Un castello per raccontare la storia della Svizzera: il Landesmuseum Zürich

di Giulia Dodi

Un castello dalle fattezze antiche e dalle strutture modernissime per raccontare la storia della Svizzera, il suo sviluppo e le sue complessità

Incastonata fra le Alpi e bagnata dall’omonimo lago, Zurigo è un concentrato di storia e cultura che attraversa i secoli per arrivare fino ai giorni nostri. Ai turisti la città si presenta immediatamente con eleganza e ordine, catturando l’attenzione dei visitatori per la sua bellezza vagamente austera e per le numerose influenze culturali che nel tempo sono confluite in questo cantone svizzero.

Un ottimo esempio dell’attenzione che la città riserva alla propria storia e della sua capacità di renderla fruibile al pubblico è il Landesmuseum Zürich, cioè il museo nazionale di Zurigo, situato poco distante dal centro storico e facilmente raggiungibile tanto per chi soggiorna in città, tanto per chi arriva da fuori.

Si tratta di un piccolo gioiello museale, a partire dalla sede in cui è ospitato: un “castello-museo” costruito sul finire dell’Ottocento, la cui architettura si ispira ai castelli francesi e inglesi e che alla bellezza delle sue torri e delle sue fattezze aggiunge un parco che si sviluppa tra i fiumi cittadini Sihl e Limmat e da solo è una delle attrazioni più apprezzate dai turisti.

L’esposizione del museo ripercorrere la storia della Svizzera a partire dalla preistoria, con una sezione archeologica dettagliata e curata nei dettagli, grazie anche agli strumenti multimediali che consentono un approccio attivo e talvolta quasi ludico alla scoperta delle informazioni. Infatti, in questa sezione, al percorso espositivo di matrice più classica si affiancano una serie di tavoli tematici su cui è possibile combinare gli elementi a disposizione per ottenere nozioni ed approfondimenti specifici, oltre che poter attivare proiezioni animate su una parete interattiva.

L’esposizione ripercorre poi le epoche più recenti e le tematiche che hanno contraddistinto la storia elvetica, molto spazio è dedicato all’importanza della religione, dei luoghi sacri e degli oggetti che nei secoli hanno accompagnato i fedeli nei pellegrinaggi, così come centrale è la narrazione della diffusione e dello sviluppo del protestantesimo attraverso le figure di Martin Lutero e Huldrych Zwingli. E poi ci sono lo sviluppo delle banche e del settore finanziario, che ancora oggi è trainante nell’economia svizzera, raccontato attraverso installazioni, il materiale documentario originale e l’utilizzo di strumenti tecnologici che consentono di variare registro narrativo e mantenere vivo l’interesse dei visitatori, i quali possono approfondire gli aspetti che più gli interessano attraverso schede informative multimediali.

Lo stesso vale per altri temi che hanno caratterizzato lo sviluppo dei cantoni svizzeri: dalle case farmaceutiche alla nascita delle industrie orologiaie più prestigiose al mondo, fino al racconto del lavoro di alcuni fra i pubblicitari più influenti dello scorso secolo. Tra manifesti colorati e bozzetti preparatori si celebra la creatività e l’importanza di professionisti di fama mondiale, come Reinhart Morscher, autore di campagne pubblicitarie e poster come quelli realizzati per Schweppes.

La visita si conclude con il racconto della storia svizzera nel XX secolo e dei tanti aspetti che la hanno caratterizzato, dall’immigrazione alle guerre mondiali, dai movimenti femministi fino al ruolo della Svizzera nel contesto della guerra fredda.

Quello che più impressiona, in termini di public history, è la capacità di intrecciare diversi linguaggi e di rivolgersi a pubblici differenti. L’utilizzo di quiz digitali e di quaderni di indovinelli appositamente pensati per favorire le visite dei bambini e delle famiglie evidenzia la grande attenzione per i propri visitatori e la capacità di proporre esperienze diversificate a seconda dell’età e degli interessi. Altrettanto importante è l’utilizzo della tecnologia e la centralità riservata all’interazione ed alla partecipazione attiva del pubblico, grazie anche alla possibilità di usufruire di una strumentazione di ultima generazione. Tutto ciò rende la visita di questo museo coinvolgente, interessante e mai banale, forma e contenuto sono ben calibrate per proporre una narrazione efficace della storia svizzera, capace di abbracciare epoche e tematiche molto diverse e lontane tra loro mantenendo chiarezza comunicativa e prospettiva storica.