SPECIALE GIAPPONE 2025 #2 – Tokyo e dintorni: Yokohama e Hakone
di Andrea Oldani
Un’altra location facile da raggiungere da Tokyo in mezz’ora di treno è Yokohama. L’attrazione principale della città è sicuramente Chinatown, un’area abbastanza estesa a poche fermate dalla stazione ferroviaria di Yokohama. Si tratta della Chinatown più grande (500 mq) e antica del Giappone, risalente agli anni Cinquanta dell’Ottocento quando il paese si aprì al mondo e agli stranieri per via della pressione delle potenze occidentali. La comunità di immigrati cinesi iniziò, poi, a concentrarsi nell’area creando un piccolo quartiere caratteristico per la sua architettura e il cibo. L’ingresso a Chinatown è delimitato da quattro portali riccamente decorati e posti ai quattro punti cardinali. I due templi più significativi sono il Yokohama Mazu Miao, dedicato alla dea cinese del Cielo Mazu, che fu consacrato a fine Ottocento. A poche centinaia di metri di distanza, sempre sulla Kanteibyo Street, si può ammirare il primo tempio di Chinatowm: lo Yokohama Kuan Ti Miao risalente al 1886. Il tempio originale fu distrutto almeno 3 volte nel corso del Novecento (durante il grande terremoto del Kanto del 1923, durante i bombardamenti americani e nel 1986 a causa di un incendio) ma fu sempre ricostruito grazie agli sforzi della comunità locale e dei loro connazionali in Cina che raccolsero i fondi necessari al restauro: la struttura attuale risale al 1990. All’interno del tempio è possibile ammirare la statua dell’Imperatore di Giada Guan Yu, sovrano di tutte le divinità e signore del Cielo e della Terra. Guan Yu è un personaggio realmente esistito nella Storia Cinese e il suo nome è legato all’epoca dei Tre Regni e a quello dei suoi fratelli d’arme Liu Bei e Zhang Fei, con i quali giurò di difendere la Cina e riportarvi la pace dopo il crollo della Dinastia Han (IV secolo d.C.). Guan Yu non fu solo un grande generale ma a lui si deve l’invenzione del sistema di contabilità attualmente in uso in Cina e per questo gli sono stati dedicati templi in Cina e in altre parti del mondo e attualmente è venerato come protettore degli affari e del commercio. In maniera abbastanza casuale ho, poi, trovato a metà di Kanteibyo Street una lapide commemorativa del luogo in cui fu fondata la prima squadra di rugby in Giappone: il Yokohama Foot Ball Club nel 1866. Da Chinatown si può andare verso il porto di Yokohama a vedere la ruota panoramica e le Red Bricks Houses, i vecchi magazzini novecenteschi dei portuali di Yokohama. Il pranzo a Chinatown è una tappa vivamente consigliata!
Ci lasciamo Tokyo alle spalle ci prendiamo il treno per Odawara dove faremo il cambio per Hakone. Hakone è il nome di una montagna che domina il lago Ashi e che ha dato il nome a circa sette località costruite alle sue pendici. Ha due caratteristiche principali: è un’area attiva a livello geotermico, poiché ci sono alcune solfatare che alimentano una fiorente attività di onsen [1] e nei giorni di cielo terso è possibile ammirare il monte Fuji. Il consiglio che mi sento di dare è quello di comprare l’Hakone Free Pass che garantisce uso illimitato dei mezzi (autobus, treno, cabletrain e funivia) e l’accesso gratuito ad alcuni musei del comprensorio. La nostra prima tappa sarà Motohakone, località sita sulla sponda meridionale del lago Ashi e famosa per l’Hakone Checkpoint, la vecchia dogana del periodo Edo, e l’Hakone Shrine, un tempio shintoista, con il Tori della Pace, un caratteristico portale rosso immerso nell’acqua. Causa maltempo la salita in funivia sul Monte Hakone è saltata ma abbondantemente compensata dall’esperienza nella onsen del nostro hotel. L’onsen è il bagno termale caldo tradizionale giapponese con la divisione tra uomini e donne e che prevede, per l’appunto, una vasca per sesso rigorosamente separate. È stata un’esperienza unica a livello di relax e per riprendere le forze dopo i primi giorni intensi. Il tutto è stato coronato dalla stanza in stile tradizionale giapponese con il tatami e il futon. L’indomani prendiamo il treno locale per andare a Gora, da dove si prende la funivia per andare dall’altra parte della montagna e del lago. A metà percorso si trova la stazione di Owakudani dove è possibile ammirare la Valle della Morte, la più grande solfatara dell’area. Dalla stazione della funicolare è possibile osservare l’intera area grazie anche a una piattaforma panoramica. Solo prenotando la visita accompagnata con le guide è possibile visitare le altre aree di Owakudani. Rientriamo, quindi, a Gora dopo aver provato la specialità locale: le uova sode cotte nella solfatara che dovrebbero garantire 7 anni di buona salute. A Gora trascorriamo il tempo in un parco botanico in attesa di prendere il treno che ci riporterà a Odawara dove prenderemo lo shinkansen per Nagoya verso le Alpi Giapponesi e la prefettura di Gifu.
Le altre puntate dello speciale
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