{"id":339,"date":"2017-09-01T17:06:10","date_gmt":"2017-09-01T17:06:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pophistory.it\/?p=339"},"modified":"2017-09-26T20:41:47","modified_gmt":"2017-09-26T20:41:47","slug":"amsterdam-verzetsmuseum","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pophistory.it\/new\/placetobepop\/amsterdam-verzetsmuseum\/","title":{"rendered":"Amsterdam, Verzetsmuseum"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section bb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;section&#8221;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_post_title admin_label=&#8221;Titolo del Post&#8221; title=&#8221;on&#8221; meta=&#8221;on&#8221; author=&#8221;off&#8221; date=&#8221;off&#8221; categories=&#8221;off&#8221; comments=&#8221;off&#8221; featured_image=&#8221;off&#8221; featured_placement=&#8221;below&#8221; parallax_effect=&#8221;off&#8221; parallax_method=&#8221;on&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; text_color=&#8221;dark&#8221; text_background=&#8221;off&#8221; text_bg_color=&#8221;rgba(255,255,255,0.9)&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; title_font_size=&#8221;40px&#8221; title_text_color=&#8221;#8300e9&#8243; \/][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; text_font=&#8221;|||on|&#8221; text_font_size=&#8221;18&#8243; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p>di Giorgio Uberti<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_gallery admin_label=&#8221;Galleria&#8221; show_title_and_caption=&#8221;off&#8221; show_pagination=&#8221;on&#8221; gallery_ids=&#8221;344,345,346,347,348,349,350,351,352,353,354,355,356,357,358,359,360,361,362,363,364,365,366,367&#8243; fullwidth=&#8221;off&#8221; orientation=&#8221;landscape&#8221; hover_overlay_color=&#8221;rgba(255,255,255,0.9)&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; auto=&#8221;off&#8221; \/][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;]<\/p>\n<p>Adattarsi? Collaborare? Resistere?<br \/>\nTre domande essenziali, soprattutto se \u00e8 in corso una guerra<\/p>\n<p>Ci troviamo ad Amsterdam, nel quartiere di Plantage, di fronte allo zoo (Artis), a poche fermate di tram da Piazza Dam. Non distanti, e quindi facilmente visitabili nella stessa giornata, potete trovare il Museo Nazionale dell\u2019Olocausto e il teatro-memoriale della cultura ebraica. Il Verzetsmuseum, o Museo della Resistenza, \u00e8 stato inaugurato nel 1985 e porter\u00e0 le lancette dei vostri orologi agli anni dell\u2019occupazione della Germania nazista dei Paesi Bassi.<\/p>\n<p>Su Tripadvisor, il Verzetsmuseum, \u00e8 piazzato alla venticinquesima posizione su 516 attrazioni che offre la capitale. Le 35 critiche pi\u00f9 feroci lo etichettano come noioso e confuso, le oltre 1200 pi\u00f9 entusiaste ne apprezzano la capacit\u00e0 di saper raccontare le vicende della Seconda Guerra Mondiale. Il costo del biglietto \u00e8 di 10 euro, ma \u00e8 gratuito per i possessori di una I Amsterdam City Card (la carta musei, facilmente acquistabile online). Inclusa nel biglietto avrete anche la possibilit\u00e0 di noleggiare un\u2019audioguida, necessaria per apprezzare fino in fondo la vostra esperienza.<\/p>\n<p>Il percorso museale si apre con un video introduttivo nel quale un giovanotto, molto simile all\u2019ucraino Alex del film Ogni cosa \u00e8 illuminata, vi accompagner\u00e0 tra le vie della citt\u00e0 attuale illustrandovi il contesto storico in cui si trovavano i Paesi Bassi alla fine degli anni Trenta. Il 10 maggio 1940 le truppe della Germania nazista, dopo aver bombardato Rotterdam, invasero i Paesi Bassi.<\/p>\n<blockquote>\n<h2>Adattarsi? Collaborare? Resistere?