementi preponderanti della narrazione che fa della partecipazione del pubblico e del suo coinvolgimento nella riproposizione degli eventi il suo principale aspetto pop, unendo la storia al divertimento.