Il racconto della storia. Un passato da leggere, scrivere, insegnare

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MARTEDÌ 6 GIUGNO| h. 15.30-17 | Palazzo Corradini

(a cura di Silvia Lotti, Gabriele Sorrentino, Eleonora Moronti, Eugenia Corbino, coordinato da Carlo Greppi)

La Storia può essere raccontata e insegnata anche per mezzo di forme testuali che non siano i classici saggi pieni note e dal carattere argomentativo? Ovviamente sì e l’utilizzo di metodologie proprie della Public History ci viene incontro. Lettura-scrittura, romanzi-racconti, ma anche forme di narrativa integrate attraverso l’arte, la fotografia, l’audiovisivo permettono, attraverso un linguaggio più familiare e vicino al quotidiano, di avvicinare alla disciplina pubblici diversi, costituendo anche un strumento utile e funzionale alla didattica della storia.

In tal senso, obiettivo del panel si è proposto di analizzare le potenzialità che la narrativa sembra avere verso un pubblico che spesso manca di solide conoscenze storiche. È, ad esempio, il caso del romanzo storico che, se ben scritto, ha il pregio di riuscire a mostrare al lettore il passato, velocizzando e alleggerendo la comunicazione del messaggio. Chiaro è come discorsi analoghi possono essere fatti anche per le serie tv, capaci di “fidelizzare” il pubblico. Esistono naturalmente delle “controindicazioni” e se ne discuterà. Si pensi a come nel romanzo o nella fiction sia difficile far emergere la complessità che pur caratterizza il discorso storiografico, rischiando, dunque, che la storia venga banalizzata o narrata secondo un unico punto di vista che tende a creare eccessive semplificazioni.

Si sono poi analizzate le potenzialità che lettura e scrittura possono avere nell’ambito della didattica della storia. Tra gli strumenti utili a far sì che i bambini, già a partire dalla scuola primaria, possano imparare a “pensare storicamente” si collocano gli albi illustrati: libri con immagini che aiutano gli alunni a collocarsi e a orientarsi nel passato.

Ma anche la scrittura, pensata per confezionare racconti brevi, composti a partire dallo studio di vicende storiche e integrati con elementi di fantasia, può costituire un valido mezzo per avvicinare i ragazzi delle scuole superiori alla disciplina. Verrà, a tal proposito, presentata l’esperienza di «Scrittura resistente», un progetto di didattica della storia basato su metodologie di scrittura collettiva e proposto dall’Istituto Storico della Resistenza in Toscana.

Il Public Historian può dunque operare attraverso una vasta gamma di strumenti mutuati dalla narrativa e da applicare con perizia alla divulgazione e alla didattica della storia attraverso soluzioni originali, creative e non convenzionali. L’imperativo, naturalmente, è utilizzarli per accompagnare – non sostituire – le metodologie di indagine proprie della storia-scienza.

PROGRAMMA DETTAGLIATO

Coordinatore: Carlo Greppi (Scrittore)

Relatori:

1. Eugenia Corbino (Associazione PopHistory), Silvia Lotti (Associazione PopHistory) La Storia da leggere e da scrivere: esperienze di didattica della storia attraverso gli albi illustrati e percorsi di scrittura creativa

2. Gabriele Sorrentino (Associazione PopHistory) Il romanzo storico: prerogative e controindicazioni

3. Eleonora Moronti (Associazione PopHistory) Intrecci d’arte: osservazione e adozione di nuovi format nella Public History