<br \/>\nTre domande essenziali, soprattutto se \u00e8 in corso una guerra<\/h2>\n<\/blockquote>\n<p>Adattarsi? Collaborare? Resistere? Con queste tre domande il video si chiude e potrete iniziare la visita immedesimandovi nei quattro principali punti di visita principali della popolazione Olandese. Avrete cio\u00e8 la possibilit\u00e0 di conoscere gli usi e la cultura politica di cattolici, protestanti, liberali e socialisti. Da questo momento in poi, ogni aspetto della societ\u00e0, della politica e dell\u2019economia olandese sar\u00e0 osservato attraverso fedeli ricostruzioni e installazioni interattive.<\/p>\n<p>Troverete la ricostruzione di una sala cinematografica, con tanto di pellicole d\u2019epoca, passando per una tipografia di giornali clandestini, fino alla riproduzione di una cella del carcere nel quale potevano avvenire brutali interrogatori. Sui muri in mattoni potrete leggere cartelli propagandistici contro il bolscevismo, mentre qua e la compariranno anonime scritte bianche \u201cOZO\u201d ovvero: gli Orange (la famiglia reale olandese in esilio a Londra) ritorneranno vittoriosi.<\/p>\n<p>La vostra visita sar\u00e0 continuamente scandita da domande, proiettate sul pavimento, alle quali le installazioni provano a rispondere. Adattarsi? Cooperare? Resistere? Restare? Iscriversi? Boicottare? Aiutare? Raccontare? Vendicarsi? Il 5 maggio 1945 Amsterdam e il nord dei Paesi Bassi furono finalmente liberati dal controllo nazista. Al termine del percorso, tra le tante bandiere dei liberatori, troverete una frase di Remco Campert, poeta e giornalista olandese: \u201cPoni a te stesso una domanda, ecco come \u00e8 iniziata la resistenza. E ora poni quella stessa domanda a qualcun altro\u201d.<\/p>\n<p>La sezione che ci ha convinto a inserire questo luogo tra i #PlaceToBePop non \u00e8 tanto il percorso di visita principale, seppure molto fedele e avvincente, quanto quello dedicato ai bambini. Non fatevi scoraggiare e salite sull\u2019ascensore del tempo! Al termine di un breve video introduttivo sarete trasportati in un piccolo villaggio olandese, sulla cui piazza si affacciano quattro casette. Sono quelle di Henk, Eva, Jan e Nelly, quattro bambini, come tanti, che vivevano nei Paesi Bassi nel 1940. Varcate le soglie scoprirete per\u00f2 che Henk appartiene a una famiglia filo-monarchica fedele alla regina Guglielmina, Eva \u00e8 un piccola ebrea fuggita con la famiglia dall\u2019Austria, il pap\u00e0 di Jan parteciper\u00e0 alla resistenza e combatter\u00e0 clandestinamente il nazismo e, al contrario, i genitori di Nelly militano nel Movimento Nazional Socialista Olandese (NSB) di Anton Mussert.<\/p>\n<p>Personalmente, in questo luogo, ho trattenuto a stento l\u2019emozione per la capacit\u00e0 di saper coinvolgere i piccoli visitatori del Verzetsmuseum. In ognuna di queste casette avrete la possibilit\u00e0 di conoscere le abitudini, i sogni, le paure di questi bambini e il loro rapporto con le famiglie e con i loro coetanei. Avrete la possibilit\u00e0 di interagire con i loro oggetti quotidiani, aprire i loro cassetti, vedere cosa mangiavano e sentire i rumori che segneranno per sempre le loro vite. Come per gli adulti, anche ai bambini vengono sostanzialmente poste le medesime domande e la medesima problematizzazione del contesto storico, forse proprio per questo l\u2019effetto finale \u00e8 ancora pi\u00f9 incisivo.<\/p>\n<blockquote>\n<h2>Una visita emozionante che potrebbe durare anche 2 o 3 ore. Se avete altro tempo da dedicare a questo luogo vi consigliamo l\u2019esplorazione della sezione dedicata alla guerra nelle colonie olandesi e al loro ruolo strategico nel conflitto mondiale.