SPECIALE GIAPPONE 2025 #5 – Il giardino di Kenrokuen e il Santuario Oyama

di Andrea Oldani

Il giorno seguente ci alziamo presto nella speranza che il tempo sia migliore e ci incamminiamo verso il giardino di Kenrokuen, che è considerato uno dei tre giardini più belli del Giappone. Il suo nome racchiude le sei caratteristiche che esprimono spaziosità, tranquillità, gusto per l’artificio, richiamo all’antichità, fonti d’acqua e scorci magnifici. Si estende su un’area di circa 11 ettari ed è collocato sulla collina opposta al castello. Il primo impatto, nonostante la pioggia forte del giorno precedente, è stato quello di un senso di pace e tranquillità. Il visitatore è letteralmente circondato da una varietà impressionante di tonalità di verde e dai giochi d’acqua composti da ruscelli, cascate e canali. Al centro del giardino è possibile ammirare il lago artificiale Kasumigaike, al cui centro si trova l’isola di Horai che simboleggiavano in passato la lunga vita e la prosperità del Clan Maeda. Il Kenrokuen si distingue dagli altri giardini e parchi visti in Giappone proprio perché unisce un’ampia varietà di piante, case per le cerimonie del te, giochi d’acqua e canali costruiti su più livelli. In uno di questi abbiamo persino visto un airone. Vale assolutamente la pena spendere qualche yen per visitare Villa Seisonkaku, realizzata nel 1863 da Maeda Nariyasu per la madre, con le pareti impreziosite da inserti d’oro e animali cesellati nel legno e le tipiche porte in carta shoji con inserti in vetro olandese.

Terminata la visita del giardino Kenrokuen prendiamo la via centrale Hyakumangoku-Odori per recarci al Santuario Oyama. Si tratta di un tempio shintoista il cui portale d’ingresso fu realizzato da un architetto olandese che unì elementi decorativi occidentali, cinesi e giapponesi, creando un’opera unica. Il santuario, dedicato al capostipite del Clan Maeda, Maeda Toshiie, conserva al suo intero una statua del signore feudale oltre a stagni attraversati da passerelle in legno. Dal Santuario è possibile accedere all’area del castello attraverso il ponte e il Nezumita-mon Gate. Il castello di Kanazawa fu una delle fortificazioni castrensi più imponenti del Giappone medievale che fu, purtroppo, distrutto da una serie di incendi nel corso della fine del XIX secolo per poi essere utilizzata a inizio Novecento dall’esercito come base e poligono di tiro. Della struttura originale del XVI secolo erano rimasti solo alcuni magazzini e una parte del portale posteriore Ishikawa-mon, che collega il castello con il Kenrokuen. Tuttavia, dall’inizio degli anni Duemila, la città di Kanazawa ha avviato un progetto di ricostruzione totale del castello partendo proprio dai due cancelli d’accesso e dal alcuni tratti perimetrali di mura. L’obiettivo dichiarato è quello di ricostruire per intero la fortezza utilizzando le stesse tecniche e materiali del passato, adeguandoli ai criteri antisismici. Allo stato attuale è in corso la ricostruzione dell’area centrale del mastio dedicato al soggiorno della famiglia. A pomeriggio inoltrato decidiamo di attraversare il fiume Saigawa a sud per visitare l’ultimo quartiere di Geishe e concederci l’ultimo giro tra i templi di Kanazawa.

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