Amsterdam, Verzetsmuseum

di Giorgio Uberti
Adattarsi? Collaborare? Resistere?
Tre domande essenziali, soprattutto se è in corso una guerra

Ci troviamo ad Amsterdam, nel quartiere di Plantage, di fronte allo zoo (Artis), a poche fermate di tram da Piazza Dam. Non distanti, e quindi facilmente visitabili nella stessa giornata, potete trovare il Museo Nazionale dell’Olocausto e il teatro-memoriale della cultura ebraica. Il Verzetsmuseum, o Museo della Resistenza, è stato inaugurato nel 1985 e porterà le lancette dei vostri orologi agli anni dell’occupazione della Germania nazista dei Paesi Bassi.

Su Tripadvisor, il Verzetsmuseum, è piazzato alla venticinquesima posizione su 516 attrazioni che offre la capitale. Le 35 critiche più feroci lo etichettano come noioso e confuso, le oltre 1200 più entusiaste ne apprezzano la capacità di saper raccontare le vicende della Seconda Guerra Mondiale. Il costo del biglietto è di 10 euro, ma è gratuito per i possessori di una I Amsterdam City Card (la carta musei, facilmente acquistabile online). Inclusa nel biglietto avrete anche la possibilità di noleggiare un’audioguida, necessaria per apprezzare fino in fondo la vostra esperienza.

Il percorso museale si apre con un video introduttivo nel quale un giovanotto, molto simile all’ucraino Alex del film Ogni cosa è illuminata, vi accompagnerà tra le vie della città attuale illustrandovi il contesto storico in cui si trovavano i Paesi Bassi alla fine degli anni Trenta. Il 10 maggio 1940 le truppe della Germania nazista, dopo aver bombardato Rotterdam, invasero i Paesi Bassi.

Adattarsi? Collaborare? Resistere?
Tre domande essenziali, soprattutto se è in corso una guerra

Adattarsi? Collaborare? Resistere? Con queste tre domande il video si chiude e potrete iniziare la visita immedesimandovi nei quattro principali punti di visita principali della popolazione Olandese. Avrete cioè la possibilità di conoscere gli usi e la cultura politica di cattolici, protestanti, liberali e socialisti. Da questo momento in poi, ogni aspetto della società, della politica e dell’economia olandese sarà osservato attraverso fedeli ricostruzioni e installazioni interattive.

Troverete la ricostruzione di una sala cinematografica, con tanto di pellicole d’epoca, passando per una tipografia di giornali clandestini, fino alla riproduzione di una cella del carcere nel quale potevano avvenire brutali interrogatori. Sui muri in mattoni potrete leggere cartelli propagandistici contro il bolscevismo, mentre qua e la compariranno anonime scritte bianche “OZO” ovvero: gli Orange (la famiglia reale olandese in esilio a Londra) ritorneranno vittoriosi.

La vostra visita sarà continuamente scandita da domande, proiettate sul pavimento, alle quali le installazioni provano a rispondere. Adattarsi? Cooperare? Resistere? Restare? Iscriversi? Boicottare? Aiutare? Raccontare? Vendicarsi? Il 5 maggio 1945 Amsterdam e il nord dei Paesi Bassi furono finalmente liberati dal controllo nazista. Al termine del percorso, tra le tante bandiere dei liberatori, troverete una frase di Remco Campert, poeta e giornalista olandese: “Poni a te stesso una domanda, ecco come è iniziata la resistenza. E ora poni quella stessa domanda a qualcun altro”.

La sezione che ci ha convinto a inserire questo luogo tra i #PlaceToBePop non è tanto il percorso di visita principale, seppure molto fedele e avvincente, quanto quello dedicato ai bambini. Non fatevi scoraggiare e salite sull’ascensore del tempo! Al termine di un breve video introduttivo sarete trasportati in un piccolo villaggio olandese, sulla cui piazza si affacciano quattro casette. Sono quelle di Henk, Eva, Jan e Nelly, quattro bambini, come tanti, che vivevano nei Paesi Bassi nel 1940. Varcate le soglie scoprirete però che Henk appartiene a una famiglia filo-monarchica fedele alla regina Guglielmina, Eva è un piccola ebrea fuggita con la famiglia dall’Austria, il papà di Jan parteciperà alla resistenza e combatterà clandestinamente il nazismo e, al contrario, i genitori di Nelly militano nel Movimento Nazional Socialista Olandese (NSB) di Anton Mussert.

Personalmente, in questo luogo, ho trattenuto a stento l’emozione per la capacità di saper coinvolgere i piccoli visitatori del Verzetsmuseum. In ognuna di queste casette avrete la possibilità di conoscere le abitudini, i sogni, le paure di questi bambini e il loro rapporto con le famiglie e con i loro coetanei. Avrete la possibilità di interagire con i loro oggetti quotidiani, aprire i loro cassetti, vedere cosa mangiavano e sentire i rumori che segneranno per sempre le loro vite. Come per gli adulti, anche ai bambini vengono sostanzialmente poste le medesime domande e la medesima problematizzazione del contesto storico, forse proprio per questo l’effetto finale è ancora più incisivo.

Una visita emozionante che potrebbe durare anche 2 o 3 ore. Se avete altro tempo da dedicare a questo luogo vi consigliamo l’esplorazione della sezione dedicata alla guerra nelle colonie olandesi e al loro ruolo strategico nel conflitto mondiale.

Anche al termine di questa sezione sarete chiamati ad attraversare la data del 5 maggio 1945. Uscendo dal piccolo villaggio, lungo una strada nella quale sono parcheggiati mezzi di trasporto militare, scoprirete che Henk, Eva, Jan e Nelly sono persone reali, sopravvissute alla guerra. Tutti i ricordi, gli oggetti, le fotografie, in cui ci siamo appena imbattuti erano reali e sono stati loro stessi a guidarci nell’esplorazione! Infine, in un’ultima stanzetta, tutti loro sottolineano il valore della democrazia, attraverso una piccola piattaforma a pulsanti, grazie alla quale vi sarà possibile esprimere la vostra concordanza o meno su questioni politiche chiave dei Paesi Bassi di oggi, potendo comprendere anche il loro punto di vista.

Una visita emozionante che potrebbe durare anche 2 o 3 ore. Se avete altro tempo da dedicare a questo luogo vi consigliamo l’esplorazione della sezione dedicata alla guerra nelle colonie olandesi e al loro ruolo strategico nel conflitto mondiale. Anche questo tema è declinato, seppure in maniera meno coinvolgente, per i piccoli visitatori. Il Dutch Resistence Museum Junior è finanziato con fondi per lo sviluppo regionale Europeo, dal Ministero per la salute il benessere e lo sport, dalla provincia dell’Olanda Settentrionale, dal Comune di Amsterdam, dalla Fondazione della Banca VSB, dal Gruppo Editoriale Democrazia e Media, dalla Fondazione Geskes e Strijbs, dal Comitato Nazionale 4 e 5 maggio e dalla Fondazione per le arti visive Mondriaan.

La morale di questo museo è che la migliore risposta per far conoscere il dramma di chi ha vissuto la guerra è la capacità di saper porre le giuste domande. Il link al sito internet del Museo della Resistenza è il seguente: https://www.verzetsmuseum.org/museum/nl/museum a questo indirizzo potete invece trovare i video della sezione per i più piccoli: https://www.verzetsmuseum.org/museum/en/exhibitions/children-s_museum/video