TAPUM

Immagine tratta dal sito dell’editore
di Chiara Aramini
TAPUM
Leo Ortolani
Feltrinelli
«”Ta” è il colpo che arriva, “pum” l’eco della detonazione che segue, come un destino già scritto.»
(Leo Ortolani, Tapum)
Tapum, fumetto di Leo Ortolani pubblicato per Feltrinelli (Feltrinelli Comics) il 28 ottobre 2025, racconta il dramma della Prima guerra mondiale attraverso gli occhi del Tenente Mariani, assegnato al Battaglione Fusar del Capitano Dolon sul monte Ortigara, nell’alto Vicentino. I nomi del battaglione e dei protagonisti sono frutto della fantasia, ma le vicende sono verosimili, un intreccio di disperazione, follia e anche un pizzico di umorismo, con cui Ortolani narra tutta l’assurdità, la sporcizia e il dramma della guerra. I protagonisti hanno le sembianze del fumettista e di Andrea Pennacchi, perché l’idea nasce proprio dalla lettura del libro di quest’ultimo, La guerra dei Bepi, dove vengono narrate le esperienze del nonno e del padre dell’autore, soldati rispettivamente durante la Prima e la Seconda guerra mondiale.
Questo fumetto di Ortolani si distingue dal resto delle sue pubblicazioni per un tono meno umoristico e per la tecnica utilizzata. La comicità non è del tutto bandita dal libro, e appare, ironia della sorte, proprio grazie al personaggio della Morte, rappresentata dal cadavere di un soldato. Per raffigurare la cruda e sporca realtà della guerra Ortolani ha scelto di utilizzare la china acquerellata, tecnica che ben si presta a descrivere l’aria tesa che aleggiava sul Monte Ortigara, protagonista di una sanguinosa lotta tra i battaglioni italiani e quelli austriaci, con offensive e controffensive non prive di ordini confusi e sconcertanti agli occhi dei soldati. Ortolani riporta molto bene il sacrificio dei combattenti italiani su quella montagna in nome della Patria, personificata nel fumetto da una bellissima donna fredda e a tratti crudele. Un sacrificio per questo avvertito come inutile e assurdo, compiuto in nome di una patria insensibile e distaccata, ordinato da superiori lontani dalle trincee e dall’artiglieria del nemico che rendono paradossali molte delle azioni compiute sul Monte Ortigara.
Tapum è un libro che cattura, a iniziare proprio dal suo titolo particolare che getta direttamente il lettore all’interno delle trincee: tapum è una parola che, come spiega la Treccani, nasce proprio durante la Prima guerra mondiale: ta-pùm. – Voce onomatopeica, imitante il suono prodotto dallo sparo di un fucile isolato, e più specificamente del fucile in dotazione alle truppe dell’esercito austro-ungarico durante la Prima guerra mondiale: si usò infatti allora con riferimento ai cosiddetti cecchini, divenendo titolo di un canto di trincea che esprime il sacrificio e il dolore dei soldati italiani[1].
Il canto è centrale nella storia del fumetto: Ortolani gli ha voluto dare ampio spazio per restituire ai lettori un elemento importante, la traccia di un’umanità che non si perde del tutto, nonostante la tragedia che i soldati si trovano ad affrontare. Durante tutto il fumetto Dolon cerca di comporre un canto che non riesce a far intonare poiché il suo battaglione continua a perdere uomini.
Tapum è frutto di un lavoro di ricerca approfondito che riesce a restituire al lettore con i suoi disegni e le sue parole un episodio drammatico della nostra storia, senza perdere il tocco ironico firma di un grande fumettista.
Note:
[1] Ta-pùm – significato ed etimologia – Vocabolario – Treccani, consultato il 24 giugno 2026.