<\/h2>\n<\/blockquote>\n<p>Anche al termine di questa sezione sarete chiamati ad attraversare la data del 5 maggio 1945. Uscendo dal piccolo villaggio, lungo una strada nella quale sono parcheggiati mezzi di trasporto militare, scoprirete che Henk, Eva, Jan e Nelly sono persone reali, sopravvissute alla guerra. Tutti i ricordi, gli oggetti, le fotografie, in cui ci siamo appena imbattuti erano reali e sono stati loro stessi a guidarci nell\u2019esplorazione! Infine, in un\u2019ultima stanzetta, tutti loro sottolineano il valore della democrazia, attraverso una piccola piattaforma a pulsanti, grazie alla quale vi sar\u00e0 possibile esprimere la vostra concordanza o meno su questioni politiche chiave dei Paesi Bassi di oggi, potendo comprendere anche il loro punto di vista.<\/p>\n<p>Una visita emozionante che potrebbe durare anche 2 o 3 ore. Se avete altro tempo da dedicare a questo luogo vi consigliamo l\u2019esplorazione della sezione dedicata alla guerra nelle colonie olandesi e al loro ruolo strategico nel conflitto mondiale. Anche questo tema \u00e8 declinato, seppure in maniera meno coinvolgente, per i piccoli visitatori. Il Dutch Resistence Museum Junior \u00e8 finanziato con fondi per lo sviluppo regionale Europeo, dal Ministero per la salute il benessere e lo sport, dalla provincia dell\u2019Olanda Settentrionale, dal Comune di Amsterdam, dalla Fondazione della Banca VSB, dal Gruppo Editoriale Democrazia e Media, dalla Fondazione Geskes e Strijbs, dal Comitato Nazionale 4 e 5 maggio e dalla Fondazione per le arti visive Mondriaan.<\/p>\n<p>La morale di questo museo \u00e8 che la migliore risposta per far conoscere il dramma di chi ha vissuto la guerra \u00e8 la capacit\u00e0 di saper porre le giuste domande. Il link al sito internet del Museo della Resistenza \u00e8 il seguente: <a href=\"https:\/\/www.verzetsmuseum.org\/museum\/nl\/museum\">https:\/\/www.verzetsmuseum.org\/museum\/nl\/museum<\/a> a questo indirizzo potete invece trovare i video della sezione per i pi\u00f9 piccoli: <a href=\"https:\/\/www.verzetsmuseum.org\/museum\/en\/exhibitions\/children-s_museum\/video\">https:\/\/www.verzetsmuseum.org\/museum\/en\/exhibitions\/children-s_museum\/video<\/a><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[et_pb_section bb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;section&#8221;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_post_title admin_label=&#8221;Titolo del Post&#8221; title=&#8221;on&#8221; meta=&#8221;on&#8221; author=&#8221;off&#8221; date=&#8221;off&#8221; categories=&#8221;off&#8221; comments=&#8221;off&#8221; featured_image=&#8221;off&#8221; featured_placement=&#8221;below&#8221; parallax_effect=&#8221;off&#8221; parallax_method=&#8221;on&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; text_color=&#8221;dark&#8221; text_background=&#8221;off&#8221; text_bg_color=&#8221;rgba(255,255,255,0.9)&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; title_font_size=&#8221;40px&#8221; title_text_color=&#8221;#8300e9&#8243; \/][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; text_orientation=&#8221;left&#8221; text_font=&#8221;|||on|&#8221; text_font_size=&#8221;18&#8243; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221;] di Giorgio Uberti [\/et_pb_text][et_pb_gallery admin_label=&#8221;Galleria&#8221; show_title_and_caption=&#8221;off&#8221; show_pagination=&#8221;on&#8221; gallery_ids=&#8221;344,345,346,347,348,349,350,351,352,353,354,355,356,357,358,359,360,361,362,363,364,365,366,367&#8243; fullwidth=&#8221;off&#8221; orientation=&#8221;landscape&#8221; hover_overlay_color=&#8221;rgba(255,255,255,0.9)&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; use_border_color=&#8221;off&#8221; border_color=&#8221;#ffffff&#8221; border_style=&#8221;solid&#8221; auto=&#8221;off&#8221; \/][et_pb_text admin_label=&#8221;Testo&#8221; background_layout=&#8221;light&#8221; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":344,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":""},"categories":[12],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v16.0.2 - 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