Il Master di public history di Modena

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Si chiuderanno il 29 settembre alle ore 13.30 le iscrizioni per la terza edizione del master di II livello in Public History dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Il Master di Modena ci sta particolarmente a cuore perché è proprio tra i banchi della prima edizione che ci siamo conosciuti e abbiamo iniziato a ragionare di quella che, dopo qualche mese, sarebbe diventata PopHistory.

Questo corso è il primo ad avere portato nell’accademia italiana la Public History. Mentre negli USA e in altri paesi europei è una disciplina già attestata da alcuni decenni, in Italia è una novità: basti pensare che il primo convegno italiano si è svolto soltanto lo scorso giugno. Quindi, un settore giovane, che offre molte sfide e nuove opportunità di ricerca e di lavoro.

Di cosa si occupa esattamente la public history? E’ un modo di fare storia che coniuga una grande attenzione alla metodologia storica per creare contenuti di alto livello destinati ad un pubblico vasto. La storia esce fuori dalle università e si rivolge ai non specialisti, utilizzando la multidisciplinarietà e sperimentando vari linguaggi: dalla televisione al web, dalla musica al cinema e al teatro.

Il master è organizzato in collaborazione con realtà molto attive sul territorio e perfetti esempi della public history sul campo: gli Istituti storici di Modena e di Reggio Emilia, la Fondazione ex Campo Fossoli di Carpi, l’Istituto Cervi di Gattatico e il Centro documentazione donna di Modena.

Gli insegnamenti sono tenuti da docenti universitari sia interni sia esterni al Dipartimento, mentre i seminari sono affidati a professionisti del settore (cinema, musica, letteratura, teatro, media digitali…). Tra i tanti, hanno tenuto seminari Serge Noiret, Giovanni Cattabriga alias Wu Ming II, Gabriele Vacis, Massimo Zamboni, Sergio Ferrentino, Giorgio Diritti, Carlo Olmo, Alessandro Tota, Eric Gobetti, Vanessa Roghi, Claudio Longhi, Enrica Salvatori, Roberto Malfagia, Daniele Jalla di Icom Italia, Massimiliano Tarantino di Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Patrizia Cacciani dell’Istituto Luce, Chiara Ottaviano di Cliomedia Officina, Guido Ostanel e Manuel De Carli di Becco Giallo editore.

Oltre alla parte teorica, è previsto un periodo di stage di 325 ore, dove potere mettere in pratica e consolidare le buone pratiche approfondite.

Per partecipare al Master, può inviare la propria candidatura chiunque abbia una laurea magistrale, specialistica o vecchio ordinamento, in settori attinenti alla public history; per chi non avesse i requisiti, è possibile iscriversi come uditore.

A noi PopHistory il Master ha portato fortuna, facendoci incontrare e fornendoci molti spunti di approfondimento su una disciplina tutta da scoprire. Invitiamo altri ricercatori a provare la nostra esperienza!

Qui il link al sito del Master, dove potrete trovare maggiori informazioni e il modulo di iscrizione: http://www.masterpublichistory.unimore.it/site/home